Satelliti geostazionari: cosa sono

Satelliti geostazionari

Satelliti geostazionari, satelliti che non si muovono, visti dalla Terra, e che hanno parecchia importanza nel settore delle telecomunicazioni e non solo. Anche se lontani, sono a noi molto vicini, vediamo perché e come funzionano.



Satelliti geostazionari: cosa sono

Si tratta di satelliti che occupano sempre la stessa posizione nel cielo. Ciò vale se li guardiamo dal nostro punto di vista, dalla Terra, se andassimo altrove, sarebbe diverso. Ecco perché: il periodo di rivoluzione intorno alla Terra di questi satelliti geostazionari è esattamente uguale al periodo di rotazione della Terra stessa, dura quindi un giorno. Questa corrispondenza comporta il fatto che per noi i questi satelliti non si muovono di un millimetro perché “girano con noi”, guardati da Marte o da Venere, sarebbe diverso.

I satelliti geostazionari sono molto utili per le antenne che si devono orientare, li troviamo impiegati in vari settori, uno di quelli a cui viene più immediato pensare è il meteo (METEOSAT) ma anche la comunicazione televisiva fa uso di questi dispositivi.

Satelliti geostazionari: cosa sono

Satelliti geostazionari e GPS

Sfatiamo subito un mito o meglio la convinzione che il GPS si basi sull’esistenza dei satelliti geostazionari. I GPS sono una tecnologia di radiolocalizzazione satellitare, dietro all’acronimo si nasconde la seguente definizione: “Global Positioning System”.

I satelliti GPS permettono di conoscere con ottima precisione la propria posizione sulla superficie della Terra e non sono geostazionari. Sono troppo a bassa quota per esserlo, viaggiano più vicino alla terra rispetto alla distanza media di 36.000 km che dovrebbero tenere per essere geostazionari. Restano comunque dei satelliti molto importanti e utili. Vediamo come funzionano.

C’è un ricevitore GPS che riceve segnali dai satelliti GPS e li elabora, calcola quindi la posizione di volta in volta che serve poi comunicare al software applicativo per poi essere utilizzata in vari ambiti di volta in volta diversi. Quante differenti attività e applicazioni si basano sulla tecnologia GPS!

E chi la guarda con diffidenza non ha motivo di farlo perché non è vera la voce che sostiene sappiano dove siamo n ogni momento, non c’è alcun rischio per la nostra privacy, sono ben altre le situazioni che possono portare ad una violazione dei nostri “segreti” e di cui dovremmo preoccuparci. Ci tengo a smentire questa leggenda perché è provato come la comunicazione effettuata dai sensori GPS sia unidirezionale quindi il nostro dispositivo non va a raccontare dove siamo. Il dispositivo GPS nelle nostre mani si limita a ricevere informazioni dai satelliti per poi usarle e calcolare ciò che serve, senza trasmettere ai satelliti nulla che ci riguardi.

Satelliti geostazionari e GPS

Satelliti geostazionari in fisica

Quando si parla di satellite geostazionario, viene la curiosità di sapere cosa significhi questo “geostazionario” più in generale. Ecco allora che la risposta arriva dalla Fisica che ci racconta come un’orbita geostazionaria sia un’orbita circolare ed equatoriale situata ad una altezza tale che il periodo di rivoluzione di un satellite che la percorre coincide con il periodo di rotazione della Terra. Proprio come spiegato prima, quella dei satelliti e quella della terra sono un caso particolare di orbita geosincrona.

Satelliti geostazionari e tv

Per la Tv come anche per la radio, la rete satellitare è sempre stata importante come rete per comunicare a distanza delle informazione. Essa è composta da stazioni ricetrasmittenti a terra e satelliti artificiali in orbita collegati tra loro con ponti radio satellitari, radiodiffusioni, telediffusioni e sistemi di radiolocalizzazione e navigazione. Oltre che per la Tv, queste reti sono impiegate largamente nel campo della telefonia e della telematica, nella navigazione marittima e nel campo militare.

Satelliti geostazionari e tv

In assenza di infrastrutture terrestri che a volte risultano addirittura irrealizzabili a livello logistico oppure economico, le reti satellitari sono l’unica soluzione, a volte sono la soluzione più conveniente perché le alternative “terrestri” arrivano ad essere troppo dispendiose e non reggono il confronto con questo sistema di comunicazione che non richiede “messe a terra”.

Possiamo contare sui satelliti geostazionari dalla seconda metà del XX secolo, il primo esemplare “commerciale” è stato Intelsat I, un satellite realizzato da Comsat per Intelsat negli anni 1965-1969. Prima impiegati, manco a dirlo, per le comunicazioni militari, i satelliti geostazionari sono stati poi usati anche in ambiti totalmente differenti come quello televisivo.

Satelliti geostazionari per telecomunicazioni

Con la nascita delle comunicazioni satellitari commerciali sono iniziate anche le comunicazioni regolari tra Stati Uniti ed Europa. Siamo nel giugno del 1965. Ovviamente tutto si è evoluto e anche piuttosto velocemente, per cui già nel 1979 vediamo spuntate il sistema di comunicazioni INMARSAT, destinato alle comunicazioni marittime. Via via i satelliti geostazionari hanno trovato impiego in settori di ogni tipo, restando importanti per la difesa militare con conseguenti problemi di sicurezza sempre sfidanti.

Satelliti geostazionari: distanza

Non possono viaggiare a distanze qualsiasi i satelliti geostazionari, devono stare entro certi limiti e questa è una delle caratteristiche con cui li si può riconoscere. Esistono infatti due tipi di satelliti artificiali, uno è quello dei satelliti con orbita geostazionaria, l’altro è quello caratterizzato da satelliti con orbita polare. Questi ultimi si vedono a occhio nudo di notte, se l’inquinamento luminoso non è troppo intenso, visto che si trovano tra i 500 e i 1000 km di altitudine dalla superficie terrestre.

Sono abbastanza vicini alla Terra e per questo riflettono la luce del Sole risultando visibili anche da noi che siamo con i piedi per Terra. I satelliti geostazionari non sono identificabili a occhio nudo perché molto più distanti, a 36 mila km sulla verticale dell’equatore, ed essendo stazionari hanno sempre lo stesso campo di visuale. Se ti interessa il cielo stellato leggi l’articolo sulla luminosità delle stelle

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 agosto 2018