Più controlli sugli stabilimenti chimici pericolosi

Nella città in cui vivi è presente uno stabilimento chimico dubbio? I cittadini hanno diritto di essere informati e di dire la loro circa l’operato dell’industria. E’ per questo e altri motivi che l’Ue agisce con la modifica di una direttiva che coinvolge circa 10.000 stabilimenti caratterizzati dalla presenza di sostanze pericolose in quantità sufficienti a determinare un pericolo di incidenti rilevanti.

Per tutelare la sicurezza pubblica è stata concordata la cosiddetta direttiva Seveso III per garantire maggiori controlli sugli stabilimenti chimici e migliorare l’accesso dei cittadini alle informazioni sugli impianti e sulle sostanze chimiche trattate. I negoziati con gli Stati membri vedranno l’assenso del Consiglio per far entrare la direttiva in vigore nel giugno del 2015.

La Seveso III è la revisione della Direttiva Ue Seveso II, 96/82/Ce modificata dalla direttiva 2003/105 Ce e applicabile a circa 10 mila stabilimenti chimici considerati a rischio. Con la Seveso III si vanno a rafforzare le già presenti regole di ispezione con l’obbligo di ispezionare le installazioni a maggior rischio almeno una volta l’anno e i siti a minor rischio almeno una volta ogni tre anni.

Inoltre, le autorità pubbliche avranno diritto di ricevere informazioni sugli stabilimenti locali, a prescindere dalla normativa Seveso. La normativa è nata per garantire la sicurezza pubblica anche mediante l’informazione. I cittadini hanno diritto di accedere a informazioni comprensibili sulle attività delle industrie chimiche a rischio e devono avere voce in capitolo esprimendo la propria opinione su questioni quali l’espansione dei siti e la pianificazione di emergenza. Con l’azione cittadina, le autorità saranno tenute ad agire ed effettuare ulteriori controlli in caso di lamentele o se si sospetta una violazione delle norme ambientali.

Alla normativa seguirà un nuovo sistema di classificazione basato su standard internazionali che può prevedere la presenza di tre classi di tossicità acuta. La normativa non tutela solo la salute dell’uomo ma anche quella dell’ambiente. Rafforzando i controlli si potranno individuare le procedure di smaltimento non idonee e provvedere alle dovute sanzioni e bonifiche.

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Pubblicato da Anna De Simone il 16 giugno 2012