Ti han rubato la bici? RuBBici, te la ritrova

Rubbici

Ladri di biciclette, tremate: c’è RuBBici , on line. Il sito di consigli per la tutela della propria bici, pre e post furto, e non solo: la rete diventa uno spazio per condividere segnalazioni di chi si è visto rubare la bicicletta ma anche di chi ne ha viste di sospette in qualche angolo della città e ha pensato “magari era di qualcuno che…”. C’è anche una mappatura partecipata dei luoghi sospetti, città per città, realizzata grazie all’aiuto di chi ha vissuto l’esperienza “sulla propria sella”. Un sito da segnarsi, almeno per scaramanzia!

1) Di cosa si occupa il vostro sito? Come è nata l’idea?

Il sito si occupa di fornire consigli utili a chi ha subito il furto della propria bici, ma l’idea è anche quella di cercare di fare comunità per favorire il recupero delle bici grazie alla collaborazione tra i frequentatori. Quindi non si rivolge solo a coloro a cui è stata rubata una bici, si cerca di sensibilizzare il pubblico sull’argomento. L sito è nato nel settembre 2011.

2) Quanti utenti avete registrato? Di che tipo?

Attualmente il nostro database conta 1632 segnalazioni attive di bici rubate e non ancora ritrovate. Per una scelta legata alla facilità e all’immediatezza, non è richiesta iscrizione al sito, ma solo la compilazione del form con i dati personali all’atto della pubblicazione di una segnalazione. 

3) Le segnalazioni più frequenti: bici rubate, sospette o ritrovate?

Le segnalazioni più frequenti, purtroppo, ma anche ovviamente, sono quelle di  “bici rubate“. Alcune storie che abbiamo raccolto sono pubblicate in una apposita sezione del sito, “bici ritrovate”: si passa dal semplice avvistamento con contatto diretto del proprietario che poi recupera la bici, fino a chi, una sera, ha convinto il “proprietario” della bici che la stessa era in realtà rubata grazie alla visualizzazione via smartphone delle foto sul nostro sito.

4) Quali sono i luoghi sospetti? Quanti ne avete individuati e come?

A Milano, ad esempio, abbiamo segnalato le vicinanze della Fiera di Sinigallia, diverse fermate della metropolitana ma anche alcuni negozietti di bici usate di dubbia provenienza. A Roma c’è il Mercato di Porta Portese, qualche parchetto, a Torino Porta Palazzo e il mercatino del balon, adiacente a piazza della Repubblica, e così via, città per città, i luoghi sospetti sono tutti consultabili sul sito. Sono stati individuati per un mix di fattori tra cui operazioni delle Forze dell’Ordine, supportate anche da voci di quartiere, avvistamenti sospetti o persino anche ammissione degli stessi ricettatori.

5) Antifurto istituzionale: di cosa si tratta?

Come facilmente intuibile, si tratta di una sorta di sistema di identificazione. Il progetto è in stallo in quanto è complicato interfacciarsi con la pubblica amministrazione e le altre realtà che potrebbero contribuire. C’è da dire anche che, per renderlo veramente semplice ed efficace, il lavoro richiesto alla spalle è notevole.

6) E gli antifurti collegati: di cosa si tratta?

Si tratta di un progetto legato all’antifurto istituzionale, ma a raggio limitato. Questi antifurti sarebbero utili solo in casi specifici.

7) Come funzionano i gruppi di ricerca? Chi vi partecipa?

I gruppi di ricerca non vengono coordinati da noi. E’ un’idea lanciata per favorire i contatti tra i derubati in maniera da potersi dividere tra loro i “pattugliamenti”, anche on line. Sul sito, infatti, c’è una apposita pagina con cui si possono organizzare gruppi organizzati di “ricerca”, in modo da non girare da soli i mercatini ma soprattutto in maniera da potersi dividere equamente e avere quindi occhi “ovunque e sempre”.

Pubblicato da Marta Abbà il 25 gennaio 2013