
Il Tar della Toscana ha respinto i ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste contro il rinnovo delle concessioni minerarie per la geotermia nel territorio regionale. Le concessioni, originariamente in scadenza a fine 2026, sono ora valide fino al 2046, in virtù di un accordo siglato tra la Regione Toscana ed Enel Green Power.
L’intesa prevede nuovi investimenti per circa 3 miliardi di euro, oltre a misure di compensazione ambientale e sociale nelle aree interessate dallo sfruttamento geotermico, situate principalmente tra le province di Pisa, Siena e Grosseto.
La soddisfazione del presidente Giani: «Una risorsa da continuare a valorizzare»
A commentare con entusiasmo la decisione è stato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che ha parlato di una «pronuncia importante» che consente di proseguire il percorso avviato con Enel. «Possiamo ora mettere a terra tutti gli impegni assunti nell’accordo», ha dichiarato.
Giani ha definito la geotermia «energia pulita tutta toscana», sottolineando che ogni anno gli impianti della regione producono 5.913 GWh, equivalenti al fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie. A questo si aggiunge il calore fornito a circa 10.000 utenze locali, a dimostrazione dell’impatto diretto e positivo sul territorio.
Toscana leader nazionale nella produzione geotermica
Con questi numeri, la Toscana si conferma prima regione in Italia per produzione di energia geotermica, una fonte rinnovabile strategica per la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Le risorse generate non solo contribuiscono alla sicurezza energetica del territorio, ma rappresentano anche un’opportunità di rilancio economico e ambientale per le aree interne.
La sentenza del Tar rafforza dunque la legittimità di un modello che unisce sviluppo industriale, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle risorse locali, tracciando una strada che altre regioni potrebbero seguire.
