Il gruppo Honda punta al riciclo

Batteria dell’auto, come prima più di prima ti amerò. Potrebbe essere uno slogan per la Honda visto che punta al riciclo intelligente. Non solo perché ne beneficierà l’ambiente ma anche le tasche della casa automobilistica. Bravi questi giapponesi.

Le nuove batterie e i motori a magnete per le auto ibride della Honda saranno fabbricate mediante il riciclo di prodotti che hanno finito il loro ciclo di impiego.

Il gruppo automobilistico giapponese ha intrapreso una collaborazione con la società Japan Metals & Chemicals. Tale accordo prevede lo sviluppo di un metodo di produzione in serie basato sul processo di riciclaggio di ben 17 metalli delle cosiddette terre rare. I metalli e gli altri materiali riciclati rientreranno così nel processo di produzione.

Acquisteranno una nuova vita in nuove batterie e motori elettrici che arriveranno sul mercato a bordo dei futuri modelli ibridi o “full electric” di Honda.

Dal riciclo delle componenti già impegate sui veicoli in disuso si punterà al nichel e agli idruri metallici impiegati per gli accumulatori e per i propulsori a magnete permanente. In questo modo la Honda diminuirà il proprio approvvigionamento di queste materie prime così costose e dannose per l’ambiente. Ovviamente questa operazione comporterà  di conseguenza anche una grossa riduzione suoi costi di produzione.

La società ha fatto sapere che la tecnica era già stata testata con successo su circa 2.000 batterie. Con le sue strategie la Honda più di una volta ha dimostrato di essere di un passo avanti, lo dimostrano anche le sue auto a idrogeno e stazioni di rifornimento!

La Honda ha fornito pochi dettagli sull’innovativo processo di riciclo. Già in precedenza si è cercato di adottare tecniche per l’estrazione di metalli delle terre rare. Tuttavia questa è la prima volta che vengono applicate in una grande produzione di serie.

L’annuncio del gruppo automobilistico di poter riciclare fino all’80% delle terre rare impiegate nella produzione potrebbe aprire la strada a tantissime implicazioni per molti altri settori, soprattutto in vista della scarsità di materie prime.

Pubblicato da Anna De Simone il 1 maggio 2012