Tetto rovescio, vantaggi e svantaggi

tetto rovescio

Tetto rovescio: cos’è, quali sono i suoi vantaggi se confrontato con tetto caldo e tetto freddo. Come rendere un tetto rovescio praticabile.

Differenze tra tetto rovescio e tetto caldo

Nelle coperture piante tradizionali, definite tetti caldi, la guaina e l’isolante hanno una disposizione ben precisa: la guaina è posta nello strato più esterno mentre l’isolante è posto prima. Nel tetto al rovescio questa disposizione viene semplicemente invertita, quindi avremo la guaina interna e l’isolante come strato esterno della copertura.

Un tetto rovescio offre un ottima impermeabilizzazione mentre il grado di isolamento termico dipende strettamente dai materiali impiegati per lo strato più esterno, quello isolante. E’ necessario progettare con attenzione un tetto al rovescio perché qui, lo strato isolante, è a diretto contatto con gli agenti atmosferici e quindi rischia di logorarsi presto andando incontro a quel fenomeno noto come dilavamento termico.

Per maggiori informazioni sulle differenze tra tetto caldo e tetto rovescio e per valutare anche un tetto freddo (tetto ventilato) vi invito a leggere la pagina che mette a confronto questi tre tipi di coperture: tetto caldo, tetto freddo e tetto rovescio.

Tetto rovescio, vantaggi e svantaggi

Tra i vantaggi del tetto rovescio vediamo una maggiore tutela della guaina. Chi ha mai abitato in una casa in cui a guaina rappresentava lo strato più esterno, sa benissimo che questa richiede una manutenzione annuale: per proteggerla dagli shock termici è necessario passare delle resine acriliche che ne impediscono le fratture. La guaina è molto sensibile agli sbalzi di temperatura tra giorno e notte, così, per evitare dei rappezzi con ulteriori strati bituminosi, gli esperti di settore consigliano di ripristinare lo strato acrilico superficiale. Questa procedura è molto semplice e a anche economica:per passare le resine acriliche vi basterà un rullo da 3 euro e un prodotto acrilico di buona qualità… in genere con 30 euro si possono comprare 15 litri utili per proteggere 110 mq di guaina ben tenuta. Se la guaina è già usurata saranno necessari più litri di prodotto. In più, lo strato acrilico rende praticabile il tetto.

Con il tetto rovescio la guaina tende ad allungare i tempi di deterioramento, non è necessario eseguire la procedura descritta prima e non è necessario neanche inserire una barriera di vapore.

Lo strato più esterno del tetto rovescio è quello isolante, nelle stratigrafie più tradizionali è ricoperto da ghiaia ma è sempre opportuno proteggerlo al meglio con un ulteriore manto impermeabile compatibile con le esigenze dell’utente. Chi intende realizzare un tetto praticabile e magari arredare il terrazzo, dovrà scegliere dell’isolante compatibile a ospitare un tipo di pavimentazione.

Non è possibile dire a priori se è meglio un tetto caldo o un tetto rovescio, soprattutto se si parla di isolamento termico. Di certo un tetto rovescio offre una maggiore protezione dello strato di impermeabilizzazione con minore rischio di infiltrazione ma il comfort termico dipende strettamente dal tipo di materiale scelto per la messa in opera dello strato isolante del tetto rovescio.

Il comportamento della copertura e la sua durabilità dipendono dai materiali che la compongono, quindi, anche se un tetto rovescio in teoria ha tutte le carte in regola per essere una copertura ad alta efficienze e di buona rase, incidono fortemente i materiali scelti.

Il tetto alla rovescia risulta la soluzione ideale da un punto di vista igrometrico in quanto evita il pericolo (esistente nei tetti caldi tradizionali) di formazione della condensa nello strato isolante dove il vapore può rimanere intrappolato tra la barriera di vapore il manto impermeabile. Tale vantaggio è offerto anche dal tetto freddo meglio definito tetto ventilato, per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere la pagina “tetto ventilato, come funziona. In base alla copertura finale il tetto rovescio può essere praticabile o non praticabile. Anche questo dipende dai materiali e dalle scelte dell’utente.

Pubblicato da Anna De Simone il 26 giugno 2016