Vino biodinamico e vino biologico, le differenze

vino biologico vs vino biodinamico

La domanda è banale, ma scommetto che non sono pochi gli amatori del vino che sono giunti a questo quesito: il vino biodinamico è migliore di un vino biologico


La risposta è controversa! Se si parla di “emozioni del vino”, ovvero di quella passione trasmessa al vino durante la coltivazione, allora il vino biodinamico è migliore in quanto richiede maggiore impegno, ma se parliamo di fatti oggettivi e misurabili, allora tra i due vini non vi sono differenze… almeno è quello che sostengono gli studi scientifici e i test degli assaggiatori condotti al riguardo.

Cos’è l’agricoltura biodinamica

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, chi è a digiuno può porsi una domanda che cos’è il vino biodinamco? La risposta la trovate: Vino biodinamico, peculiarità e pratiche in questo articolo vi spiegheremo che cos’è il vino biodinamico e quali sono le pratiche tipiche della vinificazione e della coltivazione e le differenze con il metodo biologico.

Vino biodinamico vs vino biologico, test su suolo e uva

Nel 2005, il team di ricercatori di John Reganold, professore di agro-ecologia e agricoltura alla Washington State University degli USA, ha condotto uno studio sui vini biodinamici confrontandoli con i vini biologici. I risultati possono essere piuttosto deludenti per i sostenitori del metodo biodinamico!

“Dato l’interesse recente per la biodinamica, e poiché sulle riviste peer reviewed non è mai stata pubblicata alcuna ricerca che confronti l’agricoltura biodinamica con quella biologica applicata alla viticoltura, nel 1996 abbiamo iniziato uno studio a lungo termine, replicato più volte, confrontando uva biologica e biodinamica in una vigna commerciale certificata biodinamica della contea di Mendocino [in California, nda]. Il nostro obiettivo era determinare se fosse possibile misurare un qualche cambiamento nel suolo e nella qualità delle uve come risultato dei preparati biodinamici.”

L’esperimento è durato più di sette anni, ha riguardato 4,9 ettari di terreno coltivato con viti di Merlot. Su tutta la superficie sono tate impiegate le stesse pratiche di agricoltura biologica mentre alla metà della coltivazione sono stati aggiunti al compost i preparati spray tipici della coltivazione biodinamica. Il suolo è stato analizzato per molti anni, per capire se ci fossero effetti a breve o lungo termine. I test condotti sul suolo riguardavano sia la componente chimica (materia organica, pH, nitrati, fosforo…) sia l’attività biologica (attività batterica, presenza di vermi…). Stando a quanto riportano i ricercatori, il terreno coltivato con agricoltura biodinamica non aveva alcuna marcia in più e di conseguenza, neanche l’uva raccolta aveva differenze tangibili:

In relazione ai vari parametri chimici, fisici o biologici investigati non è stata trovata nessuna differenza significativa tra gli appezzamenti trattati in modo biodinamico e quelli non trattati. Inoltre, non sono state riscontrate differenze nelle più sensibili misure di attività microbica.

Le analisi condotte sulle viti, hanno dimostrato che i trattamenti biodinamici non hanno prodotti differenze significative nell’analisi delle foglie, nella resa, nel numero di grappoli, nel peso specifico dei grappoli o degli acini.

Solo per i campioni esaminati nel 2003 è stata rilevata una differenza tra la qualità dell’uva ricavata con metodo biodinamico e quella coltivata con metodo biologico . Il contenuto zuccherino dell’uva misurato in gradi Brix risultava maggiore dell’1,3%. Risultavano superiori anche i contenuti dei polifenoli (+2,6) e delle antocianine (+5). Queste differenze verificate solo nel raccolto 2003 sono state prese come una variabile effetto del caso, infatti i ricercatori americani hanno concluso (dopo sette anni di analisi) che ci sono poche evidenze che i preparati biodinamici possano contribuire a una migliore qualità dell’uva. “Le differenze osservate erano piccole e di dubbia utilità”.

Vino biologico vs vino biodinamico, test degli assaggiatori sul vino

Se la composizione chimica del suolo non cambia, non cambia neanche la qualità del vino prodotto… a meno che la vinificazione biodinamica non ci metta il suo! I test sulle differenze tra vino biodinamico e vino biologico sono andati avanti fino ad arrivare al palato di esperti assaggiatori. Le analisi finali si sono concentrate sul determinare se esistessero differenze sensoriali percettibili tra vino biodinamico e vino biologico.

Il test degli assaggiatori è stato condotto in modo impeccabile. I grappoli sono stati raccolti a mano e per tutti i lotti il vino è stato prodotto seguendo lo stesso protocollo. Per evitare che il sapore fosse alterato da aromi estranei non sono state utilizzate botti di legno. Un gruppo di assaggiatori ha eseguito “al buio” (più corretto dire, in cieco) una serie di confronti sensoriali sui vari vini.

Il test degli assaggiatori si è così svolto:

  • test triangolare
    Si fanno assaggiare tre campioni, tutti della stessa annata, due dei quali biologici e uno biodinamico (e viceversa), si chiede all’esperto assaggiatore di discriminare l’intruso. In nessun caso sono state rilevate differenze significative tra vino biodinamico e quello biologico.
  • Confronto guidato
    Anche in questo caso, gli assaggiatori eseguivano il test “al buio”. Le annate esaminate sono state quelle del 2003 e 2004 (ricordiamo che nell’annata 2003 i test condotti sull’uva riportavano una composizione differente per il metodo biodinamico). I partecipanti dovevano valutare vari aspetti del sapore, del gusto e dell’aroma di ogni coppia di bicchieri somministrata. Il vino biodinamico del 2003 è risultato possedere aromi di terra più forti e sapore più amaro del corrispondente vino biologico, mentre il contrario è avvenuto nel 2004. Esaminando l’apprezzamento globale, solamente l’annata del 2003 ha mostrato una differenza in quanto gli assaggiatori hanno preferito il vino da uve biologiche rispetto a quello biodinamico.

In ogni caso, le analisi sensoriali non hanno messo in evidenza alcuna differenza rilevante tra vino biologico e vino biodinamico delle medesime annate. Solo il vino del 2003, quello per cui le uva risultavano più ricche di zuccheri, antocianine e polifenoli, aveva colpito il palato di diversi assaggiatori, ironia della sorte… gli assaggiatori avevano preferito il vino biologico a quello biodinamico.

Chi è interessato ad approfondire il tema della coltivazione del vigneto biodinamico e della produzione del vino, può consultare il manuale cartaceo “La vigna, il vino e la biodinamica“, tra i pochi libri che riescono ad avere un punto di vista completo sulla produzione del vino biodinamico. Il libro è proposto su Amazon al prezzo di 11,48 euro con spese di spedizione gratuite e pubblicato da Slow Food editore.

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Pubblicato da Anna De Simone il 4 luglio 2016