Agricoltura innovativa, ortaggi di qualità

Agricoltura innovativa

Agricoltura innovativa, non è un ossimoro ma è il futuro se non già il presente grazie alle numerose aziende che si stanno impegnando sempre di più per ridurre il consumo di acqua, per sviluppare l’idroponica, per produrre ortaggi di qualità e nichel free. Per cambiare direzione visto che i metodi utilizzati finora si sono rivelati insostenibili se proiettati nei prossimi decenni.



Per capire cosa significa e perché è importante parlare di agricoltura innovativa, va fatto un passo indietro, per arare il terreno prima di seminare nuove idee e iniziative.

Agricoltura innovativa e pomodori

Perché parlare di pomodori? Perché ne ha parlato anche la rivista Science dedicando la copertina addirittura a questo ortaggio per “denunciare” il fatto che, nella grande distribuzione, sia sempre meno saporito e gustoso. Per produrne di belli, omogenei, di eguali misure, lucidi, coloriti e robusti, “ci è toccato” sacrificarne il sapore.

I consumatori non si sono fatti incantare dall’aspetto e, per i pomodori come per molti altri ortaggi di qualità, hanno notato che non erano più quelli di una volta e hanno iniziato a domandare e a domandarsi che direzione può prendere l’agricoltura se non quella di essere una agricoltura innovativa amica dell’ambiente e dei sapori.

Tra i numerosi cittadini del mondo che si sono posti il problema, all’ennesimo pomodoro bello ma insapore, c’è anche Kimbal Musk. Il cognome suona famigliare perché si tratta del famigliare, appunto, e per essere precisi, del fratello di Elon Musk, fondatore di PayPal, investitore e CEO di Tesla Motors e fondatore di SpaceX. Musk ha recentemente fondato un acceleratore di startup AG Tech specializzato in agricoltura urbana, con l’obiettivo di rivoluzionare il settore alimentare a suon di agricoltura innovativa e ortaggi di qualità.

Agricoltura innovativa e necessaria

Una svolta è necessaria, e non solo per far spazio all’innovazione, a priori, ma perché i numeri che fotografano il presente, raccontano di un futuro in pericolo se non introduciamo e promuoviamo tecniche come l’idroponica e che portano ad una riduzione del consumo di acqua per ottenere prodotti nichel free e col sapore che hanno ormai perso.

Secondo dati ONU nel 2050 la popolazione mondiale potrebbe raggiungere oltre i 9 miliardi, una delle emergenze maggiori è quella idrica e non servono grandi calcoli per affermarlo, lo si intuisce anche guardandoci attorno. In molti paesi c’è l’allarme siccità, il nostro compreso, le piogge si fanno desiderare, impera il caldo torrido e, quando scende l’acqua dal cielo lo fa con violenti acquazzoni che devastando interi raccolti.

Agricoltura innovativa

L’agricoltura paga un caro prezzo ed è necessario che sia innovativa per sopravvivere e per farci sopravvivere. Per innestare qualcosa di nuovo in questo settore ci sono gli investimenti a impatto sociale, Impact Investing, che nel 2016 sono stati di 22,1 miliardi di dollari e sono riusciti a sostenere oltre 8mila progetti. Qui non c’è siccità e nel 2017 secondo il Global Impact Investing Network nel 2017 gli investimenti dovrebbero salire a 25,9 miliardi di dollari ; anche la Chiesa Cattolica si sta interrogando su questo nuovo modello di investimento, che potrebbe aggiungersi ai modelli che attualmente sta utilizzando per i propri investimenti e per le proprie donazioni.

Agricoltura innovativa nel mondo

Che la ricetta vincente sia quella che unisce tecnologia, finanza strutturata e nuovi modelli di business, gli Stati Uniti lo hanno capito prima di noi e possiamo già vedere sviluppati oltreoceano decine gli esempi autorevoli. Al di qua dell’Ocean Atlantico, però, c’è una radura desolante, e uno dei pochi attori che opera con questa metodologia è Oltre Venture, che da oltre 10 anni è impegnata a supportare l’innovazione sociale nel nostro Paese.

Agricoltura innovativa

Agricoltura innovativa in Italia

Proprio Oltre Venture ha supportato con entusiasmo l’idea dell’imprenditore Luigi Galimberti di creare anche in Italia un sistema di produzione di ortaggi di buonissima qualità attraverso la tecnologia idroponica; insieme nel 2016 hanno fondato Sfera Questa società agricola ha sede in Maremma mira a costruire un sistema di serre tecnologiche, al via la più grande del nostro paese.

Sfera applica la tecnologia “sul campo” e le affianca le migliori tecniche di management in modo da arrivare a produrre di più con meno. Sembra uno slogan ma può essere la realtà ed è la soluzione unica per garantire il cibo a tutti nonostante la scarsità di risorse e i sempre più travolgenti cambiamenti climatici.

L’esito positivo del piano di fattibilità del progetto, ha convinto i fondatori ad aprire il capitale della società a investitori terzi per supportare la creazione della prima serra di circa 13 ettari in Maremma. Sono stati cosi raccolti 7 milioni di capitale da importanti investitori italiani e e ottenuti 12 milioni di finanziamento da ICCREA banca. Con questi capitali si realizzerà la prima serra che impiegherà oltre 100 nuovi posti di lavoro, e che a breve sarà pronta per produrre pomodori, lattughe e piante aromatiche con zero residui chimici e nichel free.  

Il modello che in Sfera si concretizza non è solo “win win” ma è “win x 4” perché premia e soddisfa l’imprenditore, gli investitori, i lavoratori e i consumatori. Come questa azienda ne stanno nascendo altre, anche in Italia esistono decine di startup agricole con idee promettenti, tifiamo per loro, perché riescano a dare la giusta spinta all’agricoltura innovativa.

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Pubblicato da Marta Abbà il 5 ottobre 2017