Recupero energia in frenata

Recupero energia in frenata

Recupero energia in frenata, uno scenario e una scena possibile sia che si proceda verso il futuro in treno, in auto o in bicicletta. Non si tratta di un orizzonte da raggiungere, però, perché ci sono già dei dispositivi che rendono il Recupero energia in frenata una realtà con evidenti vantaggi. Tra tutti, anche Lybra, un progetto realizzato da una start up lombarda – UP Underground Power –  che rende utili, e quindi simpatici, i tanto spesso odiati dossi per il rallentamento.



Recupero energia in frenata: come funziona

Quando di parla di freno rigenerativo ci si riferisce a quel freno studiato in modo da poter rendere riutilizzabile una parte dell’energia che normalmente si “spreca” durante la fase di rallentamento del veicolo. Il Recupero energia in frenata avviene riuscendo ad estrarre dall’energia da cinetica si trasformerebbe in altre forme per poi andare sprecata al calare della velocità. Siamo abituati a vederla dissipata in aria, sotto forma di calore, ma oggi non è più scontato che vada così.

Durante il rallentamento del veicolo, grazie ad un dispositivo costituito da un freno e da un generatore di energia, si riesce a “salvare” una parte dell’energia cinetica inizialmente posseduta dal mezzo in movimento, Di solito questo freno speciale, detto freno rigenerativo, si rivela un normalissimo generatore elettrico vincolato all’asse delle ruote, ma vedremo che negli anni sono state studiate soluzioni più originali ed efficaci.

Recupero energia in frenata: treno

Sui mezzi di trasporto pubblico è frequente trovare dispositivi per il recupero energia in frenata, sia nelle metropolitane sia nell’ambito trasporto ferroviario. Spesso, i motori elettrici di trazione vengono riutilizzati in frenatura come generatori elettrici, ed è poi quella che chiamiamo frenatura elettrodinamica.

Nel trasporto pubblico, è il treno il mezzo in cui il recupero energia in frenata risulta più efficiente, e in particolare ciò vale per quei treni che continuano a fermarsi e poi riprendere il proprio tragitto, costellato da fermate ravvicinati.

L’alternanza di fasi di accelerazione e decelerazione, in un arco di tempo ragionevolmente breve, è la condizione ottimale per ricavare energia dalle frenate. A Londra l’utilizzo del freno rigenerativo, comporta un recupero energia in frenata stimato vicino al 20%.

Recupero energia in frenata

Recupero energia in frenata: auto

Il Recupero energia in frenata nelle auto conviene parecchio, anche se non mancano degli inconvenienti su cui lavorare per renderlo una scelta così vincente da risultare obbligata. Rispetto al freno pneumatico, quello rigenerativo ci fa risparmiare sulle pastiglie dei freni e, allo stesso tempo, recupera energia elettrica pronta poi per essere disponibile per altri usi.

Recupero energia in frenata: bicicletta

Ebbene sì, anche chi è un affezionato ciclista, che non si muove se non pedalando, può vivere l’ebbrezza del recupero energia in frenata. Certo, non con qualsiasi bicicletta, o meglio, non prima di averla trasformata con un kit appositamente realizzato per sfruttare il sistema di frenata rigenerativa. Per saperne di più, vi consiglio l’articolo sulla Bicicletta elettrica con frenata rigenerativa.

Recupero energia in frenataRecupero energia in frenata

Recupero energia in frenata: auto elettrica

Proprio come le biciclette, anche i veicoli elettrici possono recuperare energia in frenata. Ciò dipende dal tipo di motore elettrico di cui sono dotati. Oggi ve ne sono di elettrici trifase che, durante il normale funzionamento, ricevono energia elettrica dalle batterie, ma in fase di frenata, il motore è in grado di generare energia trasformandosi in dinamo. In tal modo si evita di sprecare energia in calore, tramite i freni, e la si invia invece alle batterie da trazione.

Questo recupero energia in frenata fa sì che il il veicolo elettrico abbia una maggiore autonomia e un minore consumo medio, facendoci risparmiare fino al 30%. I picchi di recupero energia in frenata si verificano quando i mezzi interessati hanno una attività “stop and go”, come quando raccolgono rifiuti o si occupano della manutenzione parchi.

Recupero energia in frenata con UP

UP, Underground Power, è la start up con sede in provincia di Milano, che ha dato una svolta al recupero energia in frenata. Ha inventato e realizzato dei rallentatori stradali in grado di evitare che l’energia delle frenate vada del tutto sprecata. Come? Trasformandola in energia da poter riutilizzare, energia che a tutti gli effetti è pulita e perfino a Km zero.

Questo dosso green, si chiama Lybra, è un dispositivo in gomma vulcanizzata e acciaio, va installato a filo asfalto in strade molto trafficate, ma in punti in cui le auto, volenti o nolenti, si trovano a dover rallentare. Vicino ad una rotonda, ad esempio, installate queste cunette per il recupero energia in frenata, si ottiene energia riutilizzabile subito, immagazzinata in apposite colonnine a bordo strada.

Recupero energia in frenata

Chi è curioso di vedere Lybra in azione, può raggiungere Concorezzo (MB) e frenare proprio dove sono stati posizionati i primi sei rallentatori di UP, sulla strada provinciale che collega Monza a Trezzo, di fatto piuttosto trafficata. Dovrà aspettare che vengano installati, nella primavera del 2017, ma poi gli sembrerà di percorrere un tratto di pavè, cosa anomala in una zona industriale come quella che attraversata dalla strada in oggetto, sarà una sensazione inizialmente strana ma non certo negativa. Anzi, si evitando uno spreco. A inventare Lybra è stato Andrea Pirisi, oggi ceo di Underground Power, che ha voluto che questo pannello lungo un metro e 30 centimetri e largo un metro, fosse resistente alle intemperie.

In Italia, con i suoi 6 rallentatori speciali, Concorezzo è diventato il primo Comune con recupero energia in frenata su strada, ed è possibile che l’energia “salvata” da Lybra illuminerà un intero quartiere. E magari qualche altro sindaco che vorrà queste magiche cunette anche sul proprio territorio.

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Pubblicato da Marta Abbà il 22 dicembre 2016