Expo 2015, ci saranno gli Stati Uniti?

Durante i sei mesi di Expo 2015, l’Italia dovrà dare il meglio di sè. In quei sei mesi a Milano, ogni giorno, ci saranno 140mila visitatori, per un totale di 20 milioni di persone. Un’occasione d’oro per scardinare lo stato di crisi in cui giace il Paese. Sono ormai più di cento le Nazioni che hanno aderito ufficialmente al Milano Expo 2015.

Tra le partecipazioni ufficiose c’è quella degli Stati Uniti. Lo scorso maggio, l’esponente americana Hillary Clinton aveva già rassicurato l’Italia, affermando che “Gli Stati Uniti parteciperanno all’Esposizione Universale di Milano”, altre conferme arrivano dal nostro Ministro degli Esteri Giulio Terzi.

Ci sono segnali molto positivi, anche se manca un documento ufficiale, tutto fa pensare che gli Stati Uniti parteciperanno all’Expo 2015. A sostenerlo è il Ministro Giulio Terzi. Gli Stati Uniti non hanno mai preso parte all’Esposizione Universale. Le edizioni passate di Expo non hanno mai annoverato quattro grandi Paesi: il Regno Unito, il Canada, il Brasile e gli USA.

Mentre il Brasile ha presentato la sua candidatura per offrirsi come sede per l’Expo 2020, gli Stati Uniti fanno pensare a una partecipazione attiva al Milano Expo 2015. Il Ministro Giulio Terzi ha avuto modo di confrontarsi con l’amministrazione degli Stati Uniti in occasione della conferenza della Italian-Americans Foundation dove ha avuto modo di appurare che “l’amministrazione americana incoraggia, sostiene e promuove, la partecipazione delle imprese private a Expo 2015″.

Gli Stati Uniti, così, saranno rappresentati da imprese private. L’Esposizione Universale di Milano 2015 offre alla città e all’intera nazione, la possibilità di porsi al centro della scena dello sviluppo sociale ed economico dell’intero globo. La partecipazione di un Paese ricco come gli USA non farebbe altro che giovare sia all’immagine dell’Italia nel Mondo sia all’economia nostrana. Per ora, però, la firma per ufficializzare la partecipazione degli USA, sembra ancora lontana.

Pubblicato da Anna De Simone il 20 ottobre 2012