Efficienza energetica e prospettive di lavoro

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Progettisti, impiantisti, certificatori, manutentori, produttori e rivenditori… dal mercato dell’efficienza energetica arrivano buone prospettive di lavoro per tutti perché in effetti c’è tanto da fare. Se si adottassero tutte le migliori soluzioni per l’efficienza energetica in Italia il consumo di energia scenderebbe teoricamente di 297 TWh all’anno da oggi al 2020 (44 TWh elettrici e 253 TWh termici).

Ma un conto è la teoria e un altro la pratica, un conto l’ottimale e un altro il verosimile. Facciamo allora tutte le tare del caso e arriviamo a una previsione che tenga conto di tutti i freni e gli ostacoli possibili (quadro normativo incerto e mancanza di cultura soprattutto) per immaginare uno scenario di penetrazione delle soluzioni per l’efficienza energetica che da ‘teorico’ diventa ‘atteso’, cioè che si ritiene possa essere raggiunto nella realtà.

Ebbene, secondo lo scenario verosimilmente ‘atteso’ l’obiettivo di risparmio energetico che si ritiene possa essere raggiunto in Italia da qui al 2020 è di circa 96 TWh, cioè solo un terzo del risparmio ‘teorico’ ma in ogni caso un valore considerevole. Nel dettaglio, la situazione ‘attesa’ prevede: 21 TWh di risparmio elettrico (il 6% del consumo registrato nell’anno 2011) e 75 TWh di risparmio termico (11% del consumo 2011). L’analisi con relativi numero ovviamente non è nostra ma del Politecnico di Milano (Energy Efficiency Report) che l’ha presentata a novembre 2013.

Qual è la bella notizia? A parte il rendersi conto che ‘si può fare’, dai numeri di cui sopra è calcolabile che il raggiungimento del mercato potenziale ‘atteso’ degli interventi per l’efficienza energetica darebbe luogo a un giro d’affari medio annuo da qui al 2020 stimabile in oltre 7 miliardi di euro. Di questi, 2 miliardi di euro circa sono riferibili a interventi per l’efficientamento dei consumi elettrici e la parte restante a interventi per l’efficientamento dei consumi termici.

Secondo gli ingegneri del Politecnico di Milano, il settore residenziale rappresenta l’ambito cui è associato il maggior potenziale ‘atteso’ per le soluzioni di efficienza energetica (58% del giro d’affari complessivo), seguito dal settore industriale con un potenziale di 2,4 miliardi di euro, pari al 33% del potenziale globale. Difficile stimare il risparmio in termini di emissioni di CO₂ e la reale ricaduta occupazionale delle soluzioni per l’efficienza energetica in termini di posti di lavoro (il Report non contiene questi dati) ma che si tratti uno straordinario volano economico è del tutto evidente.

Pubblicato da Michele Ciceri il 31 dicembre 2013