Dulcamara, proprietà e usi

dulcamara, proprietà

Dulcamara, proprietà della pianta, controindicazioni, usi in omeopatia ed erboristeria. Leggende e verità sul toccasana di Dulcamara.

Dulcamara, pianta

La dulcamara, Solanum dulcamara, è una pianta cespugliosa, rampicante, appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Quella delle Solanaceae è la stessa famiglia di patate, melanzane, pomodori, bacche Goji… La famiglia delle solanaceae è nota per le piante importanti per l’alimentazione ma anche per piante molto utilizzate in farmacia. Molte specie di questa famiglia annoverano fitocomplessi psicoattivi.

La pianta dulcamara conta molteplici usi. I rametti della dulcamara possono essere masticati proprio come avviene con la liquirizia.  I fiori sono caratterizzati da petali ripiegati all’indietro, i fiori di dulcamara sono viola con corolla gialla molto pronunciata. I fiori emanano un odore sgradevole mentre le bacche sono ovali e a maturazione ultimata (in autunno inoltrato) risultano rossi (prima sono verdi).

Questa pianta cresce spontaneamente nei luoghi freschi, tra siepi o cespugli con suolo torboso. Può prosperare in boschi umidi e in ambienti ombrosi incolti. La pianta si sviluppa meglio in terreni nutrienti e umidi, a reazione di pH neutro (il terreno può essere calcareo o siliceo).

Dulcamara, proprietà e rimedi

Il toccasana di Dulcamara ha poco a che vedere con l’omeopatia: si avvicina più alla lirica e s’incarna con l’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti. L’Elisir d’Amore di Donizetti altro non era che una bottiglia di vino bordeux. Il vino, era il toccasana di Dulcamara (protagonista dell’opera) per Nemorino che, dopo aver bevuto l’intera bottiglia, in preda all’ubriachezza, decise finalmente di dichiararsi ad Adina.

La dulcamara, in omeopatia, annovera proprietà benefiche che si spingono ben oltre quelle del famigerato toccasana visto nell’Elisir d’Amore. :)

I principi attivi contenuti nella dulcamara, soprattutto nelle bacche e nei fusti (o stipiti), si caratterizzano per l’attività antinfiammatoria e anticolinergica che è alla base delle proprietà antivirali, antibatteriche, emolitiche, antiseborroiche e anestetiche locali. Grazie alla buona quantità di saponine, la dulcamara è considerata un buon espettorante.

Nonostante le numerose proprietà della dulcamara, è assolutamente sconsigliato un uso fai da te. La dulcamara è una pianta tossica quindi, per uso interno, dovete fare rifermento esclusivo ai rimedi usati in omeopatia: capsule, granuli, gocce, infusi dosati e compresse. Per uso esterno, si possono usare infusi e decotti fai da te ma solo per impacchi.

Dulcamara in erboristeria e omeopatia

Contro dermatiti, eczemi, acne, herpes e verruche, potete sfruttare un impacco a base di dulcamara. Non dovete fare altro che preparare un decotto con 2 cucchiai di stipiti essiccati, impregnare delle garze sterili, e lasciare sulla parte da lenire.

Un decotto meno concentrato (con solo un cucchiaio raso di stipiti) può essere assunto lontano dai pasti per uso interno. Potete acquistare la dulcamara in erboristeria o sfruttando la compravendita online (amazon e altri ecommerce di fiducia).

L’infuso di dulcamara risulta utile anche per contrastare i dolori reumatici, soprattutto quando i sintomi si acutizzano o peggiorano in condizioni climatiche di caldo umido. In questo caso, l’infuso esercita un’azione disinfimmante. Usate un cucchiaio di erba essiccata per ogni tazza di acqua bollente, lasciate in infusione per 5 minuti, filtrate e assumete 2 tazze al giorno per almeno un mese. L’infuso va consumato lontano dai pasti.

Utile anche in caso di bronchiti stagionali, tosse, asma… l’infuso, oltre a spegnere l’infiammazione agisce come immunostimolante (rinforza le difese immunitarie e ne migliora la risposta).

Prima di usare qualsiasi rimedio naturale, quindi anche quelli a base di dulcamara, è importate consultare il proprio medico di fiducia o consultare un buon omeopata.

Se siete interessa ai rimedi in omeopatia, vi consigliamo la lettura dell’articolo dedicato all’olio di enotera.

Pubblicato da Anna De Simone il 10 dicembre 2016