Furto dei RAEE: un fenomeno inquietante

Una discarica di RAEE

Una discarica di RAEE

 

I RAEE vanno a ruba. Il furto di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) dalle piazzole di raccolta dei rifiuti solidi urbani ha assunto contorni preoccupanti. Lo ha denunciato Daniele Belotti, Assessore regionale al Territorio e Urbanistica di Regione Lombardia, durante il convegno Hi Tech & Ambiente organizzato dal Consorzio ReMedia, attivo da sei anni nella gestione eco-sostenibile dei rifiuti tecnologici in tutta Italia: “Il fenomeno è sempre più evidente sul territorio regionale – ha affermato l’assessore – e pensiamo che ad alimentarlo ci sia un aumento della domanda fuori controllo di prodotti che vanno dagli elettrodomestici dismessi, alle pile, agli accumulatori al piombo”. Una conferma è arrivata da Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia: “In effetti stiamo assistendo a un preoccupante moltiplicarsi di canali illegali o poco trasparenti di smaltimento dei RAEE, con danni ambientali ed economici”.

La caccia ai RAEE, un fenomeno che coinvolge tutta la penisola, è alimentata dal valore di alcuni componenti che possono essere recuperati, come i compressori per i frigoriferi dismessi, ma anche dal contenuto di materiali pregiati – si pensi al rame o al nichel – che incontrano una domanda crescente sul mercato clandestino. Altro obiettivo dei ladri e in alcuni casi di vere e proprie organizzazioni criminali è il contenuto di metalli preziosi e terre rare dei RAEE, come platino, oro, argento, palladio, cerio e ittrio, che però necessitano di processi altamente tecnologici per essere recuperati.

Il danno ambientale del furto di RAEE è legato soprattutto allo riciclo parziale e approssimativo dei rifiuti, di cui vengono recuperate le parti nobili e disperse quelle inquinanti come oli e refrigeranti. Il danno economico dipende invece anche dalla sottrazione di metalli pregiati, metalli preziosi e terre rare al canale ufficiale del riciclo, come quello gestito da ReMedia anche attraverso E-Waste, il laboratorio creato per valorizzare il riciclo di terre rare e metalli nobili, che priva il sistema industriale italiano di una quota importante di materie prime necessarie per la costruzione di nuove apparecchiature elettroniche.

Attualmente ciascun cittadino UE produce 17 kg di RAEE all’anno, una cifra che secondo le stime dovrebbe salire a 24 kg entro il 2020. La Lombardia, con 50 mila tonnellate, vanta il primato italiano di raccolta (1000 tonnellate nel solo Comune di Milano nel 2011, secondo i dati AMSA). Informare e sensibilizzare i cittadini su quanto sia importante differenziare correttamente i rifiuti tecnologici, attività in cui ReMedia investe molto, avrà un’importanza sempre più strategica.

A cura di Michele Ciceri

Pubblicato da Michele Ciceri il 12 giugno 2012