Vini biologici, dalla coltivazione alla lavorazione

I vini biologici provengono da vigneti le cui terre vengono coltivate secondo il sistema dell’agricoltura biologica: in assenza totale di insetticidi, erbicidi e altri prodotti chimici. I vini biologici contribuiscono a rendere l’ambiente più pulito e più sicuro per la flora e la fauna dei vigneti. I consumatori che acquistano vino biologico hanno la garanzia di bere un prodotto senza additivi chimici e questo significa meno rischi di contrarre malattie indotte da sostanze chimiche ingerite attraverso i vini.

Proteggere la terra e l’ambiente dovrebbe essere un motivo sufficiente per incentivare la produzione di vino biologico. Per produrre vino biologico bisogna seguire certe regole severe ma alla fine gli sforzi verranno ricompensati dall’ottimo risultato.

Vini biologici, regole di coltivazione

  • Nella produzione del vino biologico il primo passo consiste nell’avviare la coltivazione dell’uva biologica
  • La semina del prato deve essere eseguita usando solo miscugli biologici specifici per vigneto, fatti di una miscela di leguminose e graminacee a bassa taglia: serve a impedire la crescita di infestanti
  • Il vigneto deve essere trattato con metodi antiparassitari senza espedienti chimici
  • I trattamenti devono prevedere solo l’uso di fitoterapici, potassio, zolfo, rame, silicato di sodio e microrganismi naturali come l’Ampelomyces quisqualis e il Bacillus thuringiensis.
  • Il terreno deve essere concimato con prodotto organico misto, provenienti dalla macerazione di erbe officinali: sarà possibile aggiungere quantità di preparati pari a una su 100 grammi per ettaro, dinamizzati con acqua
  • La potatura deve essere eseguita per agevolare l’arieggiamento dei grappoli

Vini biologici, regole di lavorazione
Dopo aver rispettato tutte le norme che prevede la coltivazione biologica, bisogna attendere la maturazione dell’uva che avviene solitamente alla fine del mese di Ottobre
Per procedere alla lavorazione del vino biologico bisogna seguire alcune regole severe:

  • il vino non deve presentare tracce di solfiti e di lieviti della fermentazione: questi elementi vanno sostituiti con altrettanti maggiormente naturali e sani, che si ricavano utilizzando le bucce dell’ uva e un preparato naturale a base di vitamina C.
  • Il vino poi deve essere protetto da ossidazioni e contaminazioni, pertanto deve essere imbottigliato in una chiusura sterile ed ermetica con tappi in vetro ecologici, per ridurre l’impatto dell’imballaggio e il consumo di sughero.

Alcuni sostengono anche che il vino biologico abbia un sapore migliore rispetto quelli che provengono da coltivazione convenzionale…..a voi la scelta.

Pubblicato da Anna De Simone il 17 giugno 2013