Soggiorni sempre più brevi e cortesie da bagno pensate per l’albergo tradizionale. Secondo il fornitore specializzato in linee cortesia per le piccole strutture ricettive, il primo intervento da fare riguarda le quantità, prima ancora dei materiali

Chi gestisce un B&B conosce bene la scena del riassetto dopo una partenza. Il flacone di shampoo è pieno per due terzi, il bagnoschiuma è stato aperto una volta sola e la saponetta ha perso appena gli spigoli. Quasi tutto finisce nel sacco dei rifiuti, perché nessuno può rimettere in camera per l’ospite successivo un prodotto già aperto. Moltiplicata per le oltre 197 mila strutture extra alberghiere censite dall’ISTAT, cresciute del 2,7% in un solo anno, questa piccola perdita quotidiana smette di essere un dettaglio.
È da qui che parte l’analisi di Kitcortesia sui prodotti monodose e monouso, che rifornisce B&B e piccole strutture di tutta Italia con le linee Curemè e Naturestory. «Quando si parla di sostenibilità delle amenities si guarda quasi sempre all’involucro», spiegano dall’azienda. «Il prodotto che si butta intatto pesa almeno quanto la plastica, e in un B&B se ne butta parecchio».
Soggiorni più corti, flaconi troppo grandi
Il motivo è nella durata delle permanenze. Secondo l’ISTAT, nell’ultimo trimestre del 2025 un ospite è rimasto in media 2,82 notti in una struttura ricettiva, e gli italiani si sono fermati ancora meno, due notti e mezza. Molti B&B hanno però preso dagli alberghi il flacone da 30 o 40 ml come formato standard. «È una scelta fatta per abitudine», osservano da Kitcortesia. «Un flacone del genere ha senso per chi resta una settimana, mentre chi arriva il venerdì e riparte la domenica ne usa una parte minima. Il resto lo paga il gestore e finisce nella spazzatura».
Cosa insegna il caso delle saponette
Negli Stati Uniti il fenomeno è stato misurato da anni. Clean the World, l’organizzazione che recupera e ricicla le saponette degli hotel, stima che ogni giorno ne vengano gettate oltre un milione e oggi lavora con più di ottomila strutture. In Italia ha aderito l’Associazione Jesolana Albergatori, coinvolgendo gli hotel della località veneta. Per l’azienda il modello funziona bene sui grandi numeri, meno in una struttura da quattro camere, dove organizzare raccolta e spedizione costa più di quanto renda. Per un B&B conviene intervenire a monte, su quello che entra in bagno.
Il limite del dispenser
Anche il dispenser a muro, spesso presentato come la soluzione più green, secondo Kitcortesia va valutato caso per caso. Nei bagni comuni e negli ostelli ha senso. In un B&B, dove il bagno è quasi sempre privato e la cura della camera fa parte di ciò che l’ospite si aspetta, una parte dei clienti lo guarda con diffidenza, e la ricarica con la relativa pulizia ricade su chi spesso fa tutto da solo, dalla colazione al check in.
Dosi calibrate sulla singola permanenza
La proposta dell’azienda va nella direzione opposta al flacone grande: formati pensati sulla durata reale del soggiorno. È la logica con cui l’azienda ha organizzato la propria gamma di prodotti monodose, che comprende bustine di shampoo doccia da 10 ml e saponette vegetali da 8 o 12 grammi confezionate in carta kraft, oltre ai doypack da 30 ml richiudibili per chi si ferma qualche giorno in più. «Il doypack nasce per un motivo preciso», spiegano dal reparto commerciale. «Quello che avanza l’ospite può chiuderlo e portarlo via, invece di lasciarlo al gestore da buttare. Se il prodotto viene finito, lo spreco si riduce davvero, qualunque sia il materiale».
Misurare prima di cambiare
Il consiglio che l’azienda dà ai gestori è pratico. Per qualche settimana basta osservare cosa torna indietro dalle camere: se i flaconi escono sempre mezzi pieni, il formato è sovradimensionato rispetto alla permanenza media. Da lì si può costruire un sistema misto, con il dispenser dove l’uso è intenso e le dosi singole nelle camere a ricambio veloce, magari con un cartoncino sul lavabo che inviti a portare a casa i prodotti aperti. Il momento è quello giusto, visto che nell’ultimo trimestre del 2025 le presenze nel comparto extra alberghiero sono cresciute del 6,6%, molto più che negli alberghi, e più cambi camera significano anche più avanzi. La normativa europea sugli imballaggi spingerà nei prossimi anni verso formati meno usa e getta, e chi comincia a misurare adesso ci arriverà con qualche dato in mano invece che con un magazzino da svuotare.
