Come aprire un tabacchino

come aprire un tabacchino
Aprire un tabacchino oggi è di sicuro un investimento redditizio in quanto possiamo ampliare non di poco la scelta di ciò che vogliamo vendere oltre ad avere la possibilità di poter offrire ai clienti alcuni servizi come per esempio lottomatica.

Inoltre ogni tabaccaio può abbinare all’attività principale un’attività secondaria come ad esempio un bar, una cartoleria, un’edicola, una profumeria. Ma vediamo nel dettaglio come aprire un tabacchino, quali sono le norme di riferimento istituite dall’Aams e quali sono i costi orientativi da sostenere.

Come aprire un tabacchino: vogliamo rilevarla?
In questo caso si prevede un minor dispendio di risorse in termini di tempo e di soldi ma è bene capire il motivo della cessione della tabaccheria: bassi ricavi dell’esercizio? E’ un aspetto da non sottovalutare dato che acquisire una licenza tabacchi, a maggior ragione con già un negozio completo, può essere una spesa davvero notevole: un investimento del genere potrebbe oscillare fra i 200mila e i 300mila euro.

Come aprire un tabacchino ex novo
Per aprire un tabacchino ex novo, occorre attenersi alla procedura prevista dall’Aams; il solo acquisto della licenza, in genere, può andare da un minimo di 100mila euro in su.

Come aprire un tabacchino, tipologie di operatori
Secondo quando riferisce il sito dell’Aams, è possibile individuare quattro tipologie principali di tabaccherie

autorizzate alla vendita al pubblico dei prodotti del monopollio:

  • Le rivendite ordinarie che sono le normali tabaccherie che espongono il numero di concessione direttamente sull’insegna: si riconoscono dal numero della concessione sull’insegna a forma di “T” su sfondo nero
  • Le rivendite speciali che sono ubicate all’interno di strutture particolari quali aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, aree di servizio, ecc
  • I patentini che sono istituti nei bar ad alta frequentazione. Il titolare può rifornirsi solo dalla rivendita ordinaria più vicina all’esercizio
  • I distributori automatici che sono le classiche macchinette ubicate all’interno o nelle immediate vicinanze della tabaccheria per consentire al pubblico l’acquisto dei prodotti 24 ore su 24. L’installazione è a cura del rivenditore.

Come aprire un tabacchino, rivendite ordinarie.
Poiché si tratta di concessioni statali, l’iter è abbastanza lungo ed articolato; vediamo le condizioni minime per la richiesta.
-Distanza minima dalla rivendita più vicina che deve essere:

  • 300 metri nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti
  • 250 metri nei comuni con popolazione da 30.001 fino a 100.000 abitanti
  • 200 metri comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti
  • Nei comuni fino a 10mila abitanti non possono aprirsi nuove rivendite nel caso in cui sia stato già raggiunto il rapporto di un tabacchino ogni 1500 abitanti.

-Produttività dell’esercizio.
L’Aams specifica che: “fermo il parametro della distanza minima, non è consentita l’istituzione di una nuova rivendita quando la quarta parte della somma degli aggi realizzati dalle tre rivendite più vicine a quelle da istituire ed ognuna delle quali poste a una distanza inferiore a 600 metri rispetto alla sede proposta per l’istituzione della nuova rivendita, non è pari o superiore a:

  • Euro 19.965 nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti
  • Euro 31.990 nei comuni con popolazione da 30.001 fino a 100.000 abitanti
  • Euro 39.825 nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.”

Come aprire un tabacchino, requisiti
Occorre presentare una domanda agli Uffici Regionali del Monopolio di Stato, che valuteranno la possibilità di autorizzare l’apertura del nuovo punto vendita facendo una stima del valore della concessione. La concessione sarà quindi messa all’asta e gli interessati potranno fare la loro offerta scritta in busta chiusa.
L’autorizzazione sarà concessa a chi si è avvicinato di più al prezzo stabilito dalla stima senza però averlo superato..
Una volta ricevuta l’assegnazione, il titolare dovrà frequentare un corso di formazione specialistico, così come previsto dall’art. 55, comma 2 quinquies, D.L. 78/2010.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 21 febbraio 2015