Humus, cos’è e come si forma

humus cos e come si forma

Humus, cos’è e come si forma. Significato e definizione di humus organico e humus di lombrico. Benefici per il terreno.


Nell’articolo “compostaggio, come funziona” ti ho già parlato delle trasformazioni della materia organica da rifiuto (scarto vegetale) a compost (terriccio fertile). La formazione dell’humus è solo l’esempio più semplice di come possono avvenire le trasformazioni della materia organica.

Con l’humus si parte dalla foglie e dai residui vegetali naturalmente presenti nel terreno e si ottiene una sostanza ricca di elementi nutritivi assorbiti dal suolo e utili per le piante.

Humus, come si forma

La foglia, sul suolo, entra in una catena alimentare molto complessa. Qualcuno mangia la foglia (anche i lombrichi) dopodiché questo “qualcuno” diventa alimento di altri organismi e così via fino alla trasformazione della materia originale (la foglia) in humus.

Per semplicità ho parlato di “una foglia”, nella realtà dei fatti l’humus non è dato solo da una foglia ma da un insieme di materia organica come rametti, erbe e altri residui organici prodotti dalla vegetazione.

Humus di lombrico

L’humus di lombrichi può essere considerato, in assoluto, il migliore fertilizzante disponibile al mondo. Si ottiene grazie ai lombrichi che, lasciati crescere liberamente in un terreno, rilasciano le deiezioni nel terreno nutrendosi di foglie e altri scarti organici presenti naturalmente nel suolo. Non usando alcun pesticida chimico e non trattando il suolo in alcun modo, i lombrichi hanno modo di proliferare e aumentare la fertilità naturale del suolo.

Tipi di humus del terreno

In base ai residui organici presenti nel suolo si possono ottenere diversi tipi di humus. Nelle foreste di aghifoglie (sempreverdi come conifere), per esempio, si forma un humus con un rapporto Carbonio Azoto molto elevato, mentre nelle foreste di latifoglie (piante arbustive, erbacee… e in generale angiosperme), l’humus ottenuto presenta un rapporto tra Carbonio e Azoto medio.

Questa precisazione è necessaria per comprendere che non tutto l’humus è uguale ma, l’humus che si forma spontaneamente in un ambiente è sempre idoneo per sostenere la crescita delle piante presenti in quell’habitat, perché è da quelle stesse piante che si origina.

Humus, cos’è e definizione

Per chiarire ulteriormente il significato dell’humus posso descriverlo come:

una sostanza del terreno data da composti umici e non umici derivati dalla biodegradazione della materia organica naturalmente presente nel suolo.

Se cerchi una definizione più immediata, posso dirti che:

L’humus è una sostanza organica che si forma nel terreno quando la materia di natura vegetale e animale subisce un completo processo di biodegradazione. 

L’humus è un concentrato di sostanze nutritive per le piante, soprattutto di composti a base di azoto. Quando l’humus si forma va a integrarsi perfettamente nella struttura del suolo, pertanto, l’humus permane nel terreno fino a integrarsi nella struttura contribuendo sia a un miglioramento qualitativo (in termini di nutrienti apportati per le piante) sia da un punto di vista strutturale.

La sostanza organica del tutto trasformata ha un colore scuro uniforme, un aspetto amorfo e si distingue bene dalla materia vegetale o animale non ancora “umificata”.

Se osservi al microscopio l’humus, potrai distinguere frammenti di materia organica (non visibili all’occhio umano) come residui vegetali, resti di microrganismi o animali. Si tratta di materia organica che è stata meccanicamente processata ma non chimicamente degradata. Questo ti fa capire che c’è un confine molto sottile tra humus e materia organica, proprio come avviene osservando al microscopio il compost maturo o un compost fresco.

Per comprendere al meglio tutti i processi che vedono la trasformazione degli scarti organici in humus, ti invito nuovamente a leggere l’articolo “compostaggio, come funziona” dove descrivo quei processi chimici che portano alla degradazione di sistemi complessi (materia organica) in molecole semplici (zuccheri). Tale processo è noto come mineralizzazione e si interfaccia a quello che è chiamato ciclo dell’azoto e ciclo dei nutrienti.

Pubblicato da Anna De Simone il 20 maggio 2017