Solarglas, la “fantAzienda” green

IV D - ITC Morante

Vetri fotocromatici che permettono l’immagazzinamento di energia nel vetro attraverso pannelli fotovoltaici per poi essere utilizzata come energia elettrica, l’idea di portare una logica teutonica, come quella di Solarglas, in Italia è quella degli studenti della classe 4 D, ITC Elsa Morante di Limbiate che, partecipando al concorso “MB4U” hanno immaginato un’azienda green. Hanno vinto, il concorso, con una medaglia di bronzo. E l’hanno voluta così, come spiega la referente, Greta Colucci, con l’obiettivo di “sfondare al Sud Italia dove l’energia alternativa dovrebbe essere considerato quasi un evento naturale”.

Tra qualche anno potrebbe essere così:

1) Cosa producete? Perchè è “green”?

I vetri da noi prodotti, oltre ad essere fotocromatici, presentano all’interno pannelli fotovoltaici con lo scopo di immagazzinare nel vetro i raggi solari per poi poterli riutilizzare come energia elettrica. I vetri fotocromatici possono variare il loro coefficiente di trasmissione in funzione dell’intensità della luce che li colpisce. Per azione degli alogenuri di argento ( un composto chimico formato dall’argento unito a fluoro, cloro, bromo e iodio) in esse contenuti, questi vetri assumono colorazione grigia quando sono esposti alla luce solare. Il vantaggio maggiore ricavato è il risparmio economico sui costi che dapprima si sostenevano per l’utilizzo di energia elettrica.

2) Quando e come siete nati?

Nasciamo come progetto scolastico al fine di partecipare al concorso “MB4U” dedicato ai giovani e all’impresa nella provincia di Monza a Brianza. Lo scopo della partecipazione era quello di riuscire ad ideare un’azienda che si potesse adattare alle caratteristiche del territorio e che producesse un servizio o un prodotto innovativo. Abbiamo costituito la SOLARGLAS per cercare di offrire un prodotto di nuova generazione e tecnologia. Nel 2012 siamo arrivati al terzo posto.



3) Avete preso spunto dall’estero? Che difficoltà avete incontrato nell’importare una idea in Italia?

All’estero, il settore dell’energia alternativa è molto più avanzato che da noi. Abbiamo preso spunto dalla Germania perché quella tedesca ci è sembrata la filosofia più vicina al nostro modo di pensare al futuro energetico e anche quella che dava più garanzie in termini di sviluppo.

Importare questa mentalità tutta teutonica significava avere un buon punto di partenza per colmare il gap che oggi ci differenzia da altre nazioni europee. All’inizio non abbiamo incontrato grosse difficoltà, favoriti dal fatto che la nostra provincia, spesso si è dimostrata attenta e preparata a raccogliere sfide legate all’innovazione.

4) Come avete affrontato il mercato italiano? Quali costi e richieste?

Dopo una partenza un po’ “timida”, grazie anche ad un’oculata programmazione pubblicitaria, nelle ultime settimane abbiamo ricevuto un buon numero di commesse, soprattutto provenienti dalla nostra regione. I nostri clienti ci hanno dato fiducia nonostante i prezzi ancora un po’ elevati, dimostrando di aver compreso che il loro investimento produrrà benefici economici col passare del tempo, non nell’immediato.

Il nostro obiettivo è dimostrare la qualità del nostro prodotto e giocare d’anticipo sulla corazzata Cina, i maggiori produttori mondiali di pannelli fotovoltaici che stanno invadendo anche il nostro mercato, favoriti dagli allettanti costi competitivi proposti, che fanno passare in secondo piano il rischio di un acquisto di impianti creati in fabbriche lontane e sconosciute. Noi offriamo garanzie e certificazioni, i cinesi possono fare altrettanto?

5) Come vi facilitano o vi ostacolano normative nazionali o regionali?

Nonostante siano state eliminate consistenti quote di incentivi, quelli dell’Italia rimangono sempre superiori alla media europea, regolati dal famoso “Conto Energia” con decreti legge pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale che fissano le tariffe incentivanti che lo Stato eroga al gestore dell’impianto. Il futuro prospetta comunque delle incertezze.

Ulteriori tagli economici ci porterebbero sulla stessa linea di Spagna e Germania dove la perdita di mercato ha comportato numerosi licenziamenti. Il rischio di una miscela esplosiva composta da crisi economica e concorrenza cinese è molto concreta, favorita dalla mancanza di una politica industriale a livello europeo.

Sarebbero auspicabili misure anti-dumping come quelle già introdotte negli USA, fissando tasse sui prodotti provenienti dalla Cina, in modo da sostenere in maniera decisa l’economia delle rinnovabili. Confidiamo nella lungimiranza dei nostri politici…

6) Quali realtà e quali zone del Paese si dimostrano maggiormente interessate?

Sebbene il Sud possegga un potenziale di energia producibile molto più elevato rispetto al resto del Paese grazie al clima favorevole, i nostri clienti sono principalmente del Nord e del Centro Italia, dove la diffusione degli impianti è in continua crescita.

La nostra principale attività è l’installazione di piccoli impianti, ma non solo per utenza domestica di privati, ma anche per pubbliche amministrazioni come palazzi comunali, scuole e così via. Le richieste per impianti di grandi dimensioni non sono molte e riguardano aziende che vedono nel fotovoltaico un vero e proprio investimento.

7) Quanti siete oggi nella vostra azienda? Come intendete allargarvi in futuro?

La poco più che neonata, SOLARGLASS presenta un’età media relativamente giovane (32 anni) e personale proveniente nella maggior parte dalla nostra regione.

Oltre ai due soci fondatori e amministratori, la nostra azienda conta tre collaboratori con il compito di svolgere attività amministrative/contabili e marketing. La parte tecnica/operativa è affidata ad otto operai specializzati nel settore, due dei quali (gli unici ultra quarantenni) con un bagaglio d’esperienza notevole in quanto provenienti da ditte operanti nel settore della vicina Svizzera.

Siamo fiduciosi per il futuro, anche se per ora è ancora prematuro prevedere un ampliamento dell’organico. Il nostro obiettivo principale è quello di essere il più competitivi possibile, proponendo prodotti sempre validi e innovativi, espandendo la nostra area di vendita in Italia e all’estero, con l’augurio di “sfondare” proprio al Sud Italia dove l’energia alternativa dovrebbe essere considerato quasi un evento naturale.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 1 ottobre 2012