Begonia: fiore e sue varietà

Begonia

Dire Begonia è come dire fiore, o quasi, perché alla famiglia delle Begoniaceae appartengono più di mille specie, se contiamo cultivar ed ibridi arriviamo a oltre dieci mila. Arrivano però tutti da zone tropicali e subtropicali, sia dell’emisfero australe sia di quello boreale.



Begonia: fiore

Per distinguere le molte tipologie di Begonia almeno in tre grandi gruppi, guardiamone la radice che può essere rizomatosa, tuberosa o fascicolata. Nel primo caso la pianta produce dei fiori poco appariscenti, se invece la radice è tuberosa, otteniamo fiori molto grandi e molto colorati che possono essere sia semplici sia doppi. Le Begonie con radice fascicolata fanno invece dei tipici fiori a pannocchia che si riconoscono subito.

Tutte le varietà che incontriamo, possono avere fiori maschili e femminili sulla stessa pianta perché si tratta di piante monoiche, non dioiche come la Zamia, ad esempio, e molte altre. Li si può distinguere anche se non si è degli esperti in materia perché quelli maschili oltre ad essere più appariscenti, hanno quattro tepali che appaiono diversi a due a due mentre i fiori femminili, più modesti nella loro bellezza, hanno quattro tepali uguali tra loro e sono dotati di ovario. Il frutto di queste piante, che nasce nell’ovario, appunto, è di forma triangolare, sembra una capsula e contiene molti piccoli semi.

Begonia: fiore

Begonia: tuberi

Possiamo coltivare la Begonia, della varietà che preferiamo, anche partendo dai tuberi. Con 40 euro se ne comprano 30, di colori vari, che produrranno piante dai fiori grandi e doppi. Spesso, quando si acquistano bulbi, on line o in negozio, sono arrivati direttamente dall’Olanda.

Begonia Dragon

Questa varietà è piuttosto grande, può anche raggiungere un’altezza di circa 30 cm e si allarga diventando di 40-50 cm. Il fusto carnoso, con foglie lucide e verde scuro, regge fiori rossi, rosa o bianchi, sia maschili che femminili.

Begonia Dragon

Begonia Grandis

Questa varietà porta il nome completo di Grandis var. Evansiana ed è caratterizzata da foglie grandi e rossi sulla pagina inferiore, accompagnate da fiori rosa tenero. La Grandis preferisce terreno ricco e ben drenato, cresce bene se all’ombra o a mezzombra e fiorisce verso giugno, anche fino a settembre. E’ tra le specie più grandi, arriva anche a mezzo metro di altezza, la si trova in molti giardini spesso accostata a piante amiche come Anemone, Felci e Primule.

Begonia Elatior

Grande e bella, questa varietà è annuale e regala fiori di dimensioni maggiori rispetto ad altre, con colori forti che vanno dal rosso al giallo, dall’arancione al rosa e al bianco. Sono quasi sempre raccolti in gruppi, in contrasto con le foglie verde scuro che fanno l’insieme molto elegante. La B. Eliator è una delle più ricercate anche per l’arredo di interni, come pianta da appartamento con fiori,  anche perché sul balcone o in giardino, oltretutto, soffrirebbero il freddo.

Begonia Elatior

Begonia Boliviensis

In questa categoria di Begonie troviamo degli esemplari spesso molto vistosi, di colori particolari e non sempre semplici da trovare. La Boliviensis ‘Salmon Sparkler’ ha foglie tra l’arancio e il rosa, grandi e generosi, sono invece gialli quelli della Boliviensis ‘Yellow Desire’.

Begonia: coltivazione

Introdotta in Italia abbastanza di recente, la Begonia deve il suo nome a Michel Begon, governatore francese dell’attuale Haiti e appassionato naturalista vissuto nel XVII secolo e non è troppo difficile da coltivare. Basta posizionarla in modo corretto e ricordarsi di annaffiarla in modo abbastanza regolare ma non si può dire che sia una pianta esigente.

In casa va scelta una posizione alla luce del sole ma non troppo, i raggi non la devono colpire direttamente perché ne può soffrire molto. La soluzione è sistemarla vicino alle finestre ma in un luogo riparato, senza però scordarci di annaffiarla molto frequentemente in modo che il terreno sia umido e anche le foglie restino ben irrorate.

La temperatura ideale della Begonia va dai 15 ai 18 gradi, durante la fioritura è necessario anche fornirle del fertilizzante specifico per i fiori, con tanto potassio, ma senza proseguire tutto l’anno perché in inverno non serve. Una volta all’anno questa pianta va rinvasata, tra marzo ed aprile, cambiando il terriccio che in 12 mesi si impoverisce parecchio.

Begonia: malattie

Ci sono parecchi nemici che tentano di intaccare la bellezza della Begonia ma come pianta sembra essere resistente e robusta. Non vuol dire che non vada difesa o curata in modo attento e amorevole. Se notiamo delle foglie secche e delle macchie marroni, molto probabilmente la pianta è sotto attacco di un fungo dal nome Botrytis cinerea che si presenta quando c’è troppa umidità. Se compare un cenno di muffa bianca sulle foglie, è il mal bianco, l’Oidium begoniae, fungo che porta al disseccamento delle foglie, sempre legato all’eccesso di umidità.

La Begonia soffre molto anche per le carenza di elementi nutritivi nel terreno, in particolare se manca l’azoto le foglie ingialliscono, se manca il fosforo cresce lenta, se manca il potassio invece i segnali sono di imbrunimento dei margini delle foglie basali. Può esserci anche troppo poco magnesio e in tal caso compaiono macchie gialle vicino alle nervature, se invece manca il boro le foglie addirittura si arricciano. In tutti questi casi di carenze nutritive, un buon concime può risolvere tutto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 maggio 2018