Che cosa è la sostenibilità

Sostenibilità è uno dei termini citati con crescente frequenza dai media ed è un concetto particolarmente importante sotto diversi punti di vista, non solo da quello ambientale.

Con una certa sorpresa mi sono reso conto che molte persone non hanno ben chiaro cosa si intenda con la parola “sostenibile” o con l’espressione “sostenibilità ambientale” per cui ho pensato di scrivere un articolo su questo tema.

Che cos’è la sostenibilità

Wikipedia riporta che il sostantivo femminile “sostenibilità” indica “la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello indefinitamente.” Si tratta a mio parere di una definizione corretta ma forse non comprensibile a tutti.

Per comprendere a pieno il significato di questo termine ritengo utile entrare nel merito di tre tipologie fondamentali di sostenibilità:

  1. la sostenibilità economica
  2. la sostenibilità sociale
  3. la sostenibilità ambientale.

Cosa significa sostenibilità economica

La sostenibilità economica indica una condizione che può essere mantenuta nel tempo grazie al fatto di produrre più risorse di quelle che si consumano.

All’interno di una famiglia, l’economia domestica sarà sostenibile se ogni mese le spese complessive sono uguali o inferiori alle entrate monetarie, costituite da stipendi o rendite di vario genere (es. affitti, interessi maturati, ecc.)

Se spendiamo più di quanto guadagnamo il nostro modello non sarà sostenibile e ci troveremo presto nei guai.

In modo analogo, su scala più ampia, uno Stato dovrebbe produrre più di quanto consuma altrimenti inizierà ad accumulare un debito sempre più rilevante che potrebbe mettere a rischio la tenuta dell’economia.

Il ricorso al debito da parte di uno Stato non deve essere condannato a priori. Come recentemente ha spiegato anche il nostro premier Mario Draghi se il debito è generato per creare investimenti, posti di lavoro e opportunità che assicurino nel prossimo futuro una crescita stabile, si tratterà di un “debito buono” che potrà portare a una crescita sostenibile.

Il debito improduttivo è invece quello che non consiste in investimenti produttivi ma che brucia risorse senza mettere le basi per una futura crescita.

Cosa significa sostenibilità sociale

La sostenibilità sociale è invece un concetto legato alla salvaguardia del capitale umano.  E’ il complesso di azioni messe in atto per raggiungere l’equità sociale.

Punti cardine della sostenibilità sociale sono ad esempio il diritto di vivere in un adeguato contesto economico e ambientale, che garantisca una buona qualità della vita, che permetta di esprimere liberamente i propri pensieri, che garantisca la tutela di differente culture e religioni, tutelando anche le minoranze, sempre nel pieno rispetto della legge.

Misure che vanno in senso contrario alla sostenibilità sociale sono ad esempio l’aumento dei prezzi dei beni primari: cibo, casa, energia, sicurezza e ormai anche telecomunicazioni, considerata la loro importanza della nostra società. Un altra misura che allontana la sostenibilità sociale è il taglio dei salari al di sotto del livello necessario per assicurare non solo la sussistenza ma anche condizioni di vita accettabili.

Un aumento delle disuguaglianze sociali, in termini di tenori di vita sempre più distanti tra le fasce di popolazione più povere e quelle più ricche porta a forti rischi di instabilità sociale e a un modello non sostenibile.

terra sviluppo sostenibile

Cosa si intende per sostenibilità ambientale

Il concetto di sostenibilità ambientale è stato proposto per la prima volta nel 1972, in occasione della prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente, e successivamente formalizzato nel 1987 in occasione della risoluzione 38/161 del 19 Dicembre 1983 a cui si fa riferimento come rapporto Brundtland.

La sostenibilità ambientale viene definita come un modello di sviluppo in grado di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

Questa definizione implica la presa di coscienza del fatto che le risorse del nostro Pianeta non sono infinite e per questo vanno tutelate e preservate, evitando sprechi e mantenendo la biodiversità e l’integrità degli ecosistemi.

Tra i principali rischi determinati dallo sviluppo NON sostenibile della nostra civiltà negli ultimi secoli riveste un ruolo fondamentale quello relativo alle emissioni di anidride carbonica (CO2) colpevole di causare un aumento generalizzato delle temperature del nostro pianeta con i conseguenti sconvolgimenti a livello di ecosistema.

Sconvolgere un ecosistema significa mettere a rischio le popolazioni e più in generale gli esseri viventi che vivono in una determinata area geografica, impedendo contemporaneamente non solo la sostenibilità ambientale ma anche quella sociale ed economica.

L’aumento delle temperature ha tra le sue conseguenze nefaste l’aumento di eventi meteorologici estremi devastanti per le persone e per l’economia dei territori colpiti.

Una politica che segue i criteri della sostenibilità ambientale dovrà quindi tutelare la qualità dell’aria, la qualità delle acque e la destinazione d’uso del territorio.

La qualità dell’aria si deteriora all’aumentare delle emissioni di CO2 (determinate ad esempio dalle autovetture alimentate a benzina o a gasolio o dagli impianti di riscaldamento) o da azioni che eliminano gli esseri viventi che assorbono naturalmente la CO2: gli alberi.

Le acque ovviamente si inquinano quando aziende o privati versano direttamente o indirettamente nella rete fognaria che poi confluisce nei fiumi e quindi nei mari qualsiasi tipo di sostanza inquinante: plastiche, sostanze chimiche o altri prodotti non idrosolubili.

La destinazione d’uso del territorio, soprattutto nelle città, da anni dovrebbe essere tutelata dal rispetto dei piani regolatori, un complesso di norme dedicato a definire la massima superficie edificabile in relazione alla destinazione d’uso di una particolare area.

Anche in questo caso più si sostituiscono prati e alberi con cemento e case si va in direzione opposta a quella indicata da una politica di sostenibilità ambientale.

report sostenibilità

Che cosa è il bilancio di sostenibilità

Negli ultimi anni il concetto di sostenibilità sta finalmente prendendo piede anche a livello di aziende che si devono impegnare a produrre il così detto bilancio di sostenibilità, con l’obiettivo di informare tutti i portatori di interessi (stakeholder) relativamente ai risultati economici, sociali e ambientali generati dalla azienda nello svolgimento delle proprie attività.

Il bilancio di sostenibilità, in base alla definizione del 2007 del Ministero dell’Interno del nostro paese, è “l’esito di un processo con cui l’amministrazione aziendale rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato”.

Il bilancio di sostenibilità, viene redatto annualmente sulla base di linee guida e standard di rendicontazione, come quelli predisposti da Global Reporting Initiative (GRI).

Per maggiori informazioni in merito vi consigliamo di leggere il nostro articolo: Report di sostenibilità: linee guida.

Tra i meriti del bilancio di sostenibilità rientra quello di aver introdotto e di aver reso via via sempre più rilevante il concetto di Responsabilità d’Impresa o, in inglese, Corporate Social Responsibility (CSR).

Le Società Benefit con la sostenibilità sancita nello statuto sociale

Alcune società, come la nostra IdeeGreen S.r.l. Società Benefit, hanno posto il concetto di “sostenibilità” al centro della loro condotta aziendale, modificando il loro Statuto Sociale per inserire una serie di azioni e buone pratiche su cui si impegnano a fondare la loro azione.

In questo caso, gli impegni possono andare ben oltre il mero impegno a favorire la sostenibilità ambientale arrivando a porsi l’obiettivo di un realizzare un equo profitto, obiettivo ben diverso da quello auspicato dalla teoria capitalistica che aveva sempre spronato alla massimizzazione del profitto.

Questa nuova forma societaria prevista nel nostro paese dal legislatore prende il nome di “Società Benefit”.

Qui di seguito vi riporto, come esempio, alcuni passi del nostro statuto sociale:

In qualità di Società Benefit, la società (IdeeGreen Srl) intende perseguire finalità di beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, società, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

La società, oltre allo scopo di dividerne gli utili, intende perseguire le seguenti specifiche attività di beneficio:
– realizzazione e pubblicazione sul sito web IdeeGreen.it di contenuti editoriali finalizzati a promuovere comportamenti a basso impatto ambientale o a impatto zero, azioni con impatto sociale positivo e uno stile di vita sano ed eticamente corretto, con particolare riferimento a un’alimentazione equilibrata e allo svolgimento di attività motorie all’aria aperta.
– la promozione della mobilità sostenibile e di un turismo ecosostenibile verso gli utenti di IdeeGreen.it.
– la promozione dei sopracitati comportamenti eco-sostenibili anche verso i propri soci, dipendenti e collaboratori.
– il supporto all’avviamento e la gestione di startup e attività imprenditoriali, anche attraverso l’acquisizione di partecipazioni o quote societarie, il cui scopo sia in linea con i principi di innovazione, ecosostenibilità e perseguimento di uno stile di vita più sano.
– la digitalizzazione della maggior parte possibile dei processi aziendali, in particolare di quelli legati alle pratiche e adempimenti amministrativi e all’archiviazione elettronica dei documenti aziendali, con conseguente risparmio energetico e tutela delle risorse ambientali.
– la conduzione dell’azienda da parte del management in base a solidi principi etici, di trasparenza ed equità.
– la collaborazione e il supporto economico ad associazioni, fondazioni e organizzazioni no profit il cui scopo sia allineato e sinergico con quello delle Società, per supportare la loro comunicazione, contribuire al loro sviluppo e amplificare l’impatto positivo del loro operato.
– il sostegno allo sviluppo culturale della popolazione del territorio in cui la Società opera, mediante la promozione e l’organizzazione di eventi culturali e sportivi.
– la serenità dei collaboratori, sia all’interno dell’azienda che all’esterno, mediante iniziative a sostegno della conciliabilità degli impegni di lavoro con quelli familiari e in particolare con l’adozione del lavoro a distanza.

17 obiettivi sviluppo sostenibile

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 definita dall’ONU

L’ONU, il 25 Settembre 2015, ha definito nell’ambito dell’Agenda 2030, 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) e 169 sotto-obiettivi (target) da raggiungere entro il 2030.

L’Agenda si rivolge a tutti gli stati, indipendentemente dal livello di sviluppo e propone una visione di sviluppo in cui la dimensione economica, ambientale e sociale sono tra loro interconnesse e bilanciate.

Per maggiori informazioni potete leggere il nostro articolo dedicato all’Agenda Onu 2030 e quello dedicato ad approfondire il concetto di Sviluppo sostenibile.

Pubblicato da Matteo Di Felice, Imprenditore e Managing Director di IdeeGreen.it, Istruttore di corsa RunTrainer certificato RunAcademy FIDAL, Istruttore Divulgativo certificato della Federazione Scacchi Italiana e appassionato di Sostenibilità, il 5 Gennaio 2022