Vino sostenibile: in Umbria energia dalle vigne

Vino Sostenibile

Sostenibilità, accoglienza e cultura: tutto in un bicchiere di vino, e non solo. E’ il singolare caso Lungarotti, a Torgiano, in Umbria, dove ha sede l’azienda vitivinicola che da anni ha puntato tutto sulla sostenibilità, dalla vigna alla cantina. La Fondazione che ne è nata porta avanti anche progetti di compensazione e abbattimento delle emissioni di CO2 prodotte e vanta 5 stazioni meteorologiche per il monitoraggio climatico e per il controllo dei parametri vitali dei vigneti.

1) Cantine che creano un sistema di promozione integrata: come? Quando è nata la Fondazione e a che scopo?

Ispirandoci alle francesi Routes du vin, già negli anni ’60 ideammo punti di degustazione ed altre iniziative volte a sollecitare eno-turismo; nel 1974 il Museo del Vino. Nel 1978 il Resort Le Tre Vaselle, col quale si coniuga il trinomio vino, cultura, ospitalità; nel 1980, nel centro di Torgiano, l’Osteria del Museo (punto di degustazione e vendita) e La Spola (bottega di alto artigianato) e, negli anni ‘90, gli agriturismi di Poggio alle Vigne; il Museo dell’Olivo e dell’Olio (2000) e la spa di vinoterapia bellaUve (2010). La Fondazione è nata dopo il Museo del vino e molte mostre a tema organizzate: diretta da Maria Grazia Lungarotti, serve come figura istituzionale a sostegno della conoscenza del vino come ispiratore culturale e del territorio.

2) Quali aziende comprende la vostra filiera?

Varie tipologie: vigna per la produzione di uva, cantina per la trasformazione e commercializzazione. C’è anche chi si occupa di cultura e ospitalità integrata, anche in cantina, con visite e degustazioni guidate. Le aziende agricole di olio sono dislocate tra Torgiano e Montefalco, sono 5, poi ci sono vigne e oliveti e altre coltivazioni che consentono l’impiego della mano d’opera anche in momenti diversi dell’anno agrario.

Sempre all’Azienda Agraria Lungarotti fa capo la Balsameria, per la produzione di Condimento Balsamico secondo il metodo tradizionale dell’aceto balsamico. Per le imprese turistiche ce ne sono di fdifferenti, dal resort agli agriturismi, per il lato culturale, invee, le già citate Fondazione Lungarotti, MUVIT (Museo del Vino) e MOO (Museo dell’Olivo e dell’Olio).



3) Quando avete iniziato a valutare l’eco-sostenibilità dell’uva da cantina?

Il rispetto per l’ambiente ci caratterizza da sempre e le tecniche per la salvaguardia si sono nel tempo affinate. Scelte ispirate all’ottenimento della migliore qualità dell’uva senza per questo stressare la pianta né il terreno, unitamente alla difesa dell’ambiente, non utilizzando diserbanti né concimi chimici. Utilizziamo concimi organici che contribuiscono a migliorare l’apporto di sostanza organica e la struttura del suolo. Durante la stagione vegetativa, una leggera lavorazione del suolo sotto la fila per eliminare le erbe infestanti, consente alle radici di scendere in profondità nel suolo a cercare acqua e sostanze nutritive e così la pianta è più resistente in caso di siccità. Il mantenimento delle strade bianche e la pulizia dei fossi garantiscono il deflusso delle acque; boschetti naturali la riproduzione della fauna selvatica, soprattutto aviaria, ottimo coadiuvante nella lotta biologica.

4) Fate simili iniziative anche nelle altre aziende agricole della Fondazione?

Nella direzione della sostenibilità, anche in Cantina attuiamo scelte coerenti ad essa e, insieme alle altre aziende socie di IGM (Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi), sviluppiamo progetti per compensare le nostre emissioni di CO2. Recuperiamo rottami di vetro e carta e, in Enoteca, i sugheri usati.

5) Avete stazioni meteorologiche: che dati forniscono? a cosa servono?

Da oltre 15 anni abbiamo aderito alle misure agro-ambientali della Comunità Europea, e introdotto nelle 5 microzone in cui si differenzia l’azienda, 5 stazioni meteorologiche in modo da poter ridurre al minimo i trattamenti in vigna. I parametri climatici monitorati sono molti: temperatura e umidità dell’aria e del suolo, ventosità (direzione e velocità del vento), pioggia, irradiazione solare, bagnatura fogliare. Per le suddette misure ambientali per i trattamenti contro le malattie delle piante usiamo prodotti definiti “non classificati”, a basso impatto ambientale.

6) Avete un impianto a biomasse: da quando?

Il primo di produzione di energia rinnovabile dagli scarti di potatura della vite, già nel 2006. Terminata la fase di sperimentazione dei macchinari e delle buone pratiche, inaugurammo l’impianto pilota nel 2008. I residui raccolti in rotoballe, stoccati all’aperto fino alla loro essiccazione naturale e poi sminuzzati per essere bruciati in una caldaia di 400 KW di potenza, ci permettono l’autosufficienza nella produzione di acqua calda per la produzione di calore utile nei periodi invernali per il riscaldamento di alcuni reparti (fermentazione malolattica in barriques, magazzini, uffici), e di vapore,riuscendo ad operare un risparmio di 100 tonnellate/anno di CO2.

Riusciamo a produrre 720 MWh/anno, vale a dire acqua calda a 80°C per il riscaldamento invernale e surriscaldata a 95°C per la produzione di vapore per la sterilizzazione della macchina imbottigliatrice e il lavaggio di botti e barriques.
 Inoltre, grazie ad un particolare invertitore termico, siamo in grado di produrre acqua fredda a 7°C per la produzione di aria condizionata e acqua refrigerata per il controllo delle temperature di fermentazione e nei mesi caldi. Un’implementazione del progetto, insieme ad un’ottimizzazione degli utilizzi e all’isolamento della struttura, comporterà un rilevante contenimento dei consumi, nella misura di almeno il 50% rispetto alla situazione iniziale. L’impianto, una volta che tutto il progetto sarà a regime, consentirà anche una diminuzione di emissioni di anidride carbonica del 68%.

7) sul fronte dell’agricoltura biologica: leggo che dalla vendemmia 2014 ci saranno certificati bio: potete spiegare meglio in cosa consisteranno?

Nella Tenuta di Montefalco, grazie al fatto che i vigneti sono accorpati attorno alla cantina, abbiamo scelto di adottare pratiche di agricoltura biologica, scelta che comporta un periodo di 3 anni di conversione: a partire dalla vendemmia 2014, quindi, i vini Lungarotti della Tenuta di Montefalco saranno ufficialmente certificati “bio”.

Pubblicato da Marta Abbà il 10 maggio 2013