Tarassaco: proprietà e benefici

tarassaco

Tarassaco, ma noi lo conosciamo come soffione e molto probabilmente ci abbiamo giocato, e tuttora lo facciamo, trovandolo nei prati, ignari delle sue proprietà benefiche. Che non sono evidenti, soffiandoci sopra, ma ad esempio utilizzandolo in tisane, in cucina, come tintura madre e… come vedremo.



 

Il taràssaco è una pianta a fiore e appartiene alla famiglia delle Asteracee, il suo nome scientifico “Taraxacum officinale” fa onore alle sue virtù di pianta medicinale, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie.

Oltre a soffione, altri nomi che le tradizioni popolari hanno affibbiato a questo fiore, o a tutta la pianta, per una ragione o per l’altra, sono ad esempio dente di leone, dente di cane, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, pisciacane e piscialetto. Tarassaco, nome comune ma non deridente, proviene dal greco tarakè “scompiglio”, e àkos “rimedio”: pianta capace di rimettere in ordine l’organismo. Ora scopriamo come e perché .

Tarassaco: pianta e fiore

Pianta erbacea perenne, il tarassaco è alto dai 3 ai 9 cm, ha una grossa radice rispetto alla sua dimensione totale e alla base del gambo mostra una rosetta di foglie semplici, oblunghe, con margine dentato. Da qui il nome di dente di leone. In cima al fusto, glabro e lattiginoso, c’è il nostro noto soffione. Prima che sia “soffiabile” è un fiore giallo-dorato, composto da centinaia di fiorellini, detti flosculi.

La fioritura arriva primavera e dura fino all’autunno, l’impollinazione avviene tramite insetti oppure affidandosi al vento. Quelli che noi soffiamo sono i frutti del tarassaco, muniti di una sorte di “paracadute”che agevola col vento la dispersione del seme.

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Tarassaco: diffusione

Fino a 2000 metri il tarassaco cresce spontaneamente, a partire dalla pianura, e in alcuni casi diventa anche infestante. Come pianta ama il clima temperato e il suolo sciolto, gli spazi aperti sia soleggiati, sia a mezzombra. In Italia cresce dovunque, dovunque infatti lo troviamo passeggiando nei prati, in distese incolte, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

Tarassaco: proprietà curative

La pianta fresca di “Taraxacum officinale” contiene cellulosa, ma anche molte altre sostanze bioattive, ragione per cui è diventata presto un mangime gradito per i mammiferi industriali. La sua foglia contiene ad esempio derivati di acido taraxinico, triterpeni e steroidi, flavonoidi e vitamine (B1, B2, C, E). La radice non è da meno: è particolarmente ricca di sesquiterpenlactoni, acido taraxinico e taraxacolide, triterpeni e steroidi, taraxacosidi, acido linolico e linoleico

Tarassaco: benefici

Così ricco, non può che farci bene. E’ noto soprattutto per le sue proprietà depurative, perché stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, e anche per quelle purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti, soprattutto per fegato. Il “soffione” è infatti capace di “soffiare via” le scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici), è quindi considerata una pianta epatoprotettiva, consigliata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari.

Noto come piscialetto, ha anche proprietà diuretiche, e ne approfitta chi soffre di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione. Infine, il tarassaco da una mano anche a riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. La terapia a base di foglie o radici, di cui ora conosciamo i benefici plurimi, è chiamata “tarassacoterapia“, ma questa pianta sbuca anche nell’apicoltura regalandoci un miele curativo ottimo.

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Tarassaco in cucina

In una insalata, che grazie a lui diventa “primaverile depurativa”: il tarassaco in cucina compare in molti piatti anche con altre verdure, con i petali, ad esempio, ma anche con i suoi boccioli che troviamo sia sott’olio, sia sotto aceto a sostituire i capperi. Sempre i fiori sono gustosi in pastella fritti mentre le foglie vengono di solito lessate e servite condite con olio extravergine di oliva oppure saltate in padella con aglio.

Curioso come i fiori servano per la preparazione di gelatine e di marmellata, proprio “di fiori di tarassaco”. Suggerimenti, spunti nel nostro articolo che racconta “Come cucinare il tarassaco.

Tarassaco: tintura madre

La tintura madre di tarassaco si concentra sull’azione di stimolante, per le funzioni digestive ed epatiche. Ciò significa che favorisce la regolarità dell’intestino e il drenaggio dei liquidi attivando fegato, reni, pelle. Per saperne di più e se fa al caso nostro vi consiglio di leggere l’articolo dedicato alla “Tintura madre di tarassaco” .

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Tarassaco: tisana

La tisana al tarassaco – e non ci trovate dentro i soffioni – è apprezzata e ricercata soprattutto per la sua azione diuretica: combatte ottimamente la ritenzione idrica e aiuta a purificare le vie urinarie stimolando la produzione di secrezioni biliari. Un altro effetto benefico di questa tisana è la capacitò di rimuovere dal fegato il colesterolo in eccesso con una azione disintossicante e decongestionante di cui anche i reni beneficiano.

Non la può bere chiunque, però: è sconsigliata in caso di patologie collegate all’acidità di stomaco (ulcera peptica, gastrite e reflusso gastroesofageo) e in caso di occlusione delle vie biliari o reazioni allergiche ai latino sesquiterpenici. Sono state anche notate interazioni con farmaci antinfiammatori non steroidei, paracetamolo e acido acetilsalicilico (aspirina).

Tarassaco: dove comprarlo

Appurato di poter consumare serenamente la tisana al tarassaco, eccone una speciale anche con la Senna, ne potete acquistare varie confezioni, costano poco più di 2 euro l’una, per fare un piacere a stomaco, reni, fegato e non solo.

Tra le vitamine dominano nella tisana le A, C, D, il gruppo B, convivendo con ferro, potassio e zinco. Tutto per supportare umore stabile, benessere del fegato e sistema immunitario rafforzato. Non c’è prezzo da pagare in gusto, perché questa tisana al tarassaco sa di ibisco e cannella.

 

Tarassaco: controindicazioni

Come accennato per la tisana, in generale il tarassaco ha delle controindicazioni non gravi ma da non prendere sottogamba. Non va bene in caso di gastrite, ulcera e calcolosi biliare e interagisce con alcuni farmaci come i diuretici. Se siamo soggetti a fenomeni di ipotensione o predisposti, è meglio non utilizzare rimedi base di tarassaco, e neanche se stiamo curandoci con farmaci antinfiammatori non steroidei.

In generale sempre meglio poi verificare con il proprio medico prima di prevedere qualsiasi integrazione senza la tentazione di banalizzare per i buffi soprannomi di questa pianta. Se usata male, può nuocere.

Tarassaco in gravidanza

Un caso tra i tanti, in cui il tarassaco va evitato senza se e senza ma, in tutte le sue forme, è lo stato di gravidanza, e lo stesso vale per a fase di allattamento. Le donne in queste situazioni è meglio che prendano nota e rimandino l’uso del tarassaco di qualche mese, o anno. Le devono invece scordare per sempre le persone, maschi o femmine che siano, che hanno subito l’asportazione della colecisti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 marzo 2016