Tessuti naturali: come riconoscerli

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A quali trattamenti possono essere sottoposti i tessuti naturali nella fase di produzione della materia prima e di lavorazione dei prodotti? Cotone, lino, seta e lana sono tessuti naturali anche dopo essere stati trasformati in stoffe o confezionati in capi d’abbigliamento? Solo una filiera trasparente e certificata può dare qualche garanzia e se ne conoscete una (non che ne siano molte) rivolgetevi a quella.

Posto che i tessuti naturali hanno e conservano proprietà uniche e inimitabili dai sintetici, compresi quelli hi-tech, non è escluso che i prodotti finiti si portino dietro qualche traccia di sostanza chimica indesiderata e che durante la coltivazione e la produzione siano stati usati trattamenti e processi non del tutto innocui per l’ambiente. Vediamo per esempio quali possono essere questi trattamenti.

Per la coltivazione del cotone si fa largo uso di pesticidi e fertilizzanti. Il seme viene trattato con fungicidi ma la pianta è vulnerabile agli attacchi di un’ampia varietà di insetti nocivi che via via diventano sempre più resistenti agli insetticidi. Ecco perché in India è stata introdotta anche la lotta biologica, nonostante si continui a fare uso di prodotti simili al DDT che spesso sono vietati in molti altri Paesi del mondo.

Tra le altre materie prime vegetali per la produzione di tessuti naturali, anche il lino viene trattato con i pesticidi, ma in misura minore perché il suo ciclo di crescita è più breve di quello del cotone. Una volta raccolto, il cotone è candeggiato chimicamente, trattato e tinto. Lo stesso si fa con il lino che tradizionalmente veniva lasciato nei campi a imbianchire naturalmente sotto l’azione del sole e della pioggia (oggi non lo fa più praticamente nessuno).

Non tutti i trattamenti sono dannosi, ma alcuni sì. Il cotone ‘sanforizzato’ è semplicemente preristretto e quello ‘mercerizzato’ è trattato con una soluzione atossica per migliorarne la solidità e il colore. Il cotone e il lino dei tessuti definiti ‘facili da trattare’ o ‘ingualcibili’ sono invece lavorati con una sostanza chimica che di solito è resina alla formaldeide. Il tessuto naturale così trattato resta ingualcibile, ma le persone sensibili dovrebbero evitare il contatto con tessuti che hanno subito questi trattamenti (non sempre indicati in etichetta).

La lana e la seta sono tessuti naturali di origine animale e di conseguenza il problema dei pesticidi non si pone, tuttavia anche la seta può essere trattata con la formaldeide per evitare che si macchi con l’acqua. Spesso però basta un lavaggio a mano con acqua e sapone per eliminarla, cosa consigliabile prima di indossarla la prima volta.

Un capitolo a parte riguarda il colore. Le tinture chimiche del cotone, del lino, della seta e della lana o il mordente usato per fissare il colore possono essere tossici. Dovendo scegliere, è bene puntare su tessuti naturali dai colori leggeri perché le stoffe dai colori ricchi e vivaci, che stingono molto quando vengono lavate, facilitano l’assorbimento attraverso la pelle.

Pubblicato da Michele Ciceri il 28 dicembre 2013