Isolare con la fibra di cellulosa

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Per fibra di cellulosa nel campo degli isolanti si intendono i fiocchi prodotti con carta di giornale riciclata (che costituisce circa l’80% del fiocco) successivamente trattati con sali borici per renderli ignifughi e non attaccabili dagli insetti.

Di norma è il fornitore che provvede a insufflare la fibra di cellulosa nell’intercapedine della parete con apposite apparecchiature. In bioedilizia questo materiale è usato anche per realizzare pareti composite prefabbricate in legno che al momento del montaggio in cantiere contengono già l’isolante.

La fibra di cellulosa è l’isolante naturale più consigliato dai bioarchitetti per qualità ecologiche, prestazioni ed economicità. I costi energetici della produzione sono molto contenuti (6 kWh per 1 mc) L’efficacia termoisolante e (meno) fono isolante si basa sull’effetto di resistenza dell’aria, che diffusa uniformemente in minuscole celle ostacola l’escursione termica. Il coefficiente di conducibilità è λ: 0,032.

Il materiale isolante in fibra di cellulosa che si trova in commercio conserva le caratteristiche igroscopiche della carta (grande capacità di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante) ma non perde la capacità di isolare in presenza di un modesto tasso di umidità, non emette sostanze nocive, è inattaccabile dagli insetti (se trattato con sali di boro) e resistente al fuoco (Classe 1), è elettricamente neutro.

I fiocchi in fibra di cellulosa sono una soluzione ottimale per intervenire facilmente ed economicamente su edifici esistenti con muri a intercapedine isolati in modo insufficiente, magari perché privi di isolamento o contenenti vecchi isolamenti a base di polistirolo ormai disintegrati. Nell’insufflaggio va fatta attenzione a non lasciare spazi vuoti, cosa abbastanza frequente soprattutto in alto alla giuntura tra parete e soffitto, che potrebbero creare ponti termici.

La fibra di cellulosa è un materiale ecologico e non ha controindicazioni ambientali se prodotto e applicato in modo corretto. Poiché rilascia polveri, durante l’applicazione gli operatori devono proteggersi con guanti e mascherine. Teme l’acqua e va conservato all’asciutto.

Pubblicato da Michele Ciceri il 2 novembre 2013