La carbon footprint delle tagliatelle

carbon-footprint-tagliatelle-luciana-mosconi

Qual è la carbon footprint delle tagliatelle? A chiederselo è stato il pastificio Luciana Mosconi, produttrore di pasta all’uovo secca in quel di Matelica, nel cuore delle marche. L’azienda voleva che le emissioni inquinanti generate dal processo produttivo delle proprie tagliatelle fossero in qualche modo compensate da un’azione ambientalmente utile di pari peso. Così che i consumatori fossero sicuri di acquistare un prodotto ecologico, pulito insomma.

Per questo la famiglia Pennazzi della B&G Alimentare, proprietaria dello storico marchio Luciana Mosconi (all’inizio un laboratorio, oggi una moderna industria) aveva stretto un accordo con il Ministero dell’Ambiente che prevedeva il calcolo dell’impronta ambientale, la carbon footprint, della produzione di tagliatelle. Più o meno nello stesso periodo in cui Nonno Nanni, noto produttore di latticini, aveva fatto lo stesso con il proprio stracchino.

Le fasi del piano di lavoro hanno richiesto un anno di tempo e hanno portato da una parte la fotografia della carbon footprint, cioè i risultati del calcolo delle emissioni dei prodotti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, e dall’altra la compensazione (per un quantitativo pari alle emissioni correlate ai processi di produzione, distribuzione, stoccaggio, utilizzo e smaltimento delle tagliatelle) tramite l’acquisto di crediti di carbonio per il progetto di riforestazione Kariba REDD+ di riforestazione in Zimbabwe.

Nello specifico, il progetto è iniziato con una fase di analisi e di studio che ha preso in considerazione sia la CO2 che si genera sia per la produzione vera e propria della pasta presso lo stabilimento sia quella che si genera successivamente (distribuzione, stoccaggio, utilizzo e smaltimento). Due i prodotti considerati: le tagliatelle all’uovo Luciana Mosconi nei formati da 250g e in quello da 500g. L’equivalente della carbon footprint è stato investito nell’acquisto di crediti ambientali.

L’azienda B&G Alimentare crede che la compensazione della carbon footprint con il meccanismo messo a punto dal Ministero dell’Ambiente rappresenti un grande fattore di differenziazione competitiva. Con il consumatore finale che è diventato sempre più sensibile al valore ambientale delle proprie scelte alimentari, il vantaggio per l’ambiente corrisponde al vantaggio competitivo per il brand. Per dare ancora più valore alla cosa, Luciana Mosconi proporrà la proprie tagliatelle anche con un nuovo packaging.

Pubblicato da Michele Ciceri il 25 novembre 2013