Vauban, il distretto ecologico di Friburgo

Un distretto che ogni anno risparmia energia per 28 gigajoule, assicura una riduzione delle emissioni di CO2 di 2.100 tonnellate e risparmia risorse minerarie pari a 1.600 tonnellate. Si chiama Vauban ed è il distretto ecologico di Friburgo, in Germania. Ospita 5.600 abitanti che grazie alla loro cooperazione riescono a soddisfare ogni sorta di bisogno sociale, culturale, economico e ambientale!

Il Vauban district si sviluppa su una superficie di 38 ettari, la sua nascita pone le radici nel lontano 1993 quando la municipalità di Friburgo acquista il sito dell’ex caserma fracese di Vauban e avvia la pianificazione di un quartiere basato sulle energie rinnovabili. Il distretto green sta per compiere 20 anni e nel mondo viene visto come modello per l’allestimento di altre città. Vauban è riuscito a fissare anche nuovi standard abitativi con un vademecum di regole e direttive per l’adozione di modelli sempre a più alta efficienza energetica. Basterà pensare al miglioramento dell’efficienza energetica di tutti i nuovi edifici riducendo il fabbisogno energetico per ogni metro quadro di spazio abitativo, da 100 kWh a 65 kWh.

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La chicca nella chicca
Come se non bastassero gli alti stadard energetici, Vauban può vantare un sobborgo ancora più green! Si tratta di 100 unità abitative passive, ovvero costruzioni edili (case o uffici) che producono autonomamente l’energia necessaria a soddisfare il loro fabbisogno energetico questo grazie alla costruzione di impianti di cogenerazione, di sistemi integrati di reti elettriche e all’ampio utilizzo di energia solare.

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L’efficienza energetica che caratterizza l’edilizia di Veuban affianca un sistema di trasporto virtuoso e altrettanto ligio: è vietato parcheggiare le autovetture di fronte alle abitazioni e le carreggiate sono progettate per scoraggiare il transito dei veicoli. La mobilità urbana verte sui mezzi di trasporto pubblico o sulla strategie del vicinato dove i punti di interesse pubblico si trovano a breve distanza dai centri abitati.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 novembre 2012