L’economia digitale corre, ma in Italia no

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L’economia digitale è il motore della crescita nel mondo (+5,2% nel 2012 secondo il metodo del Global Digital Market) e sta crescendo anche in Europa (+0,6%) dove è già un pezzo importante dell’economia (6% del Pil) ma l’Italia haimè è un altro paio di maniche (-1,8%). La cosa peggiore è che in assenza di interventi specifici sull’innovazione digitale il 2013 si chiuderà ancora peggio per il nostro Paese (GDM a -3,5% dicono le previsioni) e solo con lo sblocco di  Agenda Digitale, ritardati pagamenti della PA, finanziamenti alle imprese, credito d’imposta, incentivi innovazione, si potrà vedere un’inversione di tendenza (-1,5%).

Questa doccia gelida di numeri, peraltro attesa, è arrivata nei giorni scorsi dall’anteprima a Milano del Rapporto Assinform 2013 che sarà presentato in primavera a Roma. “In Italia – ha affermato il presidente di Assinform Paolo Angelucci – si va approfondendo il digital divide fra chi intraprende la strada dell’innovazione e chi, suo malgrado perché costretto dalla crisi, o per vera e propria miopia, sceglie di non scegliere, di resistere, siano essi imprese, pubbliche amministrazioni o anche famiglie e cittadini che sottovalutano i vantaggi del web”.

“In realtà siamo a un bivio perché, data la velocità del cambiamento in atto, resistere vuol dire arretrare e zavorrare ancora di più l’economia, il Paese, su assetti ormai sterili incapaci di offrire soluzioni alla crisi e ai problemi strutturali. Al contrario, nel clima di grande incertezza in cui viviamo, l’unica certezza è che la scelta di colmare il gap d’innovazione che ci separa dalle principali economie rappresenta la vera opportunità per aprire un nuovo percorso di sviluppo”.

Nel Global Digital Market crescono tutti i segmenti legati al Web e al mobile. Crescono le infrastrutture mobile: tablet +69,1%, smartphone +38,9%, Smart Tv +31,9%, Internet delle cose +18%, eReader +16,5%; e crescono anche del 7,2% anche i contenuti per il mobile, di cui e-book +84,6%, musica +29%, editoria online +13,4%, software e soluzioni applicative +2,4%.

“Il problema è che la crescita delle nuove tecnologie sta avvenendo in un contesto nazionale ancora poco sensibile all’innovazione, in cui per un’impresa ogni nuovo investimento rappresenta un vero e proprio azzardo, così che le best practice rimangono fenomeni isolati e non acquisiscono la dimensione necessaria a incidere sui trend negativi e a compensare la crisi dell’IT tradizionale”, ha sottolineato Angelucci. 

Dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo – ha concluso Angelucci – ci aspettiamo piena consapevolezza sul fatto che intraprendere questa scelta significa impegnare il Paese in uno sforzo corale, che va sostenuto sulla base di quadro di riferimento istituzionale e normativo organico e favorevole all’innovazione. Occorre creare le condizioni affinché per le imprese e le Pubbliche Amministrazioni sia possibile valorizzare tutte le novità e sfruttare le enormi potenzialità che le nuove tecnologie offrono, riorganizzare e razionalizzare i processi, innovare prodotti e servizi,dotarsi di nuove competenze, creare nuova occupazione”.

PS Il Global Digital Market è un metodo analitico che amplia il perimetro di lettura dell’ICT tradizionale considerando i nuovi prodotti e soluzioni frutto dell’innovazione data dalle convergenze fra IT e TLC.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 24 marzo 2013