Ciclodramma: pedalare nel verde più consapevolmente

Ciclodrama

Cicloturismo narrativo: si può definire così quello proposto con Ciclodramma, un progetto del  Festival Pergine Spettacolo Aperto che trasforma un sentiero per biciclette, come quello della Valsugana, in una esperienza di realtà culturalmente aumentata. Klaus Saccardo, l’ideatore, con una applicazione ad hoc, attraverso smartphone e cuffia, ha pensato di permette ai cicloturisti della Valsugana di immergersi in “racconti e storie capaci di intrecciarsi al paesaggio stesso e modificarsi dinamicamente, accompagnando interattivamente l’esperienza vissuta”.

1) Ciclodramma: di cosa si tratta?

E’ una reinterpretazione narrativa del paesaggio, un progetto di realtà “culturalmente” aumentata. Chi voglia percorrere la ciclopista della Valsugana potrà al medesimo tempo godere di uno straordinario panorama e immergersi in racconti e storie capaci di intrecciarsi al paesaggio stesso e modificarsi dinamicamente, accompagnando interattivamente l’esperienza vissuta. Il tutto grazie a una tecnologia ampiamente diffusa: uno smartphone con un paio di cuffie. Tramite un’applicazione appositamente creata che sfrutta il gps integrato, il ciclodramma si adatta all’ambiente circostante e alle condizioni di viaggio, in un dialogo costante con l’esperienza del ciclista. È un progetto di drammaturgia interattiva del paesaggio, che unisce un’operazione culturale di turismo sostenibile con il marketing territoriale.

2) Chi lo ha ideato? Come è nata l’idea?

Il progetto nasce da una riflessione mia e di Cristina Pietrantonio, rispettivamente direttore artistico e responsabile per gli eventi del Festival Pergine Spettacolo Aperto, su nuovi modi per avvicinare il pubblico alla fruizione culturale. Abbiamo individuato gli elementi che caratterizzano il luogo in cui operiamo e l’offerta turistica ed è nata l’idea di raccogliere creazioni narrative legate al territorio e al paesaggio, abbinandole a un settore in grande evoluzione quale il cicloturismo. Il progetto era stato preceduto da un protocollo d’intesa tra i maggiori soggetti che si occupano di cultura nel territorio, fra cui Bassano Opera Estate, Arte Sella, Pro Marostica e lo stesso Pergine Spettacolo Aperto.

3) Che caratteristiche ha la pista della Valsugana? Perché questa scelta?

La pista ciclabile della Valsugana e un percorso di 80 km attrezzato, facilmente percorribile, di grande impatto paesaggistico, che unisce il Trentino con il Veneto. La scelta di questo percorso dipende dallo storico legame del festival col suo territorio a forte vocazione turistica, dove l’offerta legata al cicloturismo rappresenta un elemento di grande richiamo sia in ambito nazionale che internazionale. Visto l’ampio bacino d’utenza della ciclopista, l’idea è di creare un formidabile circolo virtuoso per cui l’operazione culturale va a incontrare un pubblico già presente e numeroso, grazie a un’offerta turistica attrezzata, aggiungendo un valore culturale innovativo e unico nel suo genere.

4) Quale tipo di contenuti verranno ascoltati? Come li avete raccolti e selezionati?

L’applicazione permetterà di accedere a creazioni letterarie e drammaturgiche legate strettamente al territorio, al paesaggio, alle sue risorse storiche e culturali. La raccolta e la stesura dei contenuti letterari e drammaturgici è attualmente in corso. Oltre a raccogliere quanto già è stato scritto (ad esempio, Robert Musil ha scritto dei testi bellissimi su questa valle nel suo periodo di permanenza durante la prima guerra mondiale), abbiamo creato un bando che è stato diffuso fra gli ex alunni della Scuola di Arti Drammatiche Paolo Grassi di Milano, per la creazione di drammaturgie originali. Inoltre il nostro partner nel progetto Arte Sella sta attivando dei contatti con la Scuola Holden di Torino.

5) Come cambia dinamicamente il racconto? Come viene utilizzato il gps?

Questo è il punto di innovatività del progetto, che va a collocare l’esperienza a metà fra la fruizione individuale tipica della letteratura e quella collettiva dell’evento culturale. Una volta selezionato il profilo del cicloturista (occasionale, e-biker, esperto etc.), nel percorrere la ciclabile l’applicazione riconosce velocità, posizione, direzione, condizioni climatiche. L’evoluzione e lo sviluppo del racconto, il suo ritmo e stile narrativo dipenderanno dalla combinazione di queste variabili. Tutto ciò è possibile grazie allo stretto legame delle narrazioni con il paesaggio in fase di stesura e alla loro strutturazione a nodi.

6) Che reazione vi aspettate dai cicloturisti? E’ un incentivo il turismo sostenibile?

Il cicloturismo in Valsugana è un settore in forte crescita e attualmente rappresenta la seconda offerta turistica del territorio, con un significativo indotto per l’intera valle. Nel 2009 si sono contate 90 mila presenze per circa 160 mila passaggi complessivi. Esso si avvale di un’infrastruttura attrezzata e una rete di trasporti efficiente. Attraverso questo progetto la cultura si trasforma in una vera e propria operazione di marketing territoriale, senza perdere in qualità. La possibilità di fruire di prodotti culturali legati agli elementi naturali, storici e paesaggistici, vincolata a un’attività sana come il ciclismo, rende il Ciclodramma un punto d’incontro tra le più virtuose esperienze permesse dallo svago. La sua capacità di interagire narrativamente con l’ambiente trasforma il paesaggio una sorta di ipertesto, che può essere aperto offrendo nuove possibilità di conoscenza per la comunità di riferimento.

7) Ciclodramma è replicabile su altri percorsi? Come?

Il percorso di Ciclodramma è irripetibile ed esclusivo, ma la sua replicabilità è potenzialmente infinita, come è potenzialmente infinita la possibilità di svilupparsi e crescere con l’introduzione di nuovi temi. Anche se la formula è nata pensando a un ambiente specifico e con contenuti strettamente vincolati a questo ambiente, è però possibile utilizzare la medesima piattaforma per altri percorsi creando contenuti ad hoc, attenti alle specificità del luogo, potenzialmente in ogni situazione di ciclopista.

Grazie all’applicazione qualsiasi percorso può diventare culturalmente rilevante. La riproducibilità è quindi assoluta, ma allo stesso tempo necessita di uno studio attento del territorio e delle sue specificità. Abbiamo avuto diverse richieste informali su come replicare l’operazione in altri contesti, al momento ci stiamo concentrando per la realizzazione del nostro progetto, solo in seguito inizieremo a riflettere su come estendere l’operazione ad altri contesti.

Pubblicato da Marta Abbà il 30 gennaio 2013