Mini eolico, tecnologia sottovalutata

Con gli attuali incentivi, installare una turbina eolica potrebbe rendere bene, soprattutto per chi vive in campagna, in zone ventose. L’installazione di una turbina eolica prevede un investimento che potrebbe rientrare in 6-7 anni. In Gran Bretagna il mini eolico è molto diffuso, in Italia si preferisce investire nel fotovoltaico o nelle grandi pale eoliche.

Tra l’altro è di recente scattata una polemica riguardo gli incentivi destinate al settore eolico, infatti, secondo il ministro dei Beni Culturali, Ornaghi, dovrebbe esserci un limite sull’installazione delle pale eoliche perché comportano un grosso imaptto paesaggistico. Per ora gli incentivi ci sono, le possibilità di investimento sono molteplici ma per il settore del mini eolico tutto è differenze, prima di tutto è da chiarire che l’impatto visivo sui paesaggi e la produzione di inquinamento acustico hanno risvolti piuttosto trascurabili rispetto alle classiche turbine.

Secondo una stima effettuata da Carlo Buonfrate, presidente del Consorzio dei produttori di energia da minieolico (CPEM), con un investimento di circa 140 mila euro, si potrebbe assicurare una produzione di circa 80 kWh all’anno, vale a dire, generare energia pari a 24.000 euro per ogni anno di attività del dispositivo mini eolico. La stima stime sono state fatte considerando una ventosità di almeno 1300-1400 ore;

Un grosso limite riscontrato nel campo dell’energia eolica è la mancanza di standard. Nel campo del fotovoltaico, sono state introdotte apposite certificazioni, esse invece mancano del tutto nel settore delle turbine eoliche, pertanto i potenziali acquirenti si sentono inibiti nella scelta e nell’acquisto del mini eolico. In uno speciale di qualenergia.it, Carlo Buonfrate spiega quale sono le prassi da compiere per l’installazione del mini eolico e si scopre che la burocrazia, nello stato attuale, non è neanche così limitante, anzi, trovato l’investitore la prassi è semplice:

“Nei primi siti in cui è stato installato si procedeva impropriamente partendo dalle autorizzazioni: si faceva autorizzare un sito per poi scoprire che l’Enel non garantiva l’allacciamento o offriva un allacciamento lontano e molto costoso. Oggi si fa l’opposto: ci si accerta della disponibilità e della convenienza della connessione e solo dopo si richiede l’autorizzazione che, se non ci sono vincoli ambientali o paesaggistici particolari tramite la procedura semplificata, arriva entro 30 giorni.”

Il mini eolico non viene visto di buon occhio neanche dalle banche che sono restie a elargire finanziariamente, tuttavia anche il fotovoltaico, nel 2005, ha dovuto affrontare tali difficoltà e oggi, per l’allestimento di un impianto solare, le banche non fanno questioni creditizie. C’è bisogno di tempo e di regole cosicché le banche, come i finanziatori privati, possono avere modo di conoscere meglio il settore del mini eolico e fidarsi di questa tecnologia fin troppo sottovalutata.

Pubblicato da Anna De Simone il 11 febbraio 2012