Dispacciamento energia elettrica

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Dispacciamento energia elettrica, una voce che forse abbiamo visto in bolletta, faticando a capire di cosa si trattasse. Vediamo cosa significa questo termine, perché è necessario e come influisce su ciò che ci troviamo a pagare.



Dispacciamento definizione

Il dispacciamento, per definizione, è la “gestione coordinata delle immissioni e dei prelievi di energia elettrica e dei flussi di energia elettrica sulla rete di trasmissione ai fini del mantenimento del bilanciamento del sistema elettrico in condizioni di sicurezza”. In Italia per quanto rigurda l’energia elettrica, tutto cià è gestito da Terna che segue quanto stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas nel Testo Unico ricognitivo della Produzione elettrica pubblicato

Dispacciamento 2016

Nel 2016, da intendere come “ in questo periodo”, slittando anche all’anno che sta per cominciare, quando pensiamo al Dispacciamento energia elettrica dobbiamo guardare ciò che accade nel nostro Paese e altrove a 360 gradi e con lungimiranza. Dico questo perché ci risulterà chiaro come stia diventando difficile giorno dopo giorno “star dietro” all’aumentare delle fonti di immissioni di energia elettrica nel sistema. Se poi si tratta di fonti non programmabili, per motivi intrinseci alla tecnologia utilizzata, la situazione appare ancora più ingestibile.

Questo vale in generale, perché le fonti stanno moltiplicandosi a livello mondiale, focalizzandoci sul contesto italiano, si nota poi che c’ una grande quantità di piccoli impianti da fonti rinnovabili. Prevalgono gli impianti fotovoltaici, imprevedibili come non mai, visto che generano e immettono energia in rete in maniera intermittente e non programmata né programmabile.

Prendendo atto di questa evoluzione, guardando al Dispacciamento energia elettrica, è emersa la necessità di un passaggio da reti di distribuzione passive a reti attive. Questo è avvenuto con due differenti “mosse”: da una parte facendo sì che i produttori fossero sempre più coinvolti ad una gestione più efficiente e sicura del sistema elettrico generale, dall’altra provvedendo e prrvedendo l’implementazione di smart grid.

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Dispacciamento energia elettrica

Perchè si parla di dispacciamento energia elettrica? Perché questa energia, non è l’unica, non è immagazzinabile, quindi non potendo farne a meno, è necessario trovare il modo di mantenere l’equilibrio in ogni momento tra domanda, quantità prodotta e offerta di elettricità.

Questo non per una mania di controllo ma per far sì che venga a tutti noi garantito un approvvigionamento continuo e in condizioni di piena sicurezza. In condizioni di sicurezza non vuol dire “pericolo di morte”, ma che in caso di “anomalie” non ci saranno black out o problemi, e neppure una improvvisa e sgradita interruzione dei servizi.

Dispacciamento gas

Per quanto riguarda il gas, il Dispacciamento è gestito da un centro ad hoc che monitora le quantità di gas presenti nel sistema di trasporto, continuamente. L’obiettivo è che ce ne sia sempre a disposizione dell’utente, in ogni momento e in ogni punto della rete.

Per assicurare ciò è necessaria una sala operativa del Dispacciamento in funzione 24 ore su 24 e operatori specializzati che, anche da postazioni per il telecontrollo della rete, possano da una parte prevedere, dall’altra anche fare simulazioni e operazioni di telecontrollo attraverso un grande pannello sinottico che rappresenta la rete nazionale dei gasdotti.

Come abbiamo visto per il Dispacciamento energia elettrica, anche per il gas ci sono situazioni delicate in cui la gestione e il monitoraggio sono essenziali. Ad esempio durante i lavori di manutenzione sugli impianti o in eventuali casi di emergenza.

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Dispacciamento energia elettrica in bolletta

Troviamo il Dispacciamento energia elettrica anche nella nostra bolletta, ed è forse il motivo principale per cui state leggendo questo articolo. Compare nei servizi di vendita che si distinguono in una quota fissa servizi di vendita – ovvero un costo fisso applicato al servizio di vendita derivante dall’essere un utente attivo- e in una quota energia servizi di vendita, ovvero il costo dell’energia effettivamente consumata nel periodo di riferimento.

Nella prima troviamo il Costo di Commercializzazione Vendita e la Componente di Dispacciamento che è a credito del cliente. Questo perché ci viene restituita la differenza tra il prezzo di commercializzazione vendita e i costi sostenuti dai venditori per la gestione commerciale nel mercato di tutela. Questa voce sarà sempre in bolletta al di là del consumo, perché non è ad esso legata.

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Nella quota energia servizi di vendita troviamo il Prezzo dell’energia, le perdite di Rete e il Prezzo del dispacciamento. Quest’ultimo è il costo per mantenere il sistema elettrico in equilibrio costante, assicurando l’equità tra quantità di elettricità prelevata dalla rete per i consumi finali, e quantità di energia immessa dagli impianti produttivi.

“Quanti euro?”, vi chiederete: Dipende dai consumi, stavolta, e ogni trimestre l’Autorità aggiorna il valore che determina la spesa per il singolo consumatore in proporzione ad essi mentre nel mercato libero l’entità di questa spesa varia a seconda del contratto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 novembre 2016