Alberghi diffusi per valorizzare il capitale naturale

 Centro storico

Il modello dell’albergo diffuso può creare un’alleanza tra i Parchi e le popolazioni; gli alberghi diffusi vanno dunque promossi e incentivati perché rientrano tra quei servizi ambientali che valorizzano il capitale naturale.

A dirlo è l’Assemblea programmatica Sviluppo dei Servizi Ambientali che si è riunita il 6 settembre a Roma in preparazione degli Stati Generali della Green Economy, il grande appuntamento del 7 – 8 novembre a Rimini nell’ambito di Ecomondo.

I Parchi, ha condiviso l’Assemblea, possono contribuire allo sviluppo dell’economia verde. Le politiche di conservazione accrescono il patrimonio naturale e solo da un patrimonio ben conservato può nascere valore aggiunto.

Tra le iniziative per creare una valorizzazione dei “beni” del Parco e dei saperi locali c’è bisogno, in particolare, di una nuova politica dell’accoglienza, con la creazione di sentieri, aree sosta, rifugi, musei, luoghi di osservazione delle bellezze naturali e altri servizi, grazie ai quali nella nuova offerta turistica tutti i valori del territorio vengano messi efficacemente in rete.

Vanno in particolare promossi gli alberghi diffusi, cioè un’organizzazione dell’ospitalità presso le residenze locali che ponga le condizioni per una più solida alleanza tra l’Ente e le popolazioni residenti, vero nodo del successo dei Parchi.

Oltre alla promozione degli alberghi diffusi, l’eco-manuale di uso e manutenzione del capitale naturale stilato dal gruppo di lavoro sui Servizi Ambientali individua alcuni punti importanti per la tutela dell’ambiente ma anche per uno sviluppo reale e sostenibile dell’economia.

  • Gestione del patrimonio forestale e boschivo (un terzo del territorio nazionale) secondo i criteri della green economy.
  • “Riuso” al posto di “uso” nel tessuto urbano per contrastare il consumo del suolo che ha raggiunto il ritmo di 70 ettari al giorno.
  • Riduzione dell’impronta idrica nella produzione di beni e servizi.

La salvaguardia del capitale naturale e dell’equilibrio degli ecosistemi – ha detto Roberto Coizet, coordinatore del gruppo di lavoro– è indispensabile sia per l’ambiente che per l’economia. Per questo è importante far convergere una quota degli investimenti nazionali e dell’economia del sistema produttivo verso politiche coordinate di protezione. È necessario infatti un uso calibrato delle risorse naturali senza compromettere la possibilità che queste risorse restino pienamente disponibili in futuro: questa per noi è la scommessa della sostenibilità”.

 

Pubblicato da Michele Ciceri il 7 settembre 2012