Soffitto di cristallo in psicologia: definizione

Soffitto di cristallo

Il soffitto di cristallo è una metafora per indicare una situazione particolare. Calza a pennello con quella delle donne in alcuni contesti lavorativi, se ci pensate bene, per lo meno per quello che possiamo vedere ogni giorno nel nostro Paese, confermato da dati affatto incoraggianti. Vediamo come nasce questo termine e che situazione descrive, con le opportune e attuali riflessioni in merito.



Soffitto di cristallo e le donne

Quasi in automatico quando di parla di soffitto di cristallo si indica quella barriera invisibile che impedisce alle donne di accedere alle posizioni di responsabilità nelle organizzazioni in cui lavorano. Sarebbe riferito alle donne come anche ad altre minoranze, discriminate per altri motivi diversi rispetto al genere, ma nella maggior parte dei casi quando si parla di soffitto di cristallo si pensa a come oggi non ci sia parità di trattamento nel mondo del lavoro tra uomini e donne.

Senza andare a fare strani ragionamenti, per capire i motivi di questa espressione basta immaginare il “soffitto di cristallo” e la sensazione che si proverebbe a vivere in una stanza che lo ha, per capire che cosa vivono le donne quando guardano in alto, nel loro posto di lavoro, guardano a posti magari anche liberi, ma sanno che c’è questa barriera trasparente che impedirà loro di accedervi.

Barriera trasparente, infatti non si parla di soffitto in muratura o in cartongesso, perché in molte aziende e realtà lavorative in apparenza non ci sono discriminazioni, per lo meno a livello teorico e “stando alle dichiarazioni”. Basta però guardare i numeri per appurare che la barriera c’è, c’è eccome, e le disuguaglianze nel trattamento, anche.

Soffitto di cristallo e le donne

Soffitto di cristallo: definizione

Per definizione il soffitto di cristallo è quel insieme di barriere sociali, culturali e psicologiche che si frappone come un ostacolo insormontabile, ma all’apparenza invisibile, al conseguimento della parità dei diritti e alla concreta possibilità di fare carriera nel campo del lavoro. Ci sono delle categorie storicamente soggette a discriminazioni, come quella delle donne, ma ce ne possono essere anche di nuove.

Pur essendo molto “rosa” il soffitto di cristallo, non si nega che ci siano barriere anche legate ad atteggiamenti discriminatori che nascono da differenze di etnia, di religione, di età, di cittadinanza. Se ne vedono di ogni, la parità di trattamento è spesso una utopia, nonostante gli sforzi legislativi in tal merito., perché il cambio essenziale da fare per infrangere il soffitto di cristallo è quello culturale. Non ci dovrebbe essere bisogno di una legge per obbligare un datore di lavoro a non applicare diversi salari a due persone che fanno lo stesso lavoro, se non fosse che una delle due è femmina. Non credete? E’ necessaria una legge per capire che si tratta di un atteggiamento iniquo?

Soffitto di cristallo tesi e strategie

E’ davvero impressionante come questa espressione sia perfetta per descrivere la situazione. In molte aziende piccole, ma anche nelle grandi multinazionali che non si salvano molto dalle accuse, le donne si trovano a guardare in alto senza percepire la presenza di ostacoli al loro avanzamento di carriera. L’atmosfera paritaria si percepisce, in alcuni casi si ostentano intenzioni in questo senso, ma al netto dello stipendio e della ripartizione di ruoli gerarchici diversi, le donne picchiano la testa contro il soffitto di cristallo mentre i colleghi uomini salgono e fanno carriera.

Intanto fioccano studi in cui si spiega e si documenta con abbondanza di prove ed esempi che le donne in posizione di comando sanno fare meglio degli uomini, ma lo stato di fatto resta deludente, per ora. In Italia molto di più che in altri paesi europei.

Un interessante spunto di riflessione arriva da Gareth Morgan, autrice del libro Images, che ha individuato delle strategie possibili per by passare il soffitto di cristallo. Un po’ per gioco, ma senza un pizzico di amarezza, vediamole.

Soffitto di cristallo tesi e strategie

C’è quella della Regina Elisabetta che governa con il pugno di ferro circondandosi di uomini sottomessi, c’è quella della moglie del Presidente, colei che gestisce il potere dietro le quinte. La donna invisibile, con un basso profilo, si confonde con la massa cercando di esercitare la sua influenza in ogni modo possibile, al contrario la donna che utilizza la strategia della grande madre consolida il potere prendendosi cura e nutrendo. C’è poi lo stile da donna liberata che gioca pesante e adotta l’occhio per occhio.

Lo stile da amazzone è quello classico delle donne che diventano capo e creano coalizioni per cercare di collocare altre donne nei posti chiave. Altri personaggi sono un esempio di strategia anti soffitto di cristallo, come Dalila che è colei che usa il potere della seduzione, oppure Giovanna d’Arco che preferisce invocare la causa comune per trascendere la femminilità e guadagnare il sostegno dei maschi. Ultima carta da giocare è quella della figlia, la usano quelle donna che per fare carriera cercano una figura paterna disposta a sponsorizzarle.

Soffitto di cristallo in psicologia

Il dibattito sul soffitto di cristallo è acceso, per fortuna è un tema che fa titolo e se ne parla spesso. A saltare all’occhio ci sono anche molte battute sessiste che anche molti politici riescono a sfoderare senza nemmeno mostrare vergogna. Se ne trovano degli esempi nel bel libro di Filippo Maria Battaglia che vi consiglio spudoratamente se vi volete fare un’idea di come sia reale e psicologicamente devastante, il soffitto di cristallo in Italia oggi.

Soffitto di cristallo in psicologia

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Pubblicato da Marta Abbà il 21 settembre 2018