Tamarillo, tutte le info

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Tamarillo: proprietà, coltivazione, origine e come si mangia. Tutte le informazioni sulla pianta, sui semi e sulle bacche.

Il tamarillo è una pianta originaria del Perù che produce bacche dal diametro di circa 5 cm e dal sapore che ricorda vagamente quella del melone.

Tamarillo, la pianta

Il tamarillo (dato le origini sudamericane, il nome di questa pianta si legge tamariglio), botanicamente noto come Cyphomandra betacea, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee. E’ spesso soprannominato come pomodoro arboreo perché le sue bacche somigliano ai pomodori a bacca ovale, per la sua origine, è chiamato spesso pomodoro tropicale.

E’ una pianta cespugliosa e sempreverde, si sviluppa per circa 3 metri in altezza con foglie ampie e allungate. Nel suo habitat naturale la pianta può raggiungere i 5 metri e ha aspettative di vita di 12 anni. Poiché si tratta di una pianta sempreverde, spesso la sua coltivazione è a scopo ornamentale. Il frutto è ovale e appuntito all’apice e si mangia per la sua polpa succosa dal sapore acidulo ma gustoso.

Tamarillo, coltivazione

Il tamarillo è originario delle Ande di Ecuador, Colombia, Perù, Cile e Bolivia. Coltivazioni di questa pianta sono avviate in Sud Africa, Cina, Australia e India: questa pianta non tollera il freddo.

La coltivazione del tamarillo è possibile anche in Italia: la pianta cresce bene nel clima mediterraneo ma solo nelle zone con temperaturi miti costanti tutto l’anno, vale a dire nel meridione d’Italia e nel Centro – sud.

Come capire se potete avviare una coltivazione di Tamarillo? Se nel vostro giardino riescono a prosperare gli agrumi anche in pieno inverno, vuol dire che il clima è abbastanza mite per ospitare una pianta di tamarillo! Mettetelo a dimora in posizione soleggiata, con terreno dalla buona fertilità e ben drenato.

La distanza da rispettare tra le singole piante è di 1,5 metri mentre tra le file è di 4,5 metri. Le piante sono sensibili allo stress da siccità quindi è consigliato praticare la pacciamatura.

Tamarillo, frutti e semi

La pianta è coltivata a scopo ornamentale ma anche per i suoi frutti. I frutti, nel nostro paese, raggiungono un diametro di 5 cm ma nelle zone di origine possono arrivare anche a 10 cm! Presentano una buccia dura e una polpa che vira dal giallo-arancio al rosso, talvolta quasi viola. Il tamarillo a buccia rossa è più acidulo mentre le varietà a buccia gialla o arancio sono più dolci.

La polpa ha una consistenza compatta e contiene dei piccoli semi, grandi poco più di quelli del classico pomodoro. Potete acquistare i semi di tamarillo presso i vivai più forniti o sfruttando la compravendita online. Su Amazon è facile trovare semi di tamarillo.

Link utili: Bustina di Semi di Tamarillo (Cyphomandra betacea) – 100 semi

E’ molto più difficile iniziare a coltivare il tamarillo dalla pianta perché non è facile da reperire un individuo adulto da mettere a dimora. Nonostante questo, prima di iniziare la coltivazione a partire dal seme sappiate che avrete bisogno di molta pazienza: dalla germinazione al primo raccolto della pianta passeranno almeno 4 anni. La pianta produce i frutti solo da adulta.

Tamarillo, proprietà nutritive e benefiche

Il frutto sembrerebbe ricco di proprietà nutritive e benefiche. Le bacche annoverano alti valori di vitamine e ferro e sono povere di calorie. Ogni 100 grammi di parte edule contiene 40 calorie, un apporto basso per un frutto. Tra gli altri nutrienti vediamo un contenuto d’acqua che va da 81 – 87 g, proteine che vanno da 1,5 a 2, 5 grammi. I grassi sono pochissimi, solo 0,05 grammi e fino a 6 grammi di fibre. Ciò che più colpisce, tra le proprietà nutrizionali dei tamarilli è l’apporto dei micronutrienti:

  • Da 0,32 a 1,48 mg di Vitamina A
  • Da 19,7 – 57,8 mg di Vitamina C
  • Da 3,9 a 11,3 mg di Calcio
  • Da 19,7 a 22,3 mg di Magnesio
  • Da 0,4 a 0,94 mg di Ferro

I valori oscillano in base alla pianta e al livello di maturazione del frutto.

Se vi affascina la cucina sudamericana, potete provare le ricette originali del luogo:

Pubblicato da Anna De Simone il 2 maggio 2016