Vino Biologico, le normative 2012

Lo scorso marzo, la Commissione Europea ha emanato il Regolamento approvato dal Comitato permanente per la produzione biologica (SCOF) che stabilisce le norme per la vinificazione secondo il metodo dell’agricoltura biologica.

Le nuove norme saranno pubblicate nelle prossime settimane nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
Con il nuovo regolamento i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette: è applicabile a partire dalla vendemmia 2012.

Il nuovo Regolamento sulla vinificazione in biologico, che ha visto l’Italia giocare un ruolo importante nella trattativa con gli altri Stati Membri e con la Commissione, è un primo traguardo significativo per L’Italia in quanto leader in Europa nell’agricoltura biologica.

La possibilità di utilizzare l’eurofoglia, il logo europeo del biologico, nelle etichette anche per una delle produzioni di eccellenza del made in Italy come il vino, aprirà alle imprese nuovi orizzonti di mercato, sia in Italia che all’estero
Inoltre l’etichetta deve riportare il logo biologico dell’Ue e il numero di codice del competente organismo di certificazione e rispettare le altre norme in materia di etichettatura del vino.

Le norme adottate stabiliscono in modo trasparente la differenza tra vino convenzionale e vino biologico: in tal modo si dà ai consumatori la certezza che un vino biologico sia stato prodotto applicando norme di produzione più rigorose.

Questo atto legislativo è l’epilogo sulle normative in materia di agricoltura biologica dell’Ue.
Le pratiche enologiche e le sostanze stabilite nel nuovo regolamento (Ce) n. 606/2009 relativo all’organizzazione comune del mercato (Ocm) vitivinicolo, da utilizzare per i vini biologici:
Non è consentito l’uso di acido sorbico.
Non è consentita la desolforazione: si tratta di una tecnica usata per conservare il mosto, aggiungendogli grosse quantità di solfiti.
Il tenore dei solfiti nel vino biologico deve essere di almeno 30-50 mg per litro inferiore al livello dell’equivalente vino convenzionale (a seconda del tenore di zucchero residuo).
Il filtraggio è consentito, ma dovrà essere rispettata una dimensione massima dei pori dei filtri, onde evitare di eliminare alcune specificità del prodotto.
Tecniche di riscaldamento del vino sono consentite fino a un massimo di 70°:niente pastorizzazione e sterilizzazione.
Pratiche enologiche: il vino biologico deve ovviamente essere prodotto utilizzando uve biologiche quali definite nel regolamento (Ce) n. 834/2007.
Queste norme rafforzeranno la posizione che i vini biologici italiani detengono a livello internazionale, dato che molti altri paesi produttori di vino quali Usa, Cile, Australia, Sudafrica hanno già stabilito norme per i vini biologici.

Pubblicato da Anna De Simone il 16 aprile 2012