Gli ingredienti delle vernici bio-ecologiche

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Le vernici bio-ecologiche sono traspiranti, antistatiche, solitamente dotate di un piacevole profumo. Sono adatte per il trattamento di pareti, arredi, infissi, radiatori e tubi, parquet, arredamento da casa e da giardino. Sono prodotte con un processo industriale ma partendo da componenti naturali organici e inorganici.

Caratteristica delle vernici bio-ecologiche, oltre al basso impatto ambientale in produzione e smaltimento, è quella di non contengono sostanze nocive o irritanti che vengono rilasciate nel tempo e possono inficiare la qualità dell’aria. Vernici di questo tipo sono consigliate in tutti gli ambienti chiusi, in modo particolare quelli che ospitano persone sensibili e bambini.

Quali sono gli ‘ingredienti delle vernici bio-ecologiche? I componenti che si trovano più spesso in queste vernici (ovviamente variano le composizioni e le percentuali) sono gli oli vegetali (lino, legno, ricino, scorze d’agrumi, cedro, conifere), cere (api, carnauba) e resine naturali (dammar, resine di conifere esterificate, esteri di glicerina e colofonia.

Nelle vernici bio-ecologiche ricorrono anche: gesso, talco, argilla, lecitina di soia, acido silicico, propoli, litoponi, essiccativi esenti da piombo (ottoato di cobalto, zirconio e calcio) e pigmenti inorganici (biossido di titanio, ossidi di ferro, verde cromossido, giallo di titanio e nichel, blu milori e altri).

In alcuni casi, anche le vernici bio-ecologiche possono contenere alcuni idrocarburi alifatici, ma la maggior parte dei prodotti sono completamente esenti da derivati del petrolio. L’unico sistema per accertarsi di questo è quello di controllare attentamente le composizioni che devono essere riportate in etichetta.

Le prestazioni delle vernici bio-ecologiche sono molto migliorate negli ultimi anni grazie a nuove composizioni e processi produttivi, ma non sempre possono eguagliare le più aggressive vernici sintetiche in fatto di ‘aggrappaggio’ ai supporti, rapidità di asciugatura, brillantezza e durata. Serve insomma un po’ più di pazienza e magari una mano in più, ma secondo noi ne vale la pena.

Pubblicato da Michele Ciceri il 22 dicembre 2013