Glocal Design: il futuro è a km zero e senza sprechi

Daniele Basso GlocalDesign

“La mancanza di molte cose significa che c’è più opportunità per realizzarle! A patto però che questo paese ritrovi la prospettiva sul proprio futuro e chissà non riesca a farlo, questa volta, proprio attraverso la riscoperta e la salvaguardia dell’ambiente e delle eccellenze del territorio: noi di Glocal Design lavoriamo per questo”. Questa è Glocal Design (http://www.glocaldesign.it/ ) , e lui è il titolare, Daniele Basso. Green e grintosi, sono un esempio.

1) Il rispetto per la natura è al centro della vostra attività: è sempre stato così o lo è diventato con i tempi?

Glocal Design, è uno studio di progettazione e Design Strategico nato nel 2006 fedele al concetto “pensa Globale e agisci Locale”. Antesignano di questa tendenza, riteniamo il Design il miglior strumento per valorizzare le eccellenze locali (cioè cultura, conoscenza e competenza che la storia dei diversi territori hanno sviluppato nel tempo) all’interno del mercato globale anche attraverso le nuove e potentissime tecnologie digitali.

In passato, mancando denaro e risorse prime, il problema dell’ecologia era sovrastato da altre questioni quali ad esempio la durata del prodotto, il riciclo dello stesso e l’assenza di sprechi. Glocal Design continua a lavorare tenendo come priorità il rispetto dell’ambiente che è parte integrante dell’atteggiamento progettuale e dei prodotti che disegniamo da sempre.

2) Un esempio di prodotto green ?

Nel 2006 abbiamo introdotto alcune collezioni di specchi in acciaio 100% riciclabile: una rivoluzione. Lo specchio oggi è generalmente in vetro su cui viene depositato uno strato di alluminio o argento per elettrolisi. Un processo altamente inquinante, e quindi in Europa costoso, ecco che allora acquistiamo gli specchi dall’Asia, magari fatti da bambini che scalzi camminano nei cloruri. Gli specchi GlocalDeisgn, ispirati dagli antichi ma realizzati con tecnologie all’avanguardia, hanno reintrodotto l’acciaio lucidato a specchio, realizzando prodotti infrangibili, con infinite possibilità di personalizzazione, di decoro e di forma, virtualmente eterni con il materiale di cui sono fatti.

L’operazione nel tempo è piaciuta ed cresciuta fino allo sviluppo di partnership durature prima con Molteni & C, poi con SanPatrignano, con Mila Schon, con Swarovski, con Haute Material e molti altri, fino a portare i nostri prodotti nel 2011 a New York tra le eccellenze del design italiano.



3) Cosa significa, per una azienda di design, essere attenti al rispetto per l’ambiente?

Imballi e materiali utilizzati devono seguire le esigenze del mercato, le aspettative del cliente, le performances dei concorrenti… su di essi si può agire ma a volte solo parzialmente. Progettare con attenzione all’ambiente significa rifiutarsi di realizzare prodotti inutili e ridondanti, pensare alla funzione ed all’intero ciclo di vita del prodotto (smaltimento o riutilizzo compreso), avere il coraggio di fare prodotti che durano nel tempo.

Ormai siamo assuefatti alle mode ed all’usa e getta: occorre saper stimolare la percezione della qualità, magari anche attraverso l’ironia, la forma ed il design, ma con l’obiettivo di creare valore aggiunto e non solo di vendere un prodotto in più.

Dimentichiamo troppo spesso che tutti noi consumatori possiamo intervenire nel processo di rispetto dell’ambiente: se acquistiamo ciò di cui abbiamo bisogno esclusivamente in base al prezzo, favoriamo la cultura dello spreco, a discapito della qualità anche di vita. Comprare Made in Italy non è solo uno slogan, è un azione concreta di salvaguardia del nostro futuro e del nostro pianeta per in nostri figli, per i nostri nipoti. E’ una questione di coscienza che diverrà presto anche di sopravvivenza.

4) Costa di più essere attenti all’ambiente? Viene percepito e apprezzato dal cliente?

L’attenzione all’ambiente è un costo che determina però una qualità superiore del prodotto finale.

Quanto sia percepito dal cliente finale, francamente dipende molto dai settori merceologici e dall’informazione che su di essi viene fatta. Non parlo solo di istruzioni d’uso o comunicazioni azienda-cliente, ma soprattutto di mass-media. Sensibilizzare tutti noi all’acquisto corretto, e quindi sul giusto prezzo delle cose, non solo in base al marchio, e sottolineare la necessità di prestare attenzione all’ambiente, non è solo una questione etica e deontologica, ma di sopravvivenza di tutti noi. E quello che si fa non è mai abbastanza.

5) Finora come è stato il vostro rapporto con le istituzioni?

Molti dei lavori con le istituzioni, anche nei termini di riqualificazione di aree urbane o storiche, sono basati sulla nostra capacità di sintesi tra Arte, Moda e Design. Il ventaglio di settori in cui Glocal Design opera, infatti, è ampio: moda, sportswear, arredamento, illuminazione, eventi. Personalmente ritengo che il respiro più grande lo conceda l’arte che permette di comunicare messaggi intensi, nella pienezza di un solo gesto.

6) Cosa vi manca in Italia?

In Italia manca la volontà di cambiare… Un paese vecchio, gestito da vecchi, che ha paura di affrontare le novità. Manca una corretta prospettiva meritocratica sul lavoro come nella società che dia fiducia verso il futuro. Fiducia porta progetti, ricerca, sperimentazione, investimenti, acquisti. Il clima d’incertezza economica ed anche istituzionale che viviamo stimola il cambiamento per disperazione e la fuga. E’ un peccato. Così facendo non riusciamo a cogliere le nuove opportunità che inevitabilmente le mutazioni sociali portano con sé e non riusciamo a difendere le nostre eccellenze nel mondo, il nostro patrimonio culturale ed ambientale: fattori che nella realtà sono la nostra più grande ricchezza.

Per carattere, però, sono portato a pensare in chiave progettuale e positiva. La mancanza di molte cose significa che c’è più opportunità per realizzarle! A patto però che questo paese ritrovi la prospettiva sul proprio futuro e chissà non riesca a farlo, questa volta, proprio attraverso la riscoperta e la salvaguardia dell’ambiente e delle eccellenze del territorio: noi di Glocal Design lavoriamo per questo.

7) Cosa vorreste di diverso per avere maggiore possibilità di sviluppo?

Vorremmo un sistema fiscale più snello e collegato all’economia reale. Non elaborato per chi evade e penalizzante oltremodo per chi ottempera ai propri doveri. Vorremmo al certezza della pena per indurre tutti al rispetto delle regole e quindi potersi concentrare sul lavoro e sullo sviluppo, e non sulla difesa dei propri inalienabili diritti. Vorremmo mobilità nel mondo del lavoro, per fronteggiare una situazione del mercato instabile e veloce, e una politica che viva collegata al paese e non altrove. Capace davvero di preservare i talenti e sviluppare le nuove idee. Ma la cosa più importante  è quello che ognuno di noi fa per l’Italia. In un paese in cui spesso si reclama, e poi si cerca solo di difendere il proprio orticello, servirebbe maggior senso civico ed una educazione sociale più forte e condivisa.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 25 luglio 2012