Fondi europei, dove vanno a finire?

Sono numerosi i fondi europei destinati all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, ma come sono impiegati questi finanziamenti? La Corte dei conti europea ha avviato un programma di controllo così da appurare alcune pecche nel sistema di assegnazione dei fondi, soprattutto in alcuni Paesi.



Nel bilancio dei fondi europei una voce importante è destinata allo sviluppo rurale. Fondi che ammontano a un totale di 11,1 miliardi di euro, destinati principalmente ad aziende agricole. La misura di riferimento è la 121 e i finanziamenti possono riguardare l’acquisto di attrezzi agricoli o progetti più complessi come l’allestimento di impianti per la produzione di biogas.

La Corte dei conti europea (Cce), ha effettuato un controllo di gestione sulla misura 121 relativa all’ammodernamento delle aziende agricole; pare proprio che i fondi europei se ben impiegati potrebbero incrementare la redditività di ogni usufruente e stravolgere il settore agricolo che, soprattutto in Italia, ha bisogno di una svolta.

L’analisi portata a termine della Cce ha potuto appurare che non tutti gli investimenti sono stati focalizzati sulle concrete priorità e sui bisogni degli Stati Membri. I sistemi di assegnazione dei fondi europei sembrano essere poco efficienti e non applicano buoni criteri di selezione. Il controllo di gestione della Cce non fornisce risultati attendibili sulla misura 121 e non agevolare il monitoraggio dei fondi, però sembra proprio emergere che non tutti gli Stati Membri sono realmente virtuosi. La conseguenza? Fondi investiti in aziende con dubbia attendibilità.

A tale proposito, la Corte raccomanda agli Stati membri di porre in atto procedure efficaci così da impedire che siano concesse sovvenzioni a progetti in cui la redditività finanziaria dell’investimento o la sostenibilità dell’azienda siano dubbie. Per ora si tratta solo di una raccomandazione, con la speranza che le future misure per l’assegnazione dei fondi europei abbiano dei criteri di valutazione più mirati e difficili da ovviare.

Sotto la lente della Commissione europea dovrebbero finire le agenzie degli Stati Membri che si occupano dell’assegnazione dei fondi europei. Come auspicato in Parlamento si potrebbe agire a monte e stilare dei criteri più selettivi ma dei controlli a valle di certo non farebbero male.

a cura di Anna De Simone, su twitter @annadesimone

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Pubblicato da Anna De Simone il 31 maggio 2012