ELife, 12 m di bus ecologicamente in viaggio

Simiani e il ministro Clini

Veloce, competitivo, economico ed ecologico, l’autobus elettrico di ELife è un 12 metri tutto di mobilità sostenibile che viaggia a 80 km/h per oltre 200 km con un carico pieno che costa 30 euro. E’ il primo veicolo di Rama Eletric-Life, spiega il presidente Marco Simiani,  mentre pensa già a compattatrici elettriche, spazzatrici, ponti sviluppabili, ambulanze, mezzi di soccorso. E anche pensiline fotovoltaiche autonome e illuminazione. Tutto all’insegna della sostenibilità.

ELife è stato presentato alla platea tecnica durante la tappa milanese di MobilityTech (ottobre 2012).

1) Quando è nato il vostro autobus elettrico? Dove è progettato e prodotto?

Elife va ad occupare un segmento a oggi inesistente: quello dei veicoli di 12 metri con garantita autonomia giornaliera anche per un percorso sub-urbano.

E’ prodotto e progettato in Cina, con il controllo Elife circa le caratteristiche tecniche e commerciali in linea con le norme europee. Infatti, la società certificatrice è stata Tuv Rheinland.

L’autobus di Elife ha iniziato il suo stato embrionale nel 2010 grazie ad una joint venture con le aziende Shanghai Leibo New Energy Auto Tecnology co. e Jiangsu Alfa Bus co. E’ stato possibile presentarlo per la prima volta al pubblico nell’estate del 2012.

2) Che performance ha a livello di velocità, autonomia e ricarica? Quanti passeggeri trasporta?

Il nostro 12 metri, raggiunge gli 80Km/h, ha un’autonomia a pieno carico di oltre 200 km con climatizzazione attiva, consuma 1,25 kwh/km e una ricarica completa costa 30 euro. Trasporta fino a 65 passeggeri. Si dimostra veloce, competitivo, economico ed ecologico.



3) Come è alimentato? Quali sono i costi di ricarica?

E’ alimentato con batterie al litio fosfato di ultima generazione, garantite 7 anni. Per quanto riguarda i costi, quelli di manutenzione di un autobus elettrico sono minori rispetto ad un equivalente diesel di circa il 30%. Se confrontato con un ibrido, si può arrivare anche a un 35-40% di differenza.

4) Quali vantaggi ha il vostro veicolo in termini di inquinamento acustico?

L’autobus elettrico garantisce una conversione anche di questa forma d’inquinamento impattante e dannosa per la salute. Necessita, invece, dotare i nostri mezzi Elife di un cicalino che ne segnali opportunamente la presenza, non avvertibile al di sotto dei 30 km/h.

5) E’ adatto solo a un contesto cittadino? Chi sono i vostri clienti di riferimento in Italia? Ci sono realtà che si sono dimostrate interessate?

Non si limita affatto a percorsi cittadini, anzi, il percorso periurbano è il suo ideale, considerando che può essere sottoposto alla ricarica una sola volta al giorno con un’autonomia di oltre 200 km giornalieri. Le aziende di trasporto pubblico sono le più interessate al rinnovo degli autobus che costituisce un elemento di criticità del trasporto pubblico e una necessità divenuta imprescindibile se la si vuol vedere in prospettiva dell’emissione zero.

6) Come è la situazione del mercato degli autobus elettrici in Europa ad oggi?

Ci risulta che la richiesta del mercato sia di ben oltre 20.000 unità in tutta Europa e noi ci auguriamo di costituire parte essenziale di questo segmento.

7) Perché siete partiti dall’autobus, tra tutti i mezzi di trasporto, e come proseguirete?

E’ stata un’opportunità nata casualmente che ci ha posti nella condizione di occuparci da subito del 12 metri, con un notevole impegno di risorse economiche ed umane.

Vogliamo, però, essere degli interlocutori per sviluppare una mobilità elettrica nell’ambito delle utilities quali compattatrici elettriche, spazzatrici, ponti sviluppabili, ambulanze, mezzi di soccorso in genere.

Il nostro obiettivo è poter risultare sostenibili a tutto tondo fornendo anche pensiline fotovoltaiche autonome per la propria necessità tecnica ed informativa, l’illuminazione, la porta USB in grado di fornire ricarica ad una centralina elettrica multiutenza (idonea per biciclette, motorini, auto), consentendo così una fruizione più ampia possibile da parte del pubblico.

Pubblicato da Marta Abbà il 4 dicembre 2012