Firenze, edifici a impatto zero

Case popolari a impatto zero dislocata nella bella Firenze. Il progetto si concluderà entro 3 anni e il primo edificio a impatto zero sorgera nei dintorni di Piazza Artusi e ospiterà 39 alloggi. Non mancheranno ludoteche e altri edifici pubblici a impatto zero.

Entro il 2014 a Firenze sorgerà la prima casa popolare a impatto zero. Questo nuovo edificio rientra nel piano edile della città per uno sviluppo sostenibile, sviluppato secondo criteri per un pieno isolamento termico e con un fabbisogno energetico alimentato da fonti alternative. Il progetto di edilizia sperimentale di Casa S.p.A. si articola in tre edifici realizzati interamente in legno: due a destinazione residenziale e un terzo edificio a destinazione pubblica con ludoteca.

Gli edifici a impatto zero di Firenze. Il primo edificio sorgerà presso Piazza Artusi, sarà di sei piani e ospiterà 39 alloggi. Il secondo edificio sorgerà in via Traversari, sarà di quattro piani e ospiterà sei alloggi. La ludoteca sorgerà presso Piazza Gino Bartali e si svilupperà su due piani per circa 600 m2.

L’uso di particolari materiali come il legno coibentato e la fibra di cellulosa consentiranno aereazione naturale e isolamento termico, che si si tradurrà in risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili. L’uso di pannelli portanti a strati incrociati in legno presenta notevoli vantaggi ambientali: consentiranno tempi di realizzazione più rapidi, di circa la metà, grazie alla costruzione completamente a secco e inoltre un impatto ambientale minore in termini di emissioni di CO2, consumi energetici e uso di materie prime.

La struttura muraria sarà in legno per evitare le dispersioni di calore, verranno installate logge solari d’estate per ventilare la casa nelle giornate calde e per riscaldare l’aria nei mesi invernali. Infatti, proprio per contenere il consumo di energia sono stati previsti tre grandi atri bioclimatici in corrispondenza dei vani scala, con parete esterna totalmente vetrata e con lamelle apribili.

Durante l’inverno questi serramenti saranno chiusi, per diminuire il pericolo di dissipazione energetico-termica e per accumulare calore passivo per effetto serra. Nei mesi estivi, invece, l’involucro sarà completamente aperto per favorire la ventilazione naturale interna. Insomma, ci troviamo davanti un autentico gioiello della bioedilizia!

Negli edifici a impatto zero, verranno installate torri di ventilazione per catturare e immettere l’aria in un sistema di condutture sotterranee che consentiranno il raffreddamento estivo e il riscaldamento invernale. L’edificio sarà di classe energetica A+ e avrà un fabbisogno di 12,04 kWh/mq all’anno, grazie agli impianti energetici da fonti rinnovabili e alla poca energia necessaria per l’autoufficienza.

In sintesi con il pacchetto dell’involucro edilizio nella conformazione ‘base’ si avrà un fabbisogno di energia termica, riscaldamento e raffrescamento, pari a 38,22 kWh/mq annui, ma con l’adozione di atri-serra, logge-serra e muri di trombe e dei condotti interrati e delle torri di ventilazione si arriva ad un fabbisogno di energia termica complessivo pari a 12.04 kWh/mq annui, solo per riscaldamento in quanto il fabbisogno per raffrescamento è pari a zero.

La bolletta crolla e insieme migliora la qualità dell’aria. È’ una conferma di come la sensibilità e la sostenibilità ambientale vadano nella direzione delle scelte su piano strutturale a volumi zero. Con questo intervento gli alloggi di edilizia pubblica saranno all’avanguardia con un forte risparmio energetico, la classe A, e a impatto 0.

Pubblicato da Anna De Simone il 22 marzo 2012