Come risparmiare sulla spesa

Come risparmiare sulla spesa

Prima di parlare di come risparmiare sulla spesa mettiamoci d’accordo su ‘quale spesa’, visto che  ce ne sono tante. Parliamo qui di spesa alimentare, la regina di tutte le spese, che anche quando non è la più grossa (magari spendiamo di più per il mutuo, l’affitto, la rata dell’auto o il riscaldamento) certamente è la più ricorrente.

Caratteristiche della spesa alimentare sono la frequenza (mangiamo tutti i giorni) e la flessibilità. Mentre sull’affitto o sull’auto non abbiamo margini di manovra perché la rata quella è, su ciò che spendiamo in cibo possiamo intervenire. Attenzione però: questo è un vantaggio ma è anche un rischio nei momenti di ristrettezze economiche.

Di fronte alla necessità di limare al ribasso il budget di casa, risparmiare sulla qualità o addirittura sulla quantità del cibo può essere l’intervento più facile ma certamente non è il più conveniente. Non dimentichiamoci che nella spesa alimentare c’è la nostra salute, di oggi e di domani. Meglio allora limare su altro.

Da quando è iniziata questa storia della crisi economica, che non è una storia perché la crisi c’è davvero, negli ospedali è aumentato il numero dei pazienti che presentano stati di malnutrizione o addirittura di denutrizione. È un dato sconvolgente, e non solo perché si ripercuote negativamente sulla spesa sanitaria.

Dunque siamo intesi: pensare a come risparmiare sulla spesa non significa tagliare a tutto spiano, ma piuttosto individuare i sistemi che ci fanno risparmiare denaro senza rinunciare a qualità e benessere. Una sorta di efficienza degli acquisti: eliminare gli sprechi, comprare in modo intelligente, salvaguardare la qualità.

Come risparmiare sulla spesa: eliminare gli sprechi

Lo spreco alimentare è una piaga sociale. Mentre il cibo è un argomento così importante da farci il tema cardine di EXPO 2015, le famiglie italiane gettano ogni settimana nella spazzatura 639 grammi di cibo ciascuna; per un controvalore medio di 6,5 euro settimanali e un totale complessivo di 8,1 miliardi di euro annui. Si può evitare.

  • Galateo a tavola. Da sempre avanzare cibo nel piatto è segno di maleducazione. Anche il pane spezzato e abbandonato sulla tavola è sempre stato interpretato come un gesto sgarbato. Rovesciare il sale e far cadere l’olio sono diventati simbolo di sfortuna perché entrambe erano sostanze preziose e ‘guai’ a sprecarle. Bene, rispolveriamo la buona antica educazione nel rapporto con il cibo e avremo fatto un passo avanti.
  • L’occhio e la bocca. Dalle mie parti si dice ‘L’è pusè grand l’oeucc del boeucc’ – è più grande l’occhio del buco (bocca) – per intendere che siamo istintivamente predisposti a sovrastimare la nostra capacità di ingurgitare cibo, oppure non sappiamo che gli alimenti freschi non durano a lungo in frigo. Invece ci vuole misura: evitando di comprare i freschi che non possiamo consumare in massimo due occasioni e calcolando il numero delle persone a tavola eviteremo di riempire il sacchetto dell’umido e mangeremo meglio. Post scriptum: quella di non fare mai la spesa quando si ha fame è un’ottima regola.

Come risparmiare sulla spesa: smart shopping.

Oggi ci sono siti che raccolgono e confrontano le offerte dei supermercati (kliccapromo, risparmio super…) e anche App con cui si può fare la stessa cosa (tipo My Volantino e Dove Conviene per i dispositivi Apple). Noi però partiamo dal presupposto che non siamo tutti smanettoni, che a districarsi tra le offerte online non è comunque facile e che quando si parla di spesa alimentare il punto di riferimento sono i due massimo tre super più vicini a casa, i negozi e i mercati.

Sfruttare i ribassi. Ci sono giorni e periodi in cui i vari supermercati offrono prodotti di marca a prezzi ribassati. Qui è il caso di essere informati perché c’è davvero la possibilità di risparmiare senza rinunciare alla qualità (vera o presunta) della marca preferita. Se si tratta di pasta, riso o altri alimenti durevoli non c’è il rischio che il ribasso dipenda dall’imminente scadenza. Se si tratta di freschi, basta acquistarne in quantità moderata.

Il prezzo non fa (sempre) la qualità. Premesso che nessuno regala niente e che i prodotti di qualità costano generalmente un po’ di più (come è giusto che sia), il prezzo può anche dipendere da altri fattori, come per esempio la pubblicità e le campagne marketing. È importante saper leggere le etichette. Nella pasta, per esempio, un buon indicatore di qualità è il contenuto in proteine che non sempre è più basso nelle marche meno costose. Saper leggere le etichette è importante.

Marche e sostanza. Nel mondo dei detersivi e detergenti vari (per la lavatrice, i piatti, il pavimento, il bagno, i mobili…) molti prodotti vantano risultati eccezionali perché abbinano qualche ritrovato chimico sintetico ai principi attivi contenuti anche in aceto, succo di limone e bicarbonato di sodio. Puntando sui prodotti naturali e su sostanze base come ammoniaca e candeggina si aiuta l’ambiente e si risparmia parecchio.

Un po’ di buona volontà. Se non ci impegnassimo nella raccolta differenziata saremmo sommersi dai rifiuti. A nessuno piace tenere il sacchetto dell’umido sotto il lavello o dividere la plastica dal vetro, ma lo facciamo. Allo stesso modo, se imparassimo a portarci la sporta da casa invece di acquistare a ogni spesa i sacchetti shopper, o se puntassimo sui prodotti sfusi-ricaricabili che sempre più negozi propongono (detersivi ma anche alimentari come pasta e riso) potremmo risparmiare e avere meno rifiuti in casa. Serve solo un po’ di buona volontà.

Il negoziante di fiducia. Non è detto che le migliori occasioni siano sempre al supermercato. Avere un buon rapporto di fiducia con il negoziante sottocasa può essere garanzia di qualità, bontà e anche spesso di miglior prezzo. Vale soprattutto per i freschi, carne, pesce e verdure, e migliora la qualità della vita perché rende la spesa più piacevole.

Mercati e mercatini. Per la spesa in questi luoghi sono stati sviluppate delle vere e proprie tecniche. La più comune raccomanda di andare al mercato poco prima dell’ora di chiusura, o al sabato pomeriggio se è un mercato permanente, così da sfruttare le svendite dei freschi. È vero, può funzionare, ma tenete presente che chi prima arriva meglio alloggia e la merce migliore se la prende chi arriva la mattina presto. La spesa in orario di chiusura può far risparmiare soldi, ma forse a scapito della qualità. Pensateci.

I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS). L’acquisto collettivo di prodotti alimentari attraverso i GAS è un sistema per risparmiare ma anche per avere qualità. Generalmente con i GAS si acquistano prodotti biologici e di stagione premurandosi di riconoscere il giusto compenso al produttore. Comprare insieme grosse partite che poi vengono divise tra i componenti del gruppo permette di avere alta qualità e prodotti particolari a prezzo abbordabile. Il fatto che i GAS stiano aumentando significa che funzionano.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 18 novembre 2014