Stickhouse: il regno dei gelati sani, buoni e bio

Donatella De Giorgi

Fa sbarcare un negozio di gelati sostenibili a Milano, Donatella De Giorgi, e oggi dalla sua piccola Stickhouse lotta con burocrazie e sanzioni che rallentano le idee green mentre l’estate avanza, la voglia di gelato aumenta. I suoi hanno il solo scarto di uno stecco in betulla, proveniente dai paesi nordici e realizzato senza sprechi.

1) Come e quando è nata la vostra attività? Perchè siete “green”? 

Dopo averli assaggiati a Bologna, io e mio figlio Giacomo ci siamo innamorati della qualità dei prodotti di Stickhouse e abbiamo aperto il 13 aprile il primo negozio a Milano. Si parla di  frutta fresca senza zuccheri aggiunti per i sorbetti, latte e panna per le creme, coperture con cioccolato al 73% e granelle di alta qualità. In tutta Italia stanno sorgendo degli stickhouse, uno nuovissimo a Milano, oltre al nostro di via Montebello. E via via ne nasceranno altri, immagino.

2) Solo i prodotti sono “green” o c’è altro ?

C’è altro. Ad esempio cerchiamo di istruire il nostro cliente a riportare le freeze bag che noi non facciamo quasi mai pagare perchè si riutilizzano evitando così sprechi. Le scatole da asporto, inoltre, sono state realizzate in polistirolo compresso proprio per evitare “volumi” da muovere. Evitiamo di avere contenitori o bicchierini e il solo “scarto” è lo stecco realizzato in betulla, proveniente da paesi nordici e realizzato senza sprechi.



3) Quanto costa stare attenti all’ambiente? E quanto fa breccia sul cliente?

Stare attenti all’ambiente sicuramente richiede costi più alti e sforzi maggiori, questo vale anche per la frutta bio o via aerea (per avere una maturazione sulla pianta e non in nave). Il latte di “alta qualità” ha un costo maggiore rispetto al normale. Ogni giorno noi ci occupiamo di “selezionare” anche lo smaltimento: guanti di lattice, da una parte, tovagliolini dall’altra, e così via. Il nostro sforzo è quello si mantenere i costi contenuti e di non pesare sul cliente: come faccio a dire al cliente che una scatola di polistirolo compresso costa a me euro 3,50?

4) Il progetto di distribuzione in bicicletta… in cosa consiste?

Ci piaceva l’idea di poter girare con un mezzo ecologico per la città, che non facesse rumore e distribuire prodotti genuini girando per le strade di Milano decidendo di settimana in settimana le zone interessanti: scuole, manifestazioni, parchi… La bicicletta sarebbe stata inoltre disponibile per feste private: abbiamo già ricevuto richieste per matrimoni, per oratori e per manifestazione in centro culturale cittadini.
Avremmo potuto dare la nostra disponibilità per raccolta di fondi di enti benefici.

5) Irrealizzabile a Milano?

Purtroppo per ora sì. Le continue delibere comunali di questi anni hanno praticamente sortito l’effetto di vietare questo commercio sull’80% delle strade di Milano: basta  consultare l’elenco dei divieti per rendervi conto!!! Chi ha la licenza gode del vantaggio di non avere competitors mentre i normali commercianti si ritrovano anche a 100 metri un negozio uguale al loro, quindi, considerato l’alto costo del mezzo che deve essere a norma, refrigerato, custodito e ricaricato ci siamo bloccati, per il momento. E poi c’è una grande burocrazia anche per la licenza di ambulante itinerante e tempi d’attesa molto lunghi.

6) Quali altri “inghippi” bloccano idee green?

Sicuramente tutti gli esercizi commerciali sono sensibili all’enorme burocrazia e a norme “troppo interpretabili”. Si continua ad aver paura di essere sanzionati perchè nello stesso ufficio comunale o alla camera di commercio, 3 impiegati dello stesso ufficio possono anche darti 3 risposte diverse! Un negozio “eco” ha ancora dei costi elevatissimi e se si ristruttura utilizzando materiali “eco” diventa una follia. Prendiamo poi come esempio il piacere di esporre una pianta o, visto il tema gelati, piante mini da frutta come le fragole rampicanti, per abbellire la cornice di un negozio: 16 pagine da scaricare da Internet, consulenti da chiamare per inoltrare le pratiche…ma quanto ci costano alla fine queste piante che vengono anche rubate o vandalizzate?
Se voglio mettere un cestino portarifiuti perché la gente non butti per strada la carta o un posacenere per i mozziconi o lo faccio sul “mio” gradino o sono sanzionabile.

7) Quali sono i vostri progetti futuri?

Inizierà tra poco il book crossing, poi vedremo, ma per evitare le grandi burocrazie ho scelto di  non avere uno spazio più ampio con permanenza di persone all’interno per  la somministrazione. Faremo delle operazioni legate a “mini stecchi” per bimbi più piccoli che non riescono a mangiare l’intero prodotto e aiutano anche i genitori perchè hanno “un costo contenuto”.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 5 giugno 2012