Bruxismo: sintomi, conseguenze e rimedi naturali

Bruxismo

Il bruxismo è uno dei disturbi del sonno più noti, non solo perché piuttosto comune ma anche perché ha dei particolari sintomi e delle conseguenze che costano caro, anche dal dentista. Vediamo di cosa si tratta e quale tipo di trattamento prevede.



Bruxismo: cosa è

Quando si soffre di questo disturbo non si fa altro che digrignare i denti, sfregando l’arcata superiore contro l’inferiore o stringendo con una certa forza le mascelle. Si tratta quindi di una involontaria contrazione dei muscoli della masticazione che possiamo trovare in modo frequente in molte persone.

Si parla di disturbo notturno perché di solito questo involontario masticare di notte prosegue senza che il soggetto interessato si accorga, lo stesso vale per chi irrigidisce la mascella senza accorgersi e sta in una posizione di contrazione per tutta la nottata. Ore e ore, e al risveglio, immaginate che dolori.

Non è finita, però, perché il bruxismo ha delle pesanti conseguenze anche sui nostri denti (e sul portafoglio) Può causare diversi disturbi tra cui in primis una marcata usura dei denti, forti dolori alla mandibola e mal di testa.

Bruxismo nei bambini

Quando ci si accorge che i bambini digrignano, è meglio indagare subito le cause in modo da poter in qualche modo intervenire. Per i più giovani uno dei motivi di queste contrazioni involontarie può essere il tentativo di alleviare il dolore di un’otite o del mal di denti. Negli adulti ci sono diverse cause alla base di questo problema e se non sono ancora state ben delineate le cause, una cosa è certa: il fumo, l’abuso di alcolici e caffeina, il consumo di droghe possono accentuare i sintomi.

Tra i fattori che possono concorrere a provocare il disturbo in età adulta ci sono ansia e stress, problemi emotivi e psicologici, disturbi del sonno, un disallineamento delle arcate dentarie (malocclusione), risposta muscolare a malattia neurodegenerativa.

Bruxismo bambini

Bruxismo: rimedi naturali

Per rimediare occorre prevenire oppure intervenire sulle cause che sono alla base del disturbo, ad esempio cercando di evitare o ridurre lo stress. Come?

Ascoltando musica rilassante prima di coricarsi, fare un bagno caldo e magari profumato. In giornata possiamo prevedere delle attività che abbassano i livelli di ansia. C’è chi fa yoga, chi porta a passeggio il cane, chi va a fare jogging: ciascuno sa cosa è meglio per sé stesso e quali sono le migliori modalità per rasserenarsi prima di sera ed evitare di digrignare i denti tutta notte.

Evitare alcolici, caffè e tè dopo cena sarebbe meglio, per lo meno cerchiamo di farlo non troppo regolarmente, soprattutto se al risveglio ci troviamo con la mandibola contratta.

Ci sono anche dei trattamenti che mirano a proteggere i denti in modo che non si consumino, dormita dopo dormita. Tra i rimedi per il bruxismo anche il bite, un paradenti da indossare durante la notte per evitare lo sfregamento dei denti. Meglio sempre associare a questo dispositivo delle pratiche di rilassamento per alleviare lo stress finanche ad usufruire dell’aiuto di uno psicoterapeuta che assieme a noi indaghi che tipo di stress o ansia ci tormenta.

Se il bruxismo è legato ad una malocclusione, è chiaro che è necessario intervenire andando dal dentista per riallineare le mandibole e per ridurre i punti di contatto anomali tra i denti. Non è molto frequente l’uso di farmaci contro il bruxismo.

Bruxismo: sintomi

Il digrignare i denti è il più noto e più frequente sintomo del bruxismo ma non è il solo. Certo, soprattutto chi vive e divide il letto con una persona che ne soffre, nota subito il digrignare e solo dopo, o mai, la contrazione involontaria dei denti statica. C’è infatti chi invece di digrignare i denti o masticare a vuoto, semplicemente “stringe i denti” di notte restando con i muscoli della mascella e della faccia contratti per ore e ore.

Bruxismo: sintomi

Bruxismo: conseguenze

Ne abbiamo già accennate molte, ma non tutte. Ci sono conseguenze sui denti, ma non solo. Vediamo le principali: lesioni e usura dei denti, che possono scheggiarsi, aumento della sensibilità dei denti, soprattutto per la perdita dello strato di smalto, dolore alla mascella, alle orecchie o ai muscoli della testa, forti attacchi di mal di testa.

Bruxismo e trisma

Il trisma può essere confuso con il bruxismo ma i due termini non sono affatto sinonimi e basta guardare con attenzione cosa è il trisma per comprenderlo. Si tratta di una contrattura prolungata dei muscoli masticatori che provoca un forte dolore locale. Spesso il trisma è associato ad una certa difficoltà e può dare luogo a problemi quando si tratta di mangiare e masticare ma anche solo si parlare.

Oltretutto il trisma è il sintomo più comune del tetano mentre il bruxismo non centra nulla con questa patologia, ma ci sono anche altre cause possibili come la meningite, l’epilessia e la rabbia, ad esempio, tutte patologie che invece non portano al bruxismo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 agosto 2018