Ecoturismo, un toccasana per l’economia

Nel mondo ci sono 50 paesi in via di sviluppo e di questi, ben 46 basano la loro economia sul turismo, ancora meglio quando è sostenibile. L’incoming turistico di questi paesi rappresenta solo l’1,2% dei viaggi mondiali. Questa percentuale sta crescendo rapidamente rispetto la media mondiale.

Località come le Mauritius, Maldive e la Botswana, per esempio, sono riuscite a emergere proprio grazie al turismo. Purtroppo non tutti i paesi sono riusciti ad autogestire l’industria del turismo che in alcuni casi è finita nelle mani di investitori stranieri. Con gli investitori stranieri si innesca un fenomeno speculativo che danneggia l’economia locale, porta incoming turistico ma i soldi spesi dai viaggiatori non andranno ad aiutare l’economia locale, anzi, troppo spesso questa sarà danneggiata insieme ai beni paesaggistici e ambientali.

Per evitare questo fenomeno speculativo, in Gambia, è stato vietato l’allestimento di “resort all-inclusive”, la Gambia vede solo 70.000 turisti all’anno ma è sicuro che questi viaggiatori utilizzano risorse del Paese senza un eccesso di speculazione. Per ridurre i fenomeni speculativi è nata un’iniziativa turistica ad hoc, quella della Pro-Poor Partnership, una collaborazione che promuove il turismo etico e sostenibile così da garantire maggiori benefici ai paesi poveri Poor.

Poiché il turismo è un fenomeno globalizzato che coinvolge diversi settori, è difficile per un governo gestirlo in modo più appropriato. E’ per questo che tocca ai turisti fare la differenza e prediligere forme di viaggio responsabile. I consumatori devono fare attenzione alle località scelte ma più di ogni altra cosa, dovranno prestare attenzione alla struttura nella quale alloggiare.

Per un turista è difficile capire quale sarà l’impatto della sua vacanza sulla comunità che lo ospiterà. Attualmente ci sono diversi sistemi di certificazione ma sono tutti in via sperimentale. Talvolta le notizie fornite da tali sistemi non concordano tra loro ed è difficile decifrarle. Il termine ecoturismo è troppo abusato, molti tour operator propongono pacchetti “etici” oppure forme di ecoturismo che di sostenibile hanno solo il nome.

Fare ecoturismo significa sforzarsi di conoscere davvero la località che si visita. Significa non accontentarsi del pacchetto “all inclusive” ma esplorare la terra che si sta visitando. Non mangiare nel villaggio di turno bensì scegliere un ristorante tipico e non mandare via i venditori ambulanti se si avvicinano durante il vostro soggiorno in spiaggia. Solo il vero turismo sostenibile può aiutare l’economia locale e aiutare i paesi in via di sviluppo.

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Pubblicato da Anna De Simone il 12 giugno 2012