Finanziamenti agricoltura: nuove opportunità

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La voce ‘finanziamenti agricoltura’, o se preferite ‘incentivi agricoltura’ visto che di incentivi si tratta, è una voce non trascurabile del DL n. 91/2014 meglio conosciuto come Decreto Crescita o Decreto Competitività.

Le novità è che nella legge di conversione n. 116/2014 del DL n. 91/2014 (il decreto ‘Crescita’), il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito (art. 7-bis) alcune importanti modifiche alla normativa nazionale sulla autoimprenditorialità in agricoltura regolata dal Decreto legislativo n. 185/2000, Titolo I, Capo III.

In particolare, è stato previsto un finanziamento agricoltura agevolato (a tasso zero) che si estende a tutti gli imprenditori agricoli di età non superiore a 40 anni in luogo della già vigente misura di ‘subentro in agricoltura’ (in una forma più agevolativa).

L’obiettivo di questa forma governativa di finanziamenti agricoltura è ovviamente quello di dare sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, incentivare il ricambio generazionale in agricoltura e garantire migliori condizioni di accesso al credito per le imprese agricole.

Quali sono gli investimenti finanziabili e di che cifra stiamo parlando?

Sono finanziabili gli investimenti di valore complessivo non superiore a 1 milione e 500mila euro euro che siano indirizzati allo sviluppo o consolidamento dell’azienda agricola attraverso iniziative nella produzione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli.

Chi ne può beneficiare?

I destinatari di questi finanziamenti agricoltura sono le imprese agricole, costituite in qualsiasi forma, che subentrino nella conduzione di un’intera azienda agricola che esercita, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda, esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del codice civile.

Anche l’impresa agricola subentrante deve essere costituita da non più di 6 mesi alla data di presentazione della domanda ed esercitare esclusivamente l’attività agricola ex art. 2135. Inoltre deve essere condotta da un giovane imprenditore di età compresa tra i 18 e i 40 anni o, se si tratta di una società, essere composta per oltre la metà (sia numerica dei soci sia delle quote) da giovani tra i 18 e i 40 anni di età.

Pubblicato da Michele Ciceri il 23 settembre 2014