Certificato contestuale: uso e tipologie

Certificato contestuale

Il termine “certificato contestuale” sa di burocrazia e comprendo che si possa provare un po’ di repulsione in un primo momento. Vi assicuro che proseguendo nelle prossime righe scoprirete come il certificato contestuale appartenga a quella parte di burocrazia “buona”, quella che ogni tanto non ostacola ma semplifica. E’ un documento che ha un suo valore, non sempre sarà risolutivo ma è bene sapere che esiste soprattutto se stiamo per chiedere un mutuo, ma non solo.



Il caso del mutuo è forse quello più semplice da riportare per mettere in luce in cosa può servire il certificato contestuale. Quando ne andiamo a chiedere uno ci viene domandato di presentare una lunga serie di documenti, dallo stato di famiglia, al certificato di residenza e molto altro. Se abbiamo il nostro certificato contestuale, abbiamo quasi per magia in un solo documento tutte le informazioni e le certificazioni necessarie per procedere. Non è come un jolly ma quasi, e vale la pena di informarsi per poterlo giocare quando vale.

Certificato contestuale: cosa è

Abbiamo fatto l’esempio pratico della richiesta di mutuo per far capire che genere di utilizzo si può fare di questo documento, a livello molto pratico. In sostanza si tratta di un certificato cumulativo. Ce lo chiede la banca in occasione dell’istruttoria del mutuo e velocizza i tempi, nostri e della banca stessa. Oltretutto fa anche risparmiare nel vero senso della parola, e non solo perché il tempo è denaro: ci pensate mai a quanto costa ad un ente o ad una banca l’emissione di ogni singolo certificato? Ecco, con il nostro certificato contestuale se ne emette uno che vale per tutti.

Certificato contestuale: uso mutuo

Stiamo sempre sull’esempio del mutuo che accomuna e coinvolge molti di noi. Ogni volta che se ne deve chiedere uno si ha l’incombenza di recarsi negli uffici comunali e spesso di pagare una certa cifra per via della marca da bollo da applicare su ogni certificato. Se poi il mutuo riguarda più persone, tutto va moltiplicato.

E’ vero che in alcuni comuni la procedura sta diventando 4.0 ma non in tutti e resta comunque la difficoltà di doversi orientare e ricordare di raccogliere tutto il “fogliame” necessario. In questo contesto il certificato contestuale è risolutivo e, almeno per una come me che non ama e non sa molto gestire le procedure burocratiche, è addirittura salvifico.

Certificato contestuale: uso mutuo

Certificato contestuale di residenza

Nel nostro certificato contestuale sono contenute anche le informazioni relative alla residenza anagrafica, ma non solo. Unite ad esse ci sono tutte le indicazioni sulla cittadinanza e sul nostro stato civile, ci sono i dati anagrafici di nascita e dello stato di famiglia. Oltre che in caso di richiesta di mutuo i di finanziamento, il certificato contestuale è utilissimo in tutte quelle occasioni in cui la sfilza di documenti da presentare è lunga e comprende le informazioni sopra segnalate.

Certificato contestuale: quando serve

Vediamo di spaziare nella casistica più variegata e fantasiosa: questo certificato può servire per il mutuo per la casa o per l’auto, o c’è anche chi ne accende uno per la TV o per il nuovo modello di smartphone. Non importa per cosa è il mutuo, il certificato contestuale serve lo stesso e semplifica la procedura senza permettersi di giudicare la nostra scelta. Al di là del mutuo pensiamo ad altre situazioni come la richiesta di un finanziamento ma anche il matrimonio, oppure lo stilare un contratto di lavoro con un ente pubblico.

Contiene informazioni come residenza, cittadinanza, stato civile, nascita, esistenza in vita, godimento dei diritti politici, stato di famiglia e così via, ogni situazione in cui queste sono essenziali, il certificato contestuale risulta utilizzabile. E’ un documento che dura sei mesi ma c’è la possibilità di prolungarne la durata con una veloce firma anche allo sportello dell’Anagrafe. Su questo di volta in volta, da Comune a Comune, cambiano le specifiche ma la possibilità c’è per tutti.

Certificato contestuale: quando serve

Certificato contestuale online

In un contesto di generale tentativo di digitalizzazione e di Smart City anche il Certificato contestuale diventa 4.0 e la richiesta per ottenerlo può essere effettuata anche on line. Ciò dovrebbe accadere e dovrebbe essere un diritto di tutti i cittadini del nostro Paese, e per lo meno dei paesi più avanti nella digitalizzazione, ma si sa che ci sono comuni che sono stati più veloci di altri.

A regime, e chissà quando, il diritto di chiedere il Certificato contestuale senza andare negli uffici pubblici dovrebbe essere un vantaggio di cui tutti possono godere. Oltre alla comodità logistica e al risparmio di tempo, e di carta e di energia, ci sono altri vantaggi di cui tenere conto quando si valuta l’opzione di richiedere il certificato online. Non ci dovrebbero infatti essere i diritti di segreteria, e la marca da bollo può essere acquistata poi a parte, da qualsiasi rivenditore di valori bollati, per poi annullarla apponendo data e firma dopo la sua applicazione.

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Pubblicato da Marta Abbà il 31 agosto 2018