Leggere la bolletta elettrica: la seconda e terza pagina

Leggere la bolletta elettrica

Leggere la bolletta elettrica nella seconda e nella terza pagina significa addentrarsi nei meccanismi di lettura dei consumi e delle voci che formano il prezzo finale dell’energia elettrica. Ricordate che solo il 40% circa di quello che pagate in bolletta è realmente l’elettricità che consumate (totale servizi di vendita del riepilogo corrispettivi della prima pagina), il resto sono imposte e voci fisse che valgono per tutti.

La prima cosa che vi permette di capire la pagina due è se la bolletta che state leggendo è relativa a una una lettura rilevata oppure a una autolettura. L’indicazione la trovate in una colonna della tabella ‘letture e consumi’.

La lettura rilevata è il numero che compare sul display del contatore a una certa data che è stato rilevato direttamente dal distributore e da questo comunicato al fornitore. L’autolettura è il numero che compare sul display del contatore a una certa data, che è stato rilevato dal cliente e da questi comunicato al fornitore.

Leggere bolletta elettrica

Attenzione: il quadro ‘letture e consumi’ riassume i consumi di energia (rilevati o auto-letti) ma non è detto che essi coincidano con i consumi fatturati.

I consumi rilevati sono i kWh consumati fra due letture rilevate (o autoletture). Sono pertanto pari alla differenza tra i numeri indicati dal display del contatore al momento dell’ultima lettura rilevata (o autolettura) e i numeri indicati dal display al momento della precedente lettura rilevata (o autolettura). I consumi stimati sono i consumi che vengono attribuiti, in mancanza di letture rilevate (o autoletture), sulla base delle migliori stime dei consumi storici del cliente disponibili al fornitore.

I consumi fatturati sono i kWh fatturati nella bolletta per il periodo di competenza. È possibile che ci sia una differenza tra i consumi rilevati e i consumi fatturati: questa differenza può dipendere dal fatto che ai consumi rilevati vengano aggiunti dei consumi stimati. Ad esempio se il contatore è stato letto il 31 marzo e il 30 aprile e i consumi sono riferiti al periodo 1 aprile – 20 maggio, il consumo dal 1°al 30 aprile sarà rilevato mentre il consumo per i 20 giorni di maggio sarà stimato. I consumi fatturati saranno la somma dei due (rilevato + stimato).

A pagina 2 nella sezione letture e consumi viene riportato in ogni bolletta il consumo annuo (totale e suddiviso per fasce), sulla base delle letture disponibili che coprono un periodo di 12 mesi o la miglior stima possibile. Per ciascun mese fatturato viene riportato il consumo effettivo suddiviso in fasce, con l’indicazione della percentuale di consumo in ore F1 (a maggior costo) e in F2/F3 (a minor costo).

Le fasce di consumo dell’energia elettrica: F1 F2 F3

  • Utenze domestiche: F1= dalle 8 alle 19 nei giorni feriali; F2F3 = dalle 19 alle 7 nei giorni feriali, domenica e giorni festivi.
  • Utenze business: F1= dalle 8 alle 19 nei giorni feriali; F2= dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 (il sabato dalle 7 alle 23); F3= dalle 23 alle 7, domenica e giorni festivi.

Dal riepilogo dei corrispettivi riportato nella prima pagina della bolletta si capisce che ‘AEEG ha stabilito di suddividere il costo del servizio di fornitura elettricità in 4 componenti principali:i servizi di vendita; i servizi di rete; le imposte; gli oneri diversi dalla fornitura (se presenti).

I servizi di vendita. Questa voce comprende i costi sostenuti dal venditore per l’acquisto e la vendita dell’energia elettrica al cliente. I servizi di vendita prevedono una quota fissa (indipendente dai consumi) e una quota energia (da pagare in relazione alla quantità di energia consumata). Nel mercato libero i costi del servizio di vendita sono stabiliti nel contratto sottoscritto dal cliente; per il mercato di maggior tutela sono definiti e aggiornati ogni trimestre dall’Autorità per l’energia, tenendo conto dell’andamento delle quotazioni internazionali degli idrocarburi (petrolio e gas). Nei servizi di vendita compaiono alcune voci: quota fissa, dispacciamento, quota Energia (consumo nelle fasce F1, F2, F3), perdite di rete.

  • Dispacciamento. L’energia elettrica non è stoccabile: in un qualsiasi momento deve essere mantenuto l’equilibrio tra domanda ed offerta. Questo fenomeno da luogo ad un costo aggiuntivo nelle bollette di energia elettrica definito ‘costo di dispacciamento’.
  • Perdite di rete. Nel trasporto dell’energia dal luogo di generazione al sito del cliente l’energia subisce delle perdite di rete che vengono forfetizzate (10,4% dell’energia prodotta in bassa tensione e 4,0% in media tensione). Questo fenomeno da luogo ad un costo aggiuntivo nella quota energia delle bollette di energia elettrica.

I servizi di rete sono i costi sostenuti dal Distributore per il trasporto dell’energia sulla rete (a livello nazionale e locale) fino al contatore, per la lettura dei consumi e per il finanziamento del Sistema Elettrico Nazionale. Essi prevedono una ‘quota fissa’, una ‘quota potenza’ (da pagarein proporzione alla potenza impegnata) e una ‘quota energia’ (proporzionale ai consumi). Le tariffe applicate sono stabilite dall’Autorità con criteri uniformi per l’intero territorio nazionale.

La voce imposte. In questa voce pesano imposta erariale di consumo, accisa ed eventuali addizionali comunali e provinciali. Le imposte sono applicate alla quantità di energia consumata e prevedono, per i clienti domestici, una riduzione dell’importo in caso di bassi consumi.

Gli oneri diversi dalla fornitura comprendono tutte le voci non direttamente legate alla fornitura di elettricità: ad esempio per la posa/rimozione del contatore, la modifica di potenza, gli arrotondamenti, ecc.

Ti potrebbe interessare anche l’articolo Dispacciamento energia

Pubblicato da Michele Ciceri il 13 ottobre 2014