Empire State Building, un modello di efficienza

L’Empire State Building non è nato per essere green, eppure è successo! E’ stato costruito per simboleggiare il potere della città di New York e oggi è diventato un modello di “spontanea” efficienza energetica. Una serie di lavoro hanno ridotto drasticamente gli sprechi energetici consentendo un risparmio economico di 2,4 milioni di dollari solo nel primo anno. Nei prossimi anni, quando saranno completati i piani di efficienza energetica, l’Empire State Building ridurrà il suo consumo energetico del 40% che tradotto in dollari significa un risparmio di circa 4,4 milioni all’anno.



L’Empire Stata Building è a basso impatto ambientale ma non l’ha fatto per sostenibilità! Durante un’intervista rilasciata all’Harvard Magazine, Malking Holding, il proprietario dell’immobile, ha affermato: “Io sono un capitalista. Volovo fare soldi. Questa non è carità”. Così Malking Holding si è affidato all’efficienza energetica per incrementare i suoi guadagni.

Un edificio può arrivare a sprecare fino all’80% di energia a causa di sistemi HVAC inadeguati, isolamenti impropri, perdite e illuminazione inefficiente. Da buon capitalista, Malking Holding non voleva gettare via soldi, così ha firmato un accordo con la Johnson Controls, una società di servizi energetici che gli ha garantito un risparmio energetico di almeno il 20% per i primi 15 anni. La Johnson Controls ha proposto un accordo simile al classico “soddisfatti o rimborsati“, se l’efficienza energetica non avesse garantito i dovuti risparmi economici, la società avrebbe pagato la differenza.

Il team della Johnson Controls ha considerato 60 possibili strategie. Infine ha scelto 8 progetti per tagliare drasticamente gli sprechi energetici dell’Empire State Building. L’edificio ha 6.514 finestre, sostituirle tutte significava spendere $ 20 milioni. La soluzione è stata più macchinosa ma anche più efficace: le finestre sono state ricostruite sul posto, riutilizzando lo stesso vetro e lo stesso telaio di assetto ma con l’aggiunta di una pellicola isolante.

Pubblicato da Anna De Simone il 6 novembre 2012