Che cos’è il gasdotto TAP?

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L’acronimo sta per Trans Adriatic Pipeline ed è il progetto di un gasdotto che dalla frontiera greco-turca, attraversando la Grecia, l’Albania e il mare Adriatico, porterà in Italia il gas proveniente dall’Azerbaijan attraverso il cosiddetto ‘corridoio sud’.

È bene sapere di cosa si tratta perché TAP è una delle opere più importanti, forse la più importante in assoluto, che l’Italia sta portando avanti in campo energetico e farà dello Stivale (queste almeno le intenzioni) l’hub europeo del metano, il punto nevralgico in cui il gas arriva in Italia dai bacini del Caspio e viene smistato in tutta Europa. Giusto in questi giorni se ne sta parlando all’Energy Summi organizzato dal Sole24Ore, dove se non fosse stato trattenuto dai guai del Governo era atteso il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato.

Il gas che sarà convogliato in Europa da TAP è quello del bacino offshore di Shah Deniz  nel Mar Caspio, che non essendo gestito da Gazprom ridurrà la dipendenza dagli idrocarburi russi. Negli ultimi anni il governo italiano ha lavorato affinché il progetto TAP fosse preferito all’altro di cui si stava discutendo, chiamato Nabucco West, i cui tubi sarebbero passati dall’Austria.

La condotta della Trans Adriatic Pipeline (un tubo di 90 cm di diametro) appoderà sulle coste itliane in Puglia, in località San Foca, dopo aver attraversato la Grecia per 547 km, l’Albania per 211 e per 104 il mare Adriatico. Il tratto italiano sulla terraferma sarà lungo 9 km e ha destato preoccupazioni in Salento tra la popolazione locale, al punto che è nato un Comitato No-TAP.

Ma non sarà un’altra TAV. A dirlo è il fato che la Trans Adriatic Pipeline ha già ottenuto l’ok di Legambiente. L’associazione ambientalista ha sottolineato che restano da confermare gli aspetti contenuti nella valutazione di impatto ambientale e che TAP non deve distogliere dal puntare su efficienza e rinnovabili come base del piano energetico nazionale; ciò premesso, il progetto è stato giudicato accettabile.

Oltre alla sicurezza degli approvvigionamenti grazie alla minor dipendenza dalla Russia, i vantaggi che l’Italia conta di ottenere ospitando l’approdo a terra della Trans Adriatic Pipeline sono di due tipi: un costo del metano più basso rispetto all’alternativa Nabucco (gli oneri del trasporto sono inferiori) e benefici eonomici per la Puglia in termini di occupazione e investimenti.

Lo studio pubblicato da Nomisma Energia ad aprile 2013 sostiene che nella fase di costruzione (4 anni) TAP avrà un effetto positivo di 290 milioni di eruro/anno sul PIL della Puglia e darà lavoro a più di 2000 persone. I vantaggi sul PIL e sull’occupazione dovrebbero protarsi per tutta la fase operativa del gasdotto, individuata nei prossimi 50 anni. Il progetto Trans Adriatic Pipeline è stato lanciato da tre società: Axpo (Svizzera), E.ON (Germania) e Statoil (Norvegia).

Pubblicato da Michele Ciceri il 1 ottobre 2013