Solar cooling e solare termico

impianto solare

Tutti associamo l’energia solare al calore ma con gli impianti solar cooling è possibile produrre anche aria fredda tanto che il solar cooling è chiamato comunemente “condizionamento solare“. Gli impianti di solar cooling possono sfruttare l’energia solare in diverso modo, così abbiamo condizionatori solari dove il raffreddamento è ottenuto attraverso tecnologie di solare passivo, conversione mediante il solare termico o più semplicemente con il classico fotovoltaico.

A spiegare in cosa consiste un impianto Solar Cooling è la Kloben, un’azienda specializzata in soluzioni per l’efficienza energetica mediante il solare termico.
Il Solar Cooling è un impianto di semplice concezione che utilizza poca energia da altra fonte per funzionare. Si possono ottenere potenzialità fino a qualche megawatt in freddo consumando la sola energia elettrica per la circolazione dei fluidi d’impianto. La vera energia la fornisce il sole in modo continuo e quantitativo poiché ognuno di questi impianti prevede uno o più accumuli termici immagazzinatori d’acqua calda riscaldata dai collettori solari a tubi sottovuoto.

Le macchine utilizzate per condizionare l’aria o refrigerare l’acqua sono frutto di qualche decennio di ricerca e perfezionamento tecnico: si sfrutta la naturale igroscopicità di alcuni sali quali bromuro di litio o cloruro di litio, parenti stretti del normale sale da cucina, per generare un ciclo frigorifero continuamente rigenerato dal sole. Una volta prodotta aria o acqua a bassa temperatura la si distribuisce nell’edificio o nel processo produttivo mediante canalizzazione o tubazioni.

Così, gli stessi collettori solari capaci di produrre riscaldamento invernale possono produrre anche aria fredda in estate. Poi c’è un’altra considerazione da fare: gli impianti solar cooling sono maggiormente operativi proprio quando c’è la maggiore disponibilità di sole. In estate, le ore della giornata in cui c’è la maggiore richiesta di freddo per il condizionamento degli edifici, coincidono con la massima disponibilità di radiazione solare.

Pubblicato da Anna De Simone il 31 dicembre 2013