Inquinamento acustico

Inquinamento acustico

L’inquinamento acustico può esasperare il nostro equilibrio psicofisico e causare grandi forme di irritabilità. Ancora peggio se siamo abituati ad ambienti calmi e silenziosi e per qualche motivo siamo costretti a cambiare stile di vita e affrontare i rumori provenienti dalla jungla cittadina. Ecco il punto della situazione con alcuni dati relativi a studi aggiornati al 2013…



Passare una vacanza in una città libera da inquinamento acustico, ritornare a casa ed essere catapultati nel caos urbano locale è motivo di forte stress psicologico. Purtroppo è un rischio che si corre quando si sceglie una meta turistica come il Trentino Alto Adige oppure Copenhagen dove ogni inquinamento è ridotto al minimo, compreso quello acustico.

Già Freud aveva notato che l’inquinamento acustico potesse essere causa di forte irritabilità, egli parlava di “iperestesia uditiva” che si manifesta con una fote insofferenza ai rumori. Nel 1995, si sentì la necessità di inserire una legge che disciplinasse e fornisse una definizione di quello che è l’inquinamento acustico, così, nell’articolo 2 della legge 447 si legge:

“l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”

Tutto questo non è esagerato per un po’ di rumore? Assolutamente no! Casi limite di inquinamento acustico possono portare a danni come la perdita dell’udito, alterazione temporanea di un organo o di un sistema e la cosiddetta “annoyance” che si riferisce a un più ampio spettro di disturbi e disagi che colpiscono la sensibilità del soggetto.

Danni all’apparato uditivo o agli organi, sono più diffusi in ambienti lavorativi dove si è sottoposti a forti rumori. I casi di annoyance sono molto comuni nell’ambiente urbano e nel caos cittadino, in tal caso non si parla di “danni” bensì di disturbi e possono essere causati anche da elettrodomestici o altre apparecchiature di uso comune.

Inquinamento acustico, le fonti
Le fonti sono molteplici e possono essere inquadrati in vari sistemi, da quello domestico, lavorativo fino ai sistemi di trasporto dove clacson, motori, sistemi ferroviari e traffico aereo, possono rappresentare un grosso problema. L’inquinamento acustico legato alla gran parte dei sistemi di trasporto, potrebbe essere abbattuto definitivamente con la diffusione delle vetture elettriche anche qui in Italia.

Inquinamento acustico e infanzia
I bambini sono molto sensibili all’inquinamento acustico, per questo è importante salvaguardare l’infante e tenerlo lontano da fonti di rumore, soprattutto durante la fase neonatale. Anche rumori implisivi, cioè caratterizzati da una rapida variazione di livello che supera i 40 dB in meno di un secondo, per esempio, fate attenzione a non far cadere oggetti pesanti sul pavimento che potrebbero minare il corretto processo emotivo. Nel caso dovesse succedere è consigliato distrarre subito il bambino sfoggiando anche un bel sorriso!

Per contrastare l‘inquinamento acustico si tende a costruire aree verdi nei centri cittadini, inoltre esistono anche rumori positivi che sono legati al verde, si tratta del rumore del mare, di una cascata o di un fiume in piena, lo stormire delle foglie e altri rumori che possono configurare un ambiente rilassante e meno frenetico e caotico.

Una ricerca del Centro europeo dell’ambiente di Bonn ha accertato che più del 60% della popolazione urbana europea è esposta a un livello eccessivo di rumore ambientale con valori superiori ai 55 decibel.

Di notte la situazione è lievemente migliore ma resta un preoccupante 40% della popolazione esposta a un livello di rumore eccessivo con oltre 50 decibel rilevati.

Gli effetti dell’inquinamento acustico sono spaventosi: uno studio del Ministero dell’Ambiente olandese i cui dati sono stati diffusi nel corso del 2013 evidenzia che l’inquinamento acustico generato dal traffico causa danni al 44% della popolazione dell’Unione Europea con costi associati per ben 326 miliardi di Euro relativi a spese sanitarie. Le conseguenze negative per la salute accertate riguardano effetti cardiovascolari, disturbi del ritmo sonno-veglia, problemi all’udito con il manifestarsi sempre più frequente del disturbo noto come “fischio all’orecchio”.

Insomma tutti sono ormai d’accordo che sia necessario intervenire al più presto con seri rimedi!

 

Pubblicato da Anna De Simone il 2 novembre 2013